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Anno edizione: 2010
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Album capolavoro di cover reinterpretate con arrangiamenti ricchi di pathos e tensione armonica. Voce stupenda come sempre. "Philadelphia" del grande Neil Young è immensa e commovente. Signori che siete solo capaci di criticare, ricordatevi che la musica è evoluzione e non staticità. I grandi Genesis non esistono più, ma i veri interpreti vanno avanti per la loro strada con nuove esperienze ed emozioni. Le grandi reunions sono state spesso delle grandi delusioni.Buona Musica
Album colto , raffinatissimo negli arrangiamenti e Interpretato in maniera magistrale . Certo non è di facile ascolto ma il "peso" artistico di questo disco è comunque notevole . Ovviamente chi si aspettava un album pop o addirittura in stile "Genesis vecchia maniera" resterà deluso . Il "Nostro" comunque resta un artista immenso , in qualsiasi epoca o contesto lo si analizzi ( Genesis , solista , compositore di colonne sonore , sperimentaore musicale , padrino della musica etnica etc. ). Massimo dei voti a tutte le sue opere . Avvicinatevi a questo artista . Fidatevi .
Grattami la schiena che io ti gratto la tua. E' un disco di ricordo, tributo e commozione quello che si aggiunge alla splendida carriera solista, completamente autosufficiente rispetto ai Genesis, di Peter Gabriel. Un album che incuriosisce per la scelta dei titoli da reinterpretare e affascina per la drammaticità che le pervade, a cominciare da un insolito Heroes nel quale il test ha una resa drammatica forse più adatta ai tempi odierni, per arrivare a una Listening Wind che gli stessi Eno e Byrne potrebbero avere scritto oggi. Bello, quindi, bello e tragico come la nostra realtà, brutto quindi per chi si nasconde qualcosa, turba come una scusa rubata; ed è proprio questo a rendere Sratch My Back not "everybody’s cup of tea." come dice lo stesso Gabriel.
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