Categorie

William Golding

Traduttore: F. Donini
Editore: Mondadori
Edizione: 14
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 250 p. , Brossura
  • EAN: 9788804492467

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    lalerab

    15/11/2016 20.55.12

    idea molto bella. Alto il livello di suspense negli ultimi capitoli, bello il finale. Un libro che mi ha fatto pensare, e questo fa la differenza

  • User Icon

    voldemort

    08/11/2016 15.31.29

    è un pessimo libro

  • User Icon

    A.F.Andrea

    01/08/2016 14.13.11

    Un libro intrigante ma allo stesso tempo emblematico. Dai commenti precedenti si evince l'irritabilità che il genio di Golding riesce a suscitare nei lettori: e in effetti il suo scopo era questo, IRRITARE. Entusiasmante per i giovani e angoscioso per gli adulti, IL SIGNORE DELLE MOSCHE va oltre le mie aspettative: Golding riesce a creare suspanse e invita a proseguire la lettura senza sosta per sapere le vicende dei piccoli naufraghi e per portarci alla scoperta dell'inconscio umano, quello oscuro, profondo, sadico, diabolico, che risiede in ognuno di noi. Lo consiglio assolutamente!

  • User Icon

    francescov

    23/05/2016 07.52.22

    Un libro che divide in maniera piuttosto netta estimatori e denigratori. Ed il libro effettivamente divide. Lo stile è quanto meno discutibile, molti dialoghi non hanno un senso compiuto né nel contesto, né avulsi da esso, ed è obiettivamente irritante. L'idea è invece geniale, ed anche il modo in cui la trama si dipana, finale compreso. 1/5 lo stile, 4/5 la trama. Arrotondiamo per difetto

  • User Icon

    And the Oscar goes to ....

    15/12/2015 14.07.43

    Letto molti anni fa. Ricordo un po' annebbiato ma mi era piaciuto.

  • User Icon

    lorena

    26/05/2015 09.00.50

    Nei dialoghi ci sono un'infinità di frasi tenute in sospeso, date all'immaginazione e durante la lettura ho provato una continua sensazione di sgradevole angoscia. Le descrizioni sono articolatissime, alle volte mi sembrava di leggere una relazione geomorfologica dell'isola. Prolisso, lento, ripetitivo. Secondo me in letteratura esistono testi sicuramente migliori di questo da far leggere a scuola.

  • User Icon

    ampa

    13/03/2015 14.28.36

    Libro davvero bello. Consiglio di leggerlo soprattutto ai ragazzi ... quando si è genitori diventa angosciante. Comunque da leggere.

  • User Icon

    manolita

    09/03/2015 17.20.55

    Sintesi delle principali bassezze della natura umana.

  • User Icon

    giovanni

    22/09/2014 23.13.35

    libro spettacolare!!!!!!!

  • User Icon

    Louis

    14/09/2014 22.33.12

    Ogni volta che termino un libro in cui mi accorgo che l'idea è ottima ma mal utilizzata, rimango molto deluso. E' questo uno di quei casi in cui si ripone un alta aspettativa in un romanzo, addirittura un premio Nobel. La prima considerazione che quindi mi sento in dovere di fare è che magari sono io a non essere all'altezza del contenuto, ma riflettendo mi sembra di capire molto bene il messaggio che lo scrittore vuol trasmettere con questa storia e ci riesce benissimo: il male insito nell'uomo fin dall'infanzia che esplode nel momento in cui vengono a mancare le leggi sociali da lui stesso fondate per arginare tale sentimento, la scelta di leader carismatici e più forti che non sempre propongono il giusto, la legge del più forte che fa soccombere il più debole. Peccando forse di presunzione dunque, posso dire che l'autore avrebbe potuto costruire un'opera prima con elementi di un tale spessore, ma la scrittura risulta datata, povera, i personaggi scialbi al limite del grottesco, situazioni assurde, dialoghi senza mordente, una trama sommaria. La narrazione poi sembra procedere a scatti. La storia si riprende sul finale, ma ciò non è sufficiente a risollevarne il livello globale. Non basta avere un idea brillante per rendere interessante un libro: bisogna saperla trasformare in parole e approfondirla nel modo giusto.

  • User Icon

    ilaria

    13/09/2014 15.39.47

    L'ho voluto leggere perché continui riferimenti mi portavano a questa famosa opera.Una lettura facile perché scorrevole e piena di suspance ma volutamente irritante e fastidioso.A tratti geniale da leggere!

  • User Icon

    Fentanest

    04/08/2014 10.38.01

    Libro capace di descrivere la nuda natura dell'uomo con una semplicità disarmante. Bello, veramente bello.

