Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 1997
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: 328 p.
  • EAN: 9788806142858
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Descrizione

Francesca Sanvitale ha organizzato alcuni suoi racconti selezionati in una raccolta che riprende testi già pubblicati accanto a sei racconti nuovi. I temi e le storie sono omogenei, anche se certi racconti sono stati scritti a distanza di molti anni, a sottolineare una ispirazione coerente. C'è spesso un amore che può essere anche soltanto potenziale, nel passato dei protagonisti, ma gli intrecci della vita li coinvolgono lungo altri tragitti, che approdano a una dolente solitudine, a un tramonto pieno di rimpianti e di sensi di colpa.

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scheda di Vittori, M.V., L'Indice 1997, n.10

Soffrono di nervi i personaggi di questi racconti, e di "esattezza": hanno vissuto buona parte della loro vita in reticoli di gesti meticolosi, di ben oleate abitudini, di false considerazioni. Sono dirigenti d'azienda, professori universitari, scrittori, attestati su quello scomodo crinale che, tra i cinquanta e i sessant'anni, introduce a una diversa stagione della vita, e hanno mogli più giovani e determinate che hanno filato intorno a loro un bozzolo tragicamente protettivo (case immutabili, di decoro medioborghese, affastellate di inutili oggetti). La scrittrice li aspetta a una svolta, proprio in quell'età tremenda in cui si rivelano d'improvviso verità tenute ostinatamente nascoste e riemerge l'insopportabile vividezza dei ricordi; e ne rappresenta con grande acutezza le reazioni. Poveri uomini disorientati, spesso si separano: dalle loro donne, dal loro status sociale, dalle loro decorose abitazioni, da se stessi, perfino. Strangolati dall'ansia, torturati dalla rabbia, desolati per quello che hanno perduto: l'assoluto della passione infantile (come accade nel racconto "Barbara del mare"), l'incanto della giovinezza ("L'età dell'oro"), la fiducia nella propria arte ("Cena del primo dell'anno con ospiti di riguardo"), i protagonisti scoprono la propria irrimediabile fragilità.Abile nello stanare le ansie più riposte, il linguaggio della Sanvitale mostra forse qualche tocco d'eccessivo compiacimento stilistico.