Il segno della croce

Glenn Cooper

Traduttore: M. Bottini
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2016
Pagine: 416 p., Rilegato
  • EAN: 9788842928942

58° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Thriller

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Recensioni dei clienti

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    zan

    07/10/2017 06:23:40

    Dopo aver toccato il fondo con l'illeggibile trilogia dei Dannati, pare di rivedere almeno tracce del talento mostrato con la Biblioteca dei morti e vari altri romanzi successivi. In realtà non l'ho trovato particolarmente riuscito, ma almeno lascia la speranza di un ritorno all'antico splendore. Tre stelle di incoraggiamento.

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    Monica T.

    20/09/2017 09:06:23

    Dopo dannati mi ero ripromessa di non leggere più Glenn Cooper. Confermo che non è all'altezza della biblioteca dei morti ma si legge bene

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    Erika

    18/09/2017 12:51:16

    non all'altezza de "La biblioteca dei morti" e "dannati" ma comunque bello

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    Manu58

    04/06/2017 14:51:47

    Libro al solito ben scritto, di facile lettura. Anche se ho letto un sacco di recensioni negative, dico invece che a me Cooper è sempre piaciuto. Intendiamoci niente di particolarmente esaltante però ha avuto delle idee quantomeno originali che oggi non sono più molto numerose nel panorama "libresco" e per chi legge molto come me le delusioni fioccano.

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    Alessandro

    18/05/2017 16:49:23

    Delusione atroce. Storia scontata e scritta malissimo. Se Cooper era a corto di idee e di ispirazione, sarebbe stato meglio che avesse preso una pausa. Speriamo questo romanzo non sancisca il tramonto di un autore che mi ha sempre tenuto inchiodato alla sua narrazione

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    Laura

    02/05/2017 08:27:18

    Ho letto questo libro aspettandomi una delusione...non so perchè. Invece mi è piaciuto. Ho trovato la storia coinvolgente e il finale ben congegnato.

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    Umberto75

    01/05/2017 14:41:50

    Di buono c'è che me l'hanno regalato e che si legge in fretta come tutti i libri di cooper del resto. Libro assurdo con soluzioni raffazzonate ed al limite del grottesco. Il vero miracolo non sono le stigmate ma il modo in cui il professo universitario (chiaro omaggio ad Indiana Jones) riesce ad uscire vivo dai mille guai in cui va a cacciarsi. Lasciate perdere!

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    archipic

    19/04/2017 11:23:44

    Parte bene quest'ultimo romanzo di Cooper; buon ritmo, storia intrigante e personaggi indovinati. La prima metà si sviluppa bene e ci si addentra bene nelle vicende dei protagonisti. La seconda metà, invece, si attorciglia in un'unica scena che appiattisce il plot narrativo e lo banalizza alquanto. Il risultato finale è un libro che si lascia leggere ma che non appassiona più di tanto.

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    cretinetto70

    11/04/2017 07:16:10

    Godibile

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    Alessandro

    08/03/2017 09:38:56

    Non entusiasta delle ultime opere di Cooper, ma visto le alte recensioni ho deciso di imbarcarmi nella suo ultimo libro... Peccato che sia uno dei suoi peggiori lavori. Storia semplice e abbastanza scontata, finale che lascia tanto tanto amaro in bocca. Non si può chiudere un'opera così sembrava fosse arrivato al termine delle pagine da scrivere e quindi in un capitoletto ha chiuso un libro da quasi 500 pagine... La parte centrale è anche abbastanza buona scorre veloce e risulta comunque interessante, ma il finale così proprio no

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    Nicola

    14/01/2017 13:19:16

    Dopo Dannati, il quale non riesco proprio a portare avanti, visto che oltre alla storia francamente troppo improbabile anche per un fantasy, qua si ritorna al suo classico stile. Storie che vanno avanti nel corso dei secoli, classici enigmi esoterici, un protagonista che è l'ennesimo Will Piper e il solito mix di avventura, storia, mystery ed azione. Per un pignolo come me, la traduzione del titolo non è stata il massimo.

