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Franco Forte

Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2012
Pagine: 342 p. , Rilegato

33 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Gialli storici

  • EAN: 9788804620150

Recensioni dei clienti

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    Massimo

    28/04/2014 13.01.13

    Concordo con molti dei commenti che mi hanno preceduto, tra gli altri che il libro può essere indistintamente considerato un thriller o un romanzo storico (il confine è molto labile), che il personaggio di Niccolò Colonna è molto particolare e non stereotipato e soprattutto che Franco Forte è riuscito ancora una volta a coinvolgere e interessare il lettore sia alle vicende dei personaggi descritti che al contesto storico e sociale nel cui ambito si svolge il racconto. Al riguardo davvero ben descritto il periodo funesto dovuto alla terribile pestilenza che colpì Milano in quegli anni, ma anche il fervore religioso e l'impegno sia economico che operativo che animava la popolazione per la costruzione del Duomo. Efficacemente rappresentati attraverso i vari personaggi inseriti nella trama, alcuni realmente esistiti altri di fantasia perquanto verosimili, tutti gli intrighi e i rapporti di potere tra le diverse realtà, civili e religiose, preposte a governare. Tra gerarchie ufficiali e zone d'ombra dove non è ben chiaro quale potere debba prevalere su un altro, considerando inltre la presenza anche dell'Inquisizione che aveva un potere reale ben maggiore di quello ufficialmente riconosciutole, Niccolò Taverna è costretto a muoversi con molta circospezione, non riuscendo sempre a seguire il percorso investigativo ritenuto più idoneo, per l'ingerenza dei potenti che muovono le fila dei sottoposti a loro piacimento, rischiando spesso di rimanere schiacciato da interessi e persone molto più grandi di lui. La prima parte del libro è in qualche modo preparatoria, partendo dall'episodio dell'assassinio del commissario della Santa Inquisizione presenta una serie di considerazioni e supposizioni che forse fanno sentire un pò la mancanza di quell'azione invece senz'altro più presente nella seconda parte, nella quale non senza alcuni colpi di scena, i tasselli vanno progressivamente al loro posto, con un appendice che presumibimilmente fornisce lo spunto per la prossima indagine.

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    vnzo

    07/12/2013 17.11.09

    Bellissimo giallo storico, l'autore riesce a tenere alta l'attenzione del lettore dall'inizio alla fine: lettura scorrevolissima, ottima descrizione del contesto sociale dell'epoca, il trio protagonista (o meglio il quartetto considerando anche la ragazza) non è molto comune per una storia di questo tipo e forse proprio per questo ha qualcosa in più rispetto a tanti altri libri dello stesso genere.

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    Yaris

    22/07/2013 17.44.42

    Geniale. Sia dal punto di vista linguistico, narrativo, storico, è assolutamente geniale. I personaggi mi sono piaciuti tantissimo, soprattutto Rinaldo, e la caratterizzazione storica, mi complimento con l'autore, è davvero davvero perfetta. Geniale anche il ritorno di Anita Polidori (ma dai, mi sono detta leggendo le note conclusive, non ci avevo mica fatto caso!), così come lo svolgersi della vicenda, quasi cronologicamente adattabile a una vera giornata di lettura. E le citazioni di Amerigo Taverna, che accompagnano lo scandire del tempo, non sono fenomenali? Fittizio nel fittizio, una combinazione perfetta di fantasia, ricerca storica e arte, perché ragazzi, ne ho trovato un altro: Franco Forte è un vero artista, non c'è che dire, e come lettrice italiana sono orgogliosa di potermi gustare i suoi libri in lingua originale. Adesso aspetto con ansia le prossime (perché mi auguro siano molte) indagini di Niccolò Taverna, sperando che l'autore non smetta mai di sorprenderci.

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    assur

    02/07/2013 09.44.52

    Libro gradevole , ma nulla più. I personaggi sono abbastanza stereotipati così come la descrizione della Milano appestata.

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    valerioboing

    31/05/2013 17.25.39

    Per gli amanti del genere Giallo Storico, questo è un libro che non può mancare nella propia libreria.

