Lo sconosciuto - Irène Némirovsky - copertina

Lo sconosciuto

Irène Némirovsky

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Traduttore: G. Ibba
Curatore: V. Riguzzi
Editore: EDB
Collana: Lampi
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 2 gennaio 2018
Pagine: 64 p., Brossura
  • EAN: 9788810567784
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Grazie a una fotografia, un soldato francese scopre che la sua vittima tedesca è in realtà il fratellastro. Il senso del racconto di guerra emerge cristallino: quando si uccide qualcuno al fronte, senza saperlo si uccide un fratello.
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    alida airaghi

    21/07/2018 07:47:01

    Il racconto vibra di un’atmosfera plumbea di persecuzione, miseria e pericolo, sospesa nella stazione di una cittadina del Nord della Francia, invasa da profughi provenienti da zone occupate dai tedeschi nel 1940. Nel disordine e nella disperazione di tanta gente ammassata, in attesa di prendere treni che non arrivano, si ritrovano due fratelli, Claude e François, tornati in licenza dai rispettivi campi di combattimento per partecipare alle nozze della sorella. Claude è il più giovane, vivace e desideroso di dimostrare il proprio amor di patria in battaglia; François (più anziano, stanco, privo di illusioni e preoccupato per aver dovuto lasciare la moglie e i bambini), tradisce un tormento interiore che fatica a comunicare. Nello squallore che li circonda, François confida finalmente a Claude un episodio recente occorsogli durante un pattugliamento isolato, in cui si era trovato a uccidere un giovane soldato tedesco. Rimasto accanto al cadavere del nemico sconosciuto, fruga nel suo portafoglio per recuperarne i documenti da inviare eventualmente alla famiglia. Tra varie fotografie, ne scopre una che ritrae i genitori del ragazzo: con stupore e sgomento riconosce nel padre di lui le sembianze del suo, disperso in Germania durante la prima guerra mondiale. Ricostruisce così la vicenda paterna, sempre ignorata, ma forse supposta e temuta: un ferimento, una probabile diserzione, e l’esistenza ricostruita oltre confine formando una nuova famiglia. Confrontatosi con Claude, François – assassino di un proprio fratello, nel ruolo inaspettato e crudele di novello Caino (“una cosa così … così straordinaria e così tragica”), si chiede se sia opportuno recuperare i rapporti con la matrigna tedesca, per concludere alla fine che “Ci sono cose che è meglio non dire”. L’approfondita postfazione di Jean-Louis Ska perviene a una conclusione veritiera, anche se un po’ scontata: “Gli uomini sono fratelli e sono le circostanze o i discorsi ideologici che li trasformano in nemici”.

  • Irène Némirovsky Cover

    Scrittrice ucraina di religione ebraica.Irène Némirovsky, figlia di un ricco banchiere ebreo, fin da giovane venne allevata in modo da parlare fluentemente il francese. Della sua educazione si occupò infatti la tata Zezelle, di madrelingua francofona: la madre di Iréne, Anna Margoulis, non si interessava particolarmente alla formazione della figlia. Oltre al francese, la piccola imparerò il russo e l'inglese. Ben presto purtroppo le leggi razziali cominciarono a mordere: la famiglia Némirovsky si trasferì prima a San Pietroburgo, poi in Finlandia, infine in Svezia.Finchè, nel luglio del 1919 si stabilirono definitivamente in Francia, dopo un avventuroso viaggio in nave. Sembrava che tutto fosse tornato come prima: la famiglia comprò... Approfondisci
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