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    Fabio

    12/01/2017 12:03:18

    Ho comprato e letto questo romanzo nonostante fossi rimasto sconcertato dagli ultimi illeggibili romanzi sui Dannati che mi avevano definitivamente convinto della deriva commerciale di basso livello presa da questo scrittore dopo alcune opere d'esordio promettenti. Mi hanno convinto le numerose recensioni favorevoli,ma non mi sarei dovuto fidare. La storia è senza ne capo ne coda, scritta male , con personaggi improbabili e imbarazzanti, dialoghi insulsi e soluzioni semplicistiche per andare avanti con la narrazione. Finale delirante,scritto tanto per mettere frettolosamente fine a una storia che non sta in piedi.

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    Ely

    02/01/2017 18:47:07

    Come sempre ai romanzi di Glenn Cooper bisogna approcciarsi con la mente aperta e senza pregiudizi, ma trovo che in questo modo la lettura sarà davvero piacevole. Qualunque sia il vostro credo religioso ed il vostro livello di credenza, lasciate la mente libera di adattarsi alla narrazione, e non ne sarete delusi. La storia parla di un giovane parroco, Giovanni Berardino, a cui compaiono delle ferite sui polsi appena dopo essere diventato prete. La chiesa cerca di fare luce sul caso, perché parlare di stigmate è sempre un argomento da trattare con i guanti. Certo un miracolo sarebbe favorevole alla chiesa per rinnovare il credo religioso dei fedeli, ma bisogna andarci cauti. Per indagare sul caso viene chiamato Cal Donovan, uno studioso e professore universitario che ha dedicato la sua vita accademica agli eventi religiosi, e viene scelto dal papa in persona dopo avere letto ed apprezzato i suoi trattati. Per Cal è una grande opportunità, non solo perché è stato chiamato direttamente dalla Santa Sede, ma anche perché potrà aumentare le sue conoscenze ecclesiastiche, anche se ancora non sa in cosa andrà ad imbattersi. Già dai primi colloqui con Padre Giovanni, che ormai è conosciuto da tutti come Padre Gio, così chiamato per richiamare al ricordo Padre Pio, Cal si rende conto che il parroco non si crea spontaneamente le stigmate e qualcosa di strano ed incomprensibile c'è in lui. Come fa questo parroco a sapere del passato di Cal, anche se non è di dominio pubblico, e come mai quando si sono toccati Cal ha avuto una visione incomprensibile? Cal cerca di indagare sul passato di Padre Giovanni, e si scopre che prima di diventare prete ha visitato un'antica chiesa in Croazia, ed al suo ritorno non è più stato lo stesso. Il passo successivo è ovvio, andare in Croazia, ma c'è chi arriva prima di lui. ...

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    Leonardo

    23/12/2016 09:38:15

    Insomma. Scritto veramente bene , ma nulla di che. A mio pare la storia non decolla. Personalmente non vedevo l'ora di finirlo per dire "ecco, finalmente l'ho finito" , e non perché ero curioso di sapere come finisse. Per assurdo , mi è piaciuta di piu' la trilogia dei Dannati , per la quale ero già partito con l'idea che non fosse un fanta thriller ma un semplice romanzo. Questo credo si presenti come un fanta thriller , ma non mi ha coinvolto , non mi ha appassionato. 3 stelle perché comunque è scritto molto bene e scorre che è un piacere. In 2 parole : non annoia per come è scritto , ma nemmeno appassiona.

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    andrea

    07/12/2016 07:55:16

    fantastico,come sempre glenn cooper è garanzia di una buona lettura,avvincente e veloce. l'unica mia speranza è che non rovini la storia inventandosi una trilogia...

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    Roberto

    06/12/2016 09:09:07

    Libro ben scritto,trama molto avvincente!! Amo i romanzi di Cooper,e questo mi é piaciuto moltissimo!! 5 stelle meritate!!

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    Daniele

    24/11/2016 08:59:38

    di questo meraviglioso scrittore ho letto tutti i suoi libri, questo a mio avviso mi è sembrato meno coinvolgente dei precedenti. Interessante il protagonista Cal, ma il ritmo l'ho trovato un po' lento e non ho provato la tristezza tipica di quando un ottimo libro sta per terminare. Spero tanto nel prossimo..... Comunque Glenn per me rimane sempre un mito

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    alessia

    21/11/2016 12:37:21

    Grandissimo ritorno di Glenne Copper. Il romanzo è accattivante fin dalle prime pagine. La trama e i personaggi sono ben delineati. Coinvolgente e appassionante fra storia, fede e mistero. Richiami e riferimenti storici e paleografici dettagliati e precisi. Lo consiglio assolutamente!

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    TINA

    15/11/2016 09:18:20

    mi sembra di essere tornata al suo primo libro, sono arrivata a metà e mi scoccia dover andare a lavorare senza riuscire a finirlo...era da tanto che non mi appassionavo così a una lettura...massimo dei voti per questo libro!

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    Luca

    10/11/2016 14:00:01

    Con quest'ultimo libro Cooper torna alle atmosfere dei suoi primi romanzi e dimostra ancora una volta di essere il migliore in questo campo. Ho iniziato a leggerlo e in un attimo mi sono ritrovato immerso in un'avventura da cui non ho potuto staccare gli occhi fino a quando non sono arrivato alla parola "fine". Quando succede così, è davvero un buon segno!

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Le prime frasi del romanzo

1


Palestina, Siria, 327 d.C.

Il sole implacabile di Gerusalemme aveva reso la terra dura come pietra.
Nonostante il caldo, gli operai sollevavano e abbassavano i pesanti picconi, senza osare interrompere la cadenza dei colpi.
La donna era ferma lì vicino e osservava ogni movimento. Poi andò a sedersi all’ombra della sua tenda. Alcuni soldati circondavano l’area. Non erano comuni legionari, bensì una coorte di centurioni scelti dall’imperatore in persona.
Perché quella donna era la madre dell’imperatore.
Flavia Giulia Elena Augusta.
Di umili origini, era andata in sposa a Costanzo Cloro, cui aveva dato un erede dal destino ben più glorioso di quello del padre: Costantino il Grande, l’uomo capace di sfidare secoli di tradizione romana, abolendo il culto delle divinità pagane per abbracciare il cristianesimo.
In quel processo di conversione, il ruolo di Elena era stato determinante.
Il suo amore per la nuova religione era tale che, alla soglia degli ottant’an- ni, l’energica Elena si recava in pellegrinaggio in terre lontane alla ricerca delle reliquie di Cristo.
Dopo due anni, la spedizione stava per concludersi e il successo era strabiliante: Elena aveva fatto edificare una chiesa a Betlemme, nel punto in cui riteneva fosse nato Gesù, e un’altra sul Monte degli Ulivi. Eppure quelle scoperte impallidivano a confronto dell’ardua impresa sul Golgota, che la maggior parte degli anziani indicava anche come il luogo in cui era stato sepolto Gesù.
Era stato Macario, il vescovo di Gerusalemme, a scegliere il sito degli scavi. Una squadra di uomini armati di picconi e pale, guidati da un mellifluo siriano di nome Safar, aveva poi riportato alla luce una vecchia tomba giudea. Safar aveva aiutato Macario a scendere la scala a pioli calata nella fossa e, una volta tornato da Elena, l’anziano vescovo aveva annunciato tra le lacrime che si trattava proprio della tomba del Messia. Poche settima- ne più tardi, in una località vicina, erano state dissotterrate delle travi di legno erose dal tempo e pietrificate: l’imperatrice e il vescovo avevano di- chiarato con gioia che si trattava della croce di Cristo.
A quel punto a Elena restava solo un’ultima ricerca prima di poter fare ritorno a Roma con le reliquie. Gli scavatori avevano il compito di trovare i chiodi della crocifissione.