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    Aldo Selleri

    04/12/2012 22.30.18

    Un romanzo storico che è un thriller, un thriller che è un romanzo storico: questa è l'opera di Franco Forte più intrigante e coinvolgente che io abbia letto. Sarebbe interessante assistere a un melodramma con Niccolò Taverna che s'aggira nel labirinto cinquecentesco milanese cantando con voce baritonale gli intrighi dei potenti, seguiti da un duetto d'amore con la moglie morente e un processo ai condannati. Digressione. Lo scrittore ha la capacità di ricreare il linguaggio dell'epoca con verosimiglianza e appetibilità, privo di ridondanze arcaiche. Ne emerge una Milano cupa, come in attesa di un miracolo che la liberi dalla peste, ansiosa di espiazione e resurrezione. Sembra che l'odore della morte venga "evocato", solo evocato per fortuna, dalle pagine del libro: personaggi memorabili spuntano dalle pagine come ombre malefiche o come giustizieri divini. La Santa Inquisizione è contrapposta alle miserie omicide dei monatti, il luccichio di un candelabro sacro insegue misteriosi e inafferrabili ladri. Il gomitolo si dipana lentamente, creando un'atmosfera di implacabile realtà. Verrebbe voglia di pensare alla Milano d'oggi che dietro le lucentezze dei grattacieli nasconde segreti e trame altrettanto oscure. Niccolò Taverna potrebbe essere una versione cinquecentesca del celebre Sherlock Holmes - ma senza pipa - o riportarci alla ossessione di Gerson di S.C.I per lo studio degli insetti. Da non perdere. Aldo Selleri

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    Simone

    07/11/2012 14.12.32

    Questo è un libro colto e appassionante, coinvolge il lettore, stuzzica il suo immaginario, soddisfa la voglia di intrighi e dettagli. Forte è per me un modello di scrittura e fonte d'ispirazione e le avventure del notaio criminale Taverna sono puro divertimento. L'ambientazione - una Milano piagata dalla peste - non è secondaria, anzi assurge a ruolo primario nella narrazione e nella contestualizzazione del racconto. In questo l'autore è davvero un maestro: ogni frase, ogni capitolo nasconde un profondo e accurato lavoro di ricerca che merita di essere sottolineato. Consigliato.

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    Michela

    15/09/2012 18.23.26

    Il maggior pregio di questo romanzo è, a mio parere, la ricostruzione storica. Curata fin nei minimi dettagli, offre al lettore un inedito spaccato della vita e dei metodi d'indagine del Cinquecento milanese. Il giallo è ben costruito e la doppia indagine si dipana in un percorso fatto di peste e superstizioni, gare di potere ed echi di un passato inquietante, fino a culminare in un finale che non lascia nulla in sospeso. La trama è scorrevole e ha un ritmo incalzante, assecondato da numerosi colpi di scena. Una piacevole lettura e un'ottima prova per il notaio criminale Niccolò Taverna, che spero di incontrare presto in una nuova indagine!

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    Miller

    08/03/2012 23.25.32

    "Il Segno dell'Untore" è un romanzo storico narrato da un regista contemporaneo . Ho trovato un Franco Forte diverso, c'è qualcosa di nuovo nello stile, almeno questa è la sensazione che ho avuto durante la lettura. Il tempo ristretto e le azioni dilatate potrebbero essere le cause. L'ho trovato molto più "cinematografico", le immagini e le scene sono più moderne o meglio contemporanee nella loro proposizione e studio della luce e della fotografia. E questo mi è piaciuto molto, un romanzo storico con una fotografia contemporanea. Il lato "Romance" dell'auotre esce fuori in ogni lavoro e rende i personaggi femminili vivi e adorabili. Anita e Isabella sono indimenticabili. E quel quadrello finale...

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    Manuela Costantini

    27/02/2012 12.28.05

    Fin dalle prime parole sono stata catturata dalla magia della scrittura dell'autore. Eccomi, d'improvviso, nel 1576, in una Milano cupa e sofferente. Si svolge tutto nell'arco di una giornata, con i capitoli scanditi dalle ore che passano e a ogni capitolo un'incantevole citazione dello stesso autore, ti lascia pregustare quel che sta per accadere. Un lettura scorrevole, ricca e suggestiva e gli eventi si susseguono veloci insieme ai colpi di scena. L'equilibrio della narrazione è poi mirabile, si alternano momenti di tensione a brevi e intensi scorci più lenti e mai noiosi, anzi, rendono l'atmosfera assolutamente godibile e verosimile. I personaggi sono perfettamente disegnati, ognuno con sue caratteristiche precise al punto che non ho potuto fare a meno di diventare virtualmente loro amica (o nemica) e immaginarli reali. Uno sfondo storico abilmente ricostruito. Così realistico che mi è sembrato davvero di essere lì, nonostante siano trascorsi quasi cinquecento anni. E una storia così appassionante che non sono riuscita a chiudere il libro prima di arrivare alla fine. Con la bella sorpresa di scoprire che Niccolò Taverna farà ancora parlare di lui.

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    Andrea

    27/01/2012 19.33.23

    "Il segno dell'untore" è un romanzo bellissimo. Ogni volta che la lascio, non vedo l'ora di tuffarmi nuovamente nella lettura. . La cosa che salta subito agli occhi è l'abilità dell'autore nel mescolare i dettagli storici, direi proprio l'erudizione, con la scorrevolezza della trama. Forte fa rivivere la peste, la milano dell'epoca con le sue magistrature e gli intrighi politici. Ci permette di respirare l'aria del Cinquecento, le abitudini, le mode, i costumi. Ci mostra con incredibile dettaglio le tecniche investigative ma, tutto ciò, non va mai a discapito dell'azione, del rapido incalzare della trama. La profonda preparazione dello storico si percepisce dallo svolgimento, trasuda dall'intreccio; come se si fosse presa la macchina del tempo. Altro aspetto di grande pregio riguarda il linguaggio. Questa considerazione è connessa a quanto detto prima; non si tratta certo di un linguaggio rinascimentale, lento, macchinoso o di difficile comprensione, però è un linguaggio, quello parlato dai personaggi, che permette al lettore di tuffarsi nell'ambientazione. Attraverso piccoli dettagli, qualche termine, atteggiamento, gesto. Documentazione, ricostruzione ambientale, raffinatezza e accuratezza stilistica, costruzione impeccabile della trama, attenzione estrema ai dialoghi, perizia tecnica. C'è un lavoro incredibile dietro a questo romanzo, anche considerando il grande ruolo che svolge, nella narrazione, l'elemento thriller.

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    LadyAileen

    20/01/2012 21.02.53

    Il segno dell'untore è un romanzo thriller/giallo storico ed è il primo di una serie che vede protagonista il notaio criminale Niccolò Taverna alle prese con intricati casi da risolvere nella Milano del 1576, anno in cui domina la Corona di Spagna e afflitta dalla peste. Il volume si legge benissimo singolarmente in quanto ogni libro ha il suo bel mistero da risolvere anche se l'autore nelle ultime pagine getta le basi per quella che sembra la prossima indagine. Per chi ha avuto l'opportunità di leggere I bastioni del coraggio ritroverà alcuni personaggi come Anita Polidori (la moglie del protagonista) e Guaraldo Giussani l'inquisitore ma non preoccupatevi perché non c'è altro che colleghi i due romanzi. Le vicende sono narrate in terza persona e l'unico punto di vista è quello di Niccolò Taverna per cui il lettore segue passo passo le sue scoperte, le sue intuizioni e i suoi sforzi fino ad arrivare alla risoluzione del caso. Niccolò Taverna (non è dato sapere se è un personaggio di pura fantasia o veramente esistito) è un uomo arguto, coraggioso, intelligente, sensibile, generoso, d'onore, astuto, minuzioso ama il suo lavoro e non si arrende facilmente. Uno stile fluido, una trama originale, il risvolto giallo è incalzante ed intrigante (amo i gialli) e per finire non manca quel pizzico di romanticismo che non guasta (quest'ultimo aspetto resta molto marginale). Se state cercando un giallo storico con una minuziosa e curata ricostruzione storica di ambienti, luoghi, personaggi, usi e costumi questo è proprio il romanzo che fa per Voi. Inoltre questi dettagli si amalgamano bene con le vicende di pura fantasia e non appesantiscono in alcun modo il ritmo. Una lettura che mi ha conquistato sotto tutti i punti di vista.

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