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Traduttore: M. Colombo
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Pagine: 300 p., Brossura
  • EAN: 9788806172862

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Recensioni dei clienti

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    simona proietti

    30/10/2014 13.58.16

    Il protagonista narrante è un diciassettenne in preda ai disagi tipici dell'età, su tutti una prepotente bizzaria ormonale che altera ogni visione delle donne che incontra. A questo si aggiungano tutti i disagi procurati da una famiglia sconquassata e un ribaltamento del rapporto padre/figlio causa ictus del genitore. Il tutto ben scritto. Peccato la caduta nell'ovvio, quando ANCHE questa sorella di questo protagonista, che aspirava al modello della monaca/martire, invece resta in cinta! La letteratura ormai straripa di tutte 'ste sorelle che La danno in giro. Mi associo alla visione di Patroclo: iperreale.

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    Emanuele

    17/12/2013 22.56.16

    Il libro mi è piaciuto tantissimo. Un ragazzo che si trova abbandonato dalla madre, trova come unico riferimento un padre con grossi problemi di salute.Altro non gli era rimasto.. si fa di tutto, anche farlo uscire dall'ospedale con i fili attaccati!!!. mi sono trascritto tanti passaggi ed uno in particolare (pag 129) recita : "... un conto è la gentilezza, un altro l'intimita'. L'intimita' è la cosa che ti ripara dalle intemperie, e la gentilezza sono mobili comodi. La prima serve per sopravvivere,i secondi per sentirsi bene, e perche' la vita sia bella servono entrambe le cose. Chi ha dei bei mobili ma non un posto dove metterli corre il rischio costante di non sopravvivere."... un libro rifiutato da tanti editori, suscita curiosita'; Consigliato perche' la storia è credibile e c'è davvero di che emozionarsi... Non trovo giusto che le recensioni facciano paragoni con Salinger e Franzen... Basta con i paragoni Beatles / Rolling Stones...ognuno c'aveva il suo stile.

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    Patroclo

    27/08/2011 18.17.35

    il paragone con Franzen riportato in quarta di copertina sta decisamente in piedi. famiglia americana disgregata, nevrosi, ampie dosi di cinismo e ironia. rispetto a Franzen qui si spinge molto sul pedale del surreale, di un "basso continuo" comico e verboso, volutamente anti-realista o forse iperrealista. insomma, abbandonando i paroloni, decisamente divertente anche se a volte un pochino fine a se stesso. Sharpe comunque é scrittore vero, da seguire

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    francesca

    16/07/2006 17.07.46

    Simpatico.Di semplice lettura.Utile mentre sei in metro e non hai voglia di andare al lavoro.Non capisco perche' a molte persone non sia piaciuto....

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    stefano

    04/05/2006 16.09.29

    un libro "fantastico". all'inizio si fatica, richiede attenzione nella lettura. ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad un altro Foster Wallace. dopo un po' però ci si affeziona ai personaggi (il padre poi è semplicemente irresistibile) e più di una volta mi è capitato di farmi una sana risata. il paragone con Franzen mi pare più che sostenibile, anche perchè gli altri libri non sono certo a livello de "le correzioni". ho letto: se fosse un cartone sarebbe "i simpson", se fosse un film sarebbe "I Tenenbaum". aggiungo , se fosse una canzone sarebbe "Psycho Killer" dei Talking Heads.

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    vanni

    27/02/2006 14.14.34

    Dimenticatevi Franzen. Il libro è noioso e pretenzioso.

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    linda

    07/02/2006 12.51.00

    non mi ha detto niente...non è probabilmente il genere di lettura adatto a me

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    Sciane

    27/12/2005 15.05.35

    Libro scialbo e delundente. Scrittura noiosa come la maggior parte dei personaggi che sembrano vivere in un film diretto male.

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    Marco

    19/09/2005 12.13.21

    Trama bizzara, personaggi bizzarri, situazioni bizzarre. Tutto legato da un ritmo brillante, dialoghi da sit-com, interludi filosofeggianti. Un’orgia di humor per rappresentare i rapporti interpersonali in una società delirante (la nostra?). Mi sembra il corrispondente letterario de “I simpson” e colonna sonora di un quartetto d’archi, tenetevi alla larga se cercate letteratura “classica”, per quanto mi riguarda se fosse possibile gli darei 10 e lode.

