Categorie

William Faulkner

Curatore: M. Materassi
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2006
Pagine: 303 p. , Brossura
  • EAN: 9788845921025

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Giuseppe Russo

    28/11/2016 09.05.25

    Il rapporto di Faulkner con questo romanzo è sempre stato particolare: dato il grande successo che ebbe alla sua uscita, successo che invece l'autore sperava potesse arridere ad altre sue opere, ha sempre avuto la tendenza a sminuirne il valore. Ovviamente, il successo fu determinato dall'argomento particolarmente scabroso, un classico episodio da cronaca nera degli anni del proibizionismo, tanto che un paio di editori si rifiutarono di pubblicarlo giudicandolo "horrific" e temendo noie giudiziarie. Quando le vendite iniziarono ad andare molto bene, Faulkner fece il possibile per ripubblicare anche alcuni lavori precedenti, che in parte riuscirono a sfruttare la scia favorevole. Resta il fatto che l'abisso nel quale l'autore fa precipitare i personaggi di questa vicenda è talmente profondo, che davvero poteva spaventare il pubblico dei primi anni '30, e non solo quello americano. Sicché, Faulkner "sentiva" di aver prodotto un best-seller, di aver finalmente toccato le corde giuste, ma allo stesso tempo odiava l'idea che una parte significativa del pubblico lo avrebbe associato unicamente a questo libro scandaloso e non si sarebbe inoltrata nella contea di Yoknapatawpha, dove avrebbe trovato un'umanità molto più variegata ma non meno primitiva.

  • User Icon

    byAx

    12/02/2013 12.13.16

    Faulkner ha il dono di rendere preziosa qualunque storia grazie ad uno stile che nella sua complessità dà corpo a svariati universi emozionali. Oltre a questo, e alla grandezza della sua scrittura - una grandezza che si coglie solo se si è disposti a sudarsi le sue pagine -, egli concede poco al lettore, perché sa che nella realtà, così come nelle vicende dei suoi personaggi, nulla viene regalato. "Santuario" l'ho trovato straordinario da pagina 40 fino a pagina 120 circa, mi si è totalmente pietrificato il tempo e lo spazio, e l'aria si è cristallizzata in attesa di essere frantumata. Dopo questa vetta, quasi mi avesse tolto le forze, non ho più ritrovato le stesse forti emozioni. Sono entrati in scena nuovi personaggi che, contrariamente ai precedenti, ho trovato poco interessanti, ad eccezione di quelli femminili. Di invariata, invece, è rimasta la capacità dell'autore di saper affrontare con assoluta serietà anche i più piccoli solchi tracciati dalla sua penna, mantenendo costantemente alto il livello del romanzo. "Santuario" è una storia drammatica, ma non viene banalizzata sbattendola gratuitamente davanti agli occhi di chi legge, la si avverte unendo i pezzi, alcuni lanciati di sfuggita, dando corpo ad un disegno generale che fa ancora più male. Faulkner aiuta a diventare lettori migliori. Per tutti gli altri c'è sempre Dan Brown.

  • User Icon

    Antonella

    20/06/2012 13.54.27

    Flebile, liquido, denso, grumoso. Parole non filtrate da alcun setaccio, libere. Allegorie e metafore mai da copione. Una natura che vive di colori, espressioni ed azioni profondamente evolute. Uomini e donne invece sono spesso ridotti ad oggetti in grado di agire, come pupazzi ben caricati, a molla! Non certo 'un'idea da poco' ma una trama scelta per delineare una società dove nessuno paga per il male che ha fatto, ma tutti pagano per il male che non hanno saputo fare, un mondo dove il confine tra buono e cattivo si scioglie, dove c'è un po' di buio anche in fondo al sole.

