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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806227906
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    ALFONSO

    27/06/2014 18.01.03

    Leggere questa storia come un'entusiasmante avventura romantica è il massimo degli errori. Lo sguardo dell'autore è freddo e imparziale: egli osserva, con meticolosa oggettività, il metro quadro di terra (habitat) in cui vivono e si agitano i suoi personaggi (insetti). L'osservazione del reale è tanto più oggettiva quanto più vi si sommano, senza selezione o scale d'importanza, le azioni umane e il semplice esistere delle cose (il fuoco nel camino, la goccia di rugiada, il liquido nero che sgorga dalla bocca di Emma, ecc.). Dunque, e all'opposto di Balzac, i personaggi non sono sospinti e indirizzati verso una meta, una progressione temporale, per quanto tragica o abietta. Qui i personaggi sono semplicemente osservati tutt'insieme alle cose di cui si circondano, e lasciati vivere nel loro piccolo mondo di provincia. Ecco perché non c'è avventura, non c'è avanzamento temporale e geografico; c'è invece l'opposto: inerzia, coazione a ripetere (vedi le ridicole ricadute sentimentali di Emma, le velleità dello speziale ecc.), claustrofobica chiusura spaziale. Mi viene in mente il "funerale a Ornans" di Courbet (certe scene del funerale di Emma sembrano prese proprio da qui) che, guarda caso, è degli stessi anni.

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    Marghe

    03/08/2008 18.29.47

    uno dei miei libri preferiti. Flaubert è un narratore calibrato, perfetto: non gli si può rimproverare nulla, nessun eccesso, nessuna mancanza.La storia è amara e drammatica.Il lettore non può non immedesimarsi con Emma,specialmente nel capitolo dove F.racconta le fantasie scatenate nel suo cuore dalle letture. E alla fine, alzi la mano chi ha il coraggio di rimproverare Emma per la sua condotta.

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    Elisa

    28/03/2008 13.07.31

    L'ho letto parecchi anni fa e ho un solo ricordo, cioè quanto io l'abbia trovato lento e nauseante. Non lo consiglierei a nessuno se non a coloro cui non piacciano le storie morbose condite di protagonisti "insopportabili". Madame Bovary mi è sembrata tanto Catherine di Cime Tempestose, solo che Cime Tempestose riesce ad essere un buon romanzo, e anche se ogni tanto viene voglia di prendere la protagonista e dirle: "Ma come sei presa?", la storia tutto sommato è avvincente. Flaubert non riesce neanche a fare questo. A farti pensare di aver letto un buon romanzo.

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    Gwynplaine

    16/03/2007 12.59.48

    merita forse il massimo dei voti questo grande - e zuccherosissimo - romanzo, per perizia costruttiva, analisi psicologica, scioltezza della narrazione, doti espressive, per la sfida lanciata alla morale borghese del tempo - persino per il ridicolo processo che provocò -, per qualità complessiva, insomma. l'opera ha poco di "stantio" e nulla di "prolisso" come indica qualche lettore, probabilmente avvezzo a letture moderne meno impegnative che puntano tutto sulla scorrevolezza, a detrimento, a volte, della qualità linguistico-letteraria complessiva. si legge invece velocemente e senza problemi. le "deficienze" dell'opera io, molto personalmente forse, le rinvengo nel languore eccessivo, che attraversa un po' tutta la storia, nei continui slanci del cuore, i deliri mistici indotti dalla passione. emmabovary è tutta un susseguirsi di palpitazioni, stordimenti, rimpianti, con tratti che sembrano sfiorare l'iperrealismo.. questi aspetti che mi hanno illanguidito, infastidito sono resi molto bene da certi passaggi caramellosi, degni di racconti d'appendice..."il dolore le penetrava l'anima con urli sommessi, com fa il vento d'inverno nei castelli abbandonati", " i piaceri, come scolari nel cortile di un collegio, avevano talmente calpestato il suo cuore che non vi spuntava più un filo di verde"."ebbe voglia di correre fra le sue braccia per rifugiarsi nella sua forza come nell'incarnazione stessa dell'amore"... forse il vecchio flaubert non avrebbe potuto rendere il persaggio in altro modo, ma io lo trovo insopportabile..

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    francesca

    15/12/2005 17.31.19

    bello, emozionante e intenso, ma se dovessi dire qual è il libro più bello di Flaubert io direi Salambò

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    prof. Malinconico Anna Paola

    04/10/2005 22.18.00

    E' uno dei più bei romanzi che abbia letto in vita mia! I personaggi per quanto antichi sono sempre eterni e modernissimi con le loro caratteristiche. E poi quante donne ancora oggi bovaryzzano come Emma! L'unica cosa che fa un pò dispiacere è il finale tragico. Un consiglio: se volete migliorare la conoscenza della lingua francese, leggetelo nella lingua originale, apprenderete una vastissima gamma di vocaboli (parole che spesso anche in italiano non conoscete) in quanto il lessico di Flaubert è veramente ricchissimo. E poi, dopo aver letto "Madame Bovary" leggete "L'assommoir" di Zola. Vi sembrerà strano ma Gervaise Macquart, protagonista del romanzo di Zola, pur così diversa da Emma Bovary, come lei tende a bovaryzzare: Emma cercherà di salire dal suo stato di borghese a quello di aristocratica (vedi Ballo alla Vaubissard) così come Gervaise ambirà ad emergere dalla condizione di donna del popolo a borghese.

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    Betty

    01/08/2005 10.37.53

    Ho finito da poco questo libro e mi è piaciuto.Sapevo già prima di iniziare il libro che non sarebbe stato a lieto fine e che non mi potevo aspettare un romanzetto allegro e spensierato conoscendo già un pò la trama e sapendo che Flaubert è uno scrittore realista.Quindi anche se leggermente "pesante" l'ho trovato molto affascinante.Perchè vivendo le peripezie di Madame Bovary dall'esterno sono riuscita a capire anche il perchè della sua condizione e gli sbagli che faceva.Lei era immersa in un mondo fantastico,quello che leggeva nei romanzi,e quando si è trovata di fronte alla realtà e ha capito che non era affatto come si aspettava,ha cercato la felicità nell'adulterio.Forse avrà avuto anche qualche attimo di felicità con i suoi amanti,ma non è durata per molto.Se lei ogni tanto mostrava insoddisfazione anche con loro,loro addirittura l'hanno abbandonata.Secondo me il suo sbaglio più grande era di affannarsi a trovare la felicità nelle cose che non possedeva,mentre la felicità doveva sforzarsi di trovarla nelle cose che aveva e così forse non avrebbe distrutto un uomo,suo marito,e lasciato nella povertà e senza genitori una bambina,sua figlia.

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    Sara

    28/07/2005 19.57.20

    ....il romanzo è stupenso..ma gustave non fà sempe capolavori?...certo...alla fine ho pianto...

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