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    maurizio codogno

    06/09/2005 11.32.53

    Non so esattamente come giudicare il libro. Sharpe si deve essere sicuramente fumato della roba buona, perché non si puo onestamente dire che non ci sia una trama, ma spesso più che di commedia si dovrebbe parlare di immaginismo; il tutto all'interno di una famiglia ebrea col padre in coma, la madre - che aveva già divorziato da lui - scappata all'Ovest, e due figli adolescenti, Chris sessuomane senza fortuna e Cathy in preda a una conversione mistica verso il cattolicesimo. A loro si aggiungono una serie di comprimari le cui vicende si intrecciano tra di loro e con gli Schwartz, con battute a volte fulminanti e uno spaccato di vita nella provincia dell'Est statunitense. La traduzione è generalmente ottima e rende bene sia lo stile di Sharpe che le battute, il che non era affatto semplice: ci sono però un paio di svarioni, quando Lila parla di matrimonio al posto di divorzio, e l'Atto di Carità che è diventato di Amore.

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    Antonio Gatti

    20/07/2005 11.03.14

    Mi aspettavo forse un po' di piu' da questo libro; intendiamoci, e' pungente, amaro, ironico, divertente, le pagine scorrono fra le mani che e' un piacere, ma appunto per questo lascai davvero poche tracce... talmente creativo da essere quasi impalpabile, senza spessore...

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    Francesco

    15/06/2005 12.17.41

    Il libro mi è piaciuto, anche se condivido chi lo ritiene un pò troppo figlio delle ultime tendenze in fatto di scrittura creativa. In effetti ogni pagina trasuda la volontà (velleità) di stupire il lettore con effetti speciali che spesso sconfinano nel noiso e nell'assurdo. Ho poi trovato un pò fuori luogo quel continuo disprezzare il Giovane Holden. Sembra che da un pò di tempo a questa parte non si possa scrivere un buon libro senza affondarne le radici nel cadavere di qualche scrittore... Mi trovo d'accordo con chi non ha visto niente in comune con le Correzioni di Franzen. E' solo un fatto di contiguità di argomento.

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    lu lu

    20/05/2005 21.59.12

    hai ragione E. e secondo me lo spirito di matthew sharpe e' in se stesso giovane holden, che mi sa che essere un romanziere di successo e regalare un racconto ad rivista come Eleanore Rigby non sempre va a braccetto come cosa. e io dico, Matthew Sharpe e' un grande.

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    e

    15/05/2005 15.48.19

    un libro emozionante...decisamente migliore del giovane holden...

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    marco

    13/05/2005 01.40.36

    hey, avete ragione, una piccola rivista di bologna che si chiama Eleanore Rigby ha appena pubblicato un racconto di matthew sharpe. bellissimo, come questo libro.

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    Roberto

    28/04/2005 16.34.48

    Deludente, confusionario, alcuni passaggi molto belli e profondi, ma per il resto non reale, con personaggi veramente irreali e non credibili. Il paragone con il giovane Holden non ci sta per niente. Forse avevo altre aspettative, ma mi ha deluso. Valore aggiunto pari a zero.

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    giovanni

    24/04/2005 02.20.02

    Non posso essere che d'accordo con luca. gli schwartz e' uno di quei libri che invidi chi ha ancora l'eta' perche' un libro ti possa cambiare la vita. Eh, si', anch'io ho visto delle foto di matthew sharpe su un blog di fanatici di una rivista bolognese.

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    alberto

    22/04/2005 03.16.51

    Intelligente e divertente. Scrittura interessante. Ritmo invidiabile. Uno sguardo disincantato su quel che siamo diventati.

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    luca

    21/04/2005 21.11.37

    un grandismmo libro, spilla la vita e ti dice la verita'. ho anche sentito che sharpe ha anche un qualche legame con una piccola rivista bolognese.

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    Sara

    22/03/2005 12.18.17

    Sull'onda della narrativa ribelle del giovane Holden seppur più intrigante, maturo e complicato nella trama. Un succedersi di caricature ben delineate di personaggi nel loro approccio alle relazioni interfamiliari ed extrafamiliari. Sarcasmo e ironia per sottili risate.

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