  • User Icon

    guglielmo aprile

    26/02/2012 12.40.10

    requiem desolato e potente sull'oscurità dell'abisso umano. Quanta perversione, solitudine, miseria, certezza dell'impossibilità di un riscatto gorgoliano da quell'abisso come sangue da una piaga suppurante! l'uomo è ammorbato dai suoi bassi istinti, dalle sue poco nobili inclinazioni: libidine, avidità, rancore, debolezza; quello che l'uomo ha dentro si scopre essere qualcosa di sporco. Nessuno ne esce pulito. Una ragazza perbene, viziata e presuntuosa, finisce fuori strada con l'auto insieme all'amico, beone e sciagurato che la molla appena fiuta il pericolo, forse in cambio di soldi, e si ritrova in una tana di lupi: prigioniera di un branco di sfruttatori, ansiosi di sfogare su lei le loro voglie animalesche, imparerà brutalmente cosa siano il sesso e la vita. Le ambientazioni sono tipiche: uomini dall'aria torva, silenziose, donne che usano il sesso come arma di potere, fiammiferi che baluginano nel buio, bicchieri che si empiono, tutto un abbigliamento riconoscibile, sobborghi polverosi, pieni di immondizie, ruggine e lamiere, sale da ballo equivoche, casini in cui clienti e ragazze si muovono invisibili, le uniche tracce della loro presenza sono i rumori dei passi sulle scale e i fruscii delle sottovesti dietro una porta chiusa, le allusioni al gergo della malavita. Tipi loschi, sboccati, che non fanno che imprecare, insultarsi, indulgere al turpiloquio, rudi e violenti. Su tutto emerge lo stile della scrittura, sublime nello scavare il fondo dell'abiezione, dai quadri allucinati che stagliano l'assurdo della vicenda umana in visioni monumentali e angoscianti. Sebbene l'occhio di Faulkner non conceda nulla alla pietà, nel guaradre in faccia quanto l'uomo possa immeschinirsi, si esce dalla lettura con un desiderio insoddisfatto d icalore e di affetto e di quell'umanità che il cinismo della storia si sforza di uccidere: ogni uomo ha bisogno di compassione. guglielmo aprile

  • User Icon

    Armando

    02/10/2010 20.02.47

    Raramente capita mentre leggi un libro di respirare l' atmosfera dei luoghi, sentire le pulsioni dei personaggi.Santuario ci riesce, ti fa respirare quella terra e ubriacarti nel vortice delle passioni.

  • User Icon

    bella

    17/01/2009 11.54.20

    Ho affrontato questo libro senza nulla conoscere, né di Faulkner (salvo che ha vinto il nobel), né del suo stile. Inizialmente ho perfino dubitato che vi fossse qualche problema di traduzione... Fino a quando ho compreso che non utilizzava le usuali convenzioni grammaticali. A quel punto mi sono abbandonata nel suo mondo cupo e pessimista. Un pugno nello stomaco. Lascia il segno

  • User Icon

    Nico l'esprit libre

    06/02/2008 11.04.44

    Personamente questo libro l'ho trovato orrendo. Non capisco come si faccia a definirlo un capolavoro del Novecento...magari c'è anche chi ha il coraggio di accostarlo a Mann o Celine. Il linguaggio: veramente confuso, e penoso Contenuti: se siete in cerca di profondità intellettuale fuggite da questo "libro".

  • User Icon

    facc8

    12/12/2006 08.43.14

    William Faulkner (in Italia troppo trascurato) è uno dei maestri assoluti della letteratura del Novecento. Quest'opera è giudicata, a ragione, fra le più riuscite. Contrariamente ai capolavori "L'urlo e il furore" e "Mentre morivo", in cui lo scrittore si dedica ad una sperimentazione affascinante quanto di impegnativa penetrazione, qui la lettura è piacevole e immediata, intrigante seppure ugualmente originale e raffinata come nelle opere maggiori. Lo stile, che rimanda ai capolavori noir della cinematografia americana degli anni Quaranta, è massimamente moderno e attuale. Un ottimo biglietto d'ingresso nel mondo faulkneriano, da raccomandare vivamente.

Vedi tutte le 8 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione