Scienza della logica

Friedrich Hegel

Traduttore: A. Moni C. Cesa
Editore: Laterza
Edizione: 11
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 1 gennaio 2008
Pagine: 2 voll., XLVIII-974 p., Brossura
  • EAN: 9788842017899

38° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Filosofia - Storia della filosofia occidentale - Dal 1600 al 1900

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Descrizione
Il primo libro della "Scienza della logica" (contenente la dottrina dell'essere) uscì nella primavera del 1812, il secondo (la dottrina dell'essenza) nel maggio 1813, il terzo (la dottrina del concetto) nel 1816. Un ventennio più tardi Hegel si accingerà a rivedere il testo dell'opera per una nuova edizione; ma la morte gli impedirà di andare oltre il primo libro, uscito in seconda edizione, largamente rielaborata, nel 1831.

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    Carlo

    17/09/2007 17:07:50

    D'accordissimo con Reinhard che mi precede. Libro incredibile (anche per la traduzione "nobil-arcaica" di Laterza); forse il più incredibile dell'intera filosofia la quale, (e ne sono abbastanza convinto), finisce con questo libro dopo un vario arrancare bi-millenario post-aristotelico. Ma d'altronde, dopo Hegel, chi è quel pazzo che potrebbe avventurarsi in scrivere filosofia? Leggendo anche la sola introduzione uno capisce (almeno un po') che razza di testa abbia un genio. La stessa sensazione mi è capitata leggendo, ad esempio, "L'Anima" di Aristotele e credo null'altro. La "Scienza della Logica" è Libro da sconsigliare alla lettura a quasi tutti (ma già da sé si "auto-sconsiglia"). Credo che tutti i pochi altri difficilmente ne catturino l'essenza e anzi essi debbano sentirsi contenti di avere le capacità di godere un po' di quanto vi mise, in pazzesca messe, G.W.F.H. Non dico altro, per rispetto a tal Libro.

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    Reinhard Lamina

    08/05/2007 11:56:08

    Luogo più alto della speculazione hegeliana. Libro che richiede una pazienza dimenticata e una forza di volontà che in pochi posseggono, "bisogna essere addestrati a vivere sui monti" per affrontare tale monumento del sapere. La logica hegeliana, in quanto vertice teoretico del suo pensiero, è il massimo luogo dell'indagine sul negativo. Il massimo luogo dunque di una delle più grandi evoluzioni che lo spirito umano abbia mai compiuto. Momento essenziale per passare alle così dette "filosofie della differenza" che hanno tutte, in questo luogo, uno dei loro motivi genetici fondamentali. Un libro per pochi quindi, la cui lettura non può essere semplicemente consigliata, ma deve essere affrontata con ferma volontà. (meglio piuttosto non leggerlo).

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    ROCCO SALADINO

    11/05/2006 16:48:47

    E’ la risposta del mondo accademico ad un fatto cosi’ legato al volgo come la Rivoluzione Francese. Come poteva salire in cattedra la Rivoluzione Francese? Cosi’ con questa filosofia! Come poteva un aristocratico della cultura, come il filosofo tedesco Hegel, non avviare il dispiegamento di quello che era lo schema logico degli eventi storici rivoluzionari Francesi in un opera come questa? Ma immaginiamo un paese dell’Italia meridionale odierna dove i compaesani ad ogni posta trovano una risposta da contrapporre, non cambierebbero mai nulla e il fenomeno meridionale siculo del “gattopardismo” non finirebbe mai! Potenza,11 maggio 2006

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    Marco L.

    15/06/2004 17:30:25

    Un mattone (anzi, due!) superato dai tempi. Hegel è il padre di tutte le aberrazioni del '900 e questo libro è la "bibbia" dei suoi errori. Un'assoluta perdita di tempo.

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    Rocco

    02/06/2003 14:48:48

    Sommo, monumentale e socratico compendio che tanto influenzo' l'adolescente Karl Marx. "Cogito ergo sum" e' qui che mostra la vera essenza, e' con quest'opera che i giovani possono acquistare vitalita' ed entrare nel "castello in aria" progettato con la "Fenomenologia dello Spirito". Hegel questo "Svevo" (Gadamer), questo rockettaro e anticonformista proveniente dall'agora' e dal tempio ci porge qualcosa d'alternativo a Dio ma tanto antropogenetico quanto il pensare puro. La sua lettura e' come una passeggiata sulle innevate Alpi, meglio se si hanno delle guide all'inizio perche' la vastita' dei ghiacciai diventi per noi un luogo familiare e conoscibile.

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