  • User Icon

    francesca

    23/06/2014 21.42.14

    Un po' lento ad ingranare, per permettere al lettore di immettersi nell'atmosfera della giungla. Verso le ultime 50 pagine avevo I brividi ad andare avanti. Non tanto per le descrizioni macabre (ho letto ben di peggio), bensì per la cattiveria, la malvagità di questi ragazzi, cosi eccessiva ma anche, purtroppo così vera. Consigliato

  • User Icon

    Claudia

    16/02/2014 00.26.04

    Mi è rimasta impressa una frase dell'autore " l'uomo produce il male come le api producono il miele": in questo caso però, ciò che rende cosi sconcertante questo libro è che il male viene da dei bambini quasi adolescenti. Un libro che fa riflettere sulla natura umana, ma anche sulla storia dei totalitarismi e del controllo delle masse. Da non perdere! Consiglierei solo di leggere un commento all'opera prima di leggerlo, aiuta a capirlo meglio!

  • User Icon

    Anna

    30/12/2013 17.07.32

    Non so esattamente dire il perché, ma trovo questo libro molto irritante.

  • User Icon

    Sara87

    14/11/2013 00.37.49

    abituati ai libri scontati e trame copia e incolla dei giorni nostri, non è da tutti riuscire ad apprezzare questo racconto. Primo commento rivolto ad una mia amica lettrice come me a fine lettura è stato : diverso. Diverso da ció che ci aspettiamo, diverso dagli altri.. Per questo motivo non puó piacere universalmente. Storia di ragazzi catapultati in un isola deserta, personalità a confronto, la sopravvivenza, i litigi, la natura che li divora e ne consuma l'umanità. L'uomo scopre se stesso, a qualsiasi etá, se messo alle strette si rivela per quello che è: un animale senza pietá.

  • User Icon

    mirtilla

    05/09/2013 18.46.17

    Da molto tempo mi ero ripromessa di leggere questo libro di cui tanto avevo sentito parlare. Devo dire che forse le mie aspettative erano molto alte ma la lettura non mi convinto del tutto. Si parte da un naufragio (non si sa come forse per un disastro aereo) di un gruppo di bambini\adolescenti su un'isola, fin qui nulla di strano. Quindi le dinamiche del gruppo cominciano a frantumarsi sulla base della scelta dei leader - i due potenziali capi gruppo sono molto diversi tra loro. La violenza per sopraffare la fazione avversaria esplode complice anche la paura che vi sia sull'isola qualcosa\qualcuno di spaventoso da cui essere protetti e da rifuggire. Sicuramente se consideriamo l'anno di pubblicazione (1954), il libro può essere considerato molto provocatorio. Si parte dal concetto pessimistico di malvagità e violenza insita nell'uomo (sin dalla più tenera età) e dal fatto che i gruppi di persone si lascino influenzare negativamente da chi si presenta come il più "forte" indipendentemente dai contenuti del messaggio portato. Forse sono troppo abituata ai libri pubblicati di recente ma la suspense delle prime 50 pagine non si concretizza mai, quindi il finale ne risente. Buona lettura per ragazzi ma nulla di più.

  • User Icon

    barbonway

    10/03/2013 21.46.25

    non rivelerò la trama. se non lo si legge come una metafora della natura umana può risultare un libro forzato, a volte scontato. una isola inesistente, delle casualità irreali. ma è voluto, un'opera morale per farci vedere la bestia che è in noi, che è più forte del nostro buonsenso. un libro che dice l'essenziale, si fa leggere se si tiene in conto l'epoca in cui è stato scritto. non è del tutto pessimista, uno spiraglio di salvezza rimane..

  • User Icon

    fix62

    06/02/2013 18.16.17

    Curioso constatare che i lettori si sono divisi in due parti opposte : totalmente contrari o totalmente a favore. Io l'ho letto di un fiato e lo considero straordinario per come l'autore delinea in modo sottile e implacabile , il malvagio che (purtroppo)può sonnecchiare in ognuno di noi, ragazzini compresi! E' proprio descrivendo un gruppo di collegiali, apparentemente solidali e collaborativi per far fronte alla disgrazia comune(l'incidente aereo), che l'autore simboleggia in realtà, uno spaccato di una qualunque società perbenista, che di fronte al più debole si scatena e arriva ad uccidere....come si spiegherebbe la totale indifferenza di troppe persone che sapevano dell'olocausto e non fecero nulla ?......CAPOLAVORO, mi dispiace per chi ha dato 1, continuate a leggere Dan Brown........

  • User Icon

    Francesco

    04/12/2012 18.35.55

    Quando mi accingo a leggere un libro scritto da un autore premio Nobel, inevitabilmente ripongo in esso buone aspettative. E quando, finitolo, non gli attribuisco un giudizio positivo il mio primo pensiero va a me e alla mia possibile incapacità di trarne gli spunti che lo hanno reso meritevole di una riconoscenza così alta e universalmente riconosciuta. Così ho fatto per "Il vecchio e il mare", che sostanzialmente mi è piaciuto ma che mi ha lasciato un po' perplesso, e così faccio con "Il signore delle mosche". Anche in questo caso mi sono chiesto che cosa potessi non aver capito, non aver colto di così fondamentale per non capacitarmi del Nobel attribuito al suo autore. Il punto è che il messaggio da capire mi sembra così semplice da ricavare che non mi sento di imputare ad una mia mancanza il giudizio negativo che ne scaturisce. L'ho trovato definitivamente e senza ombra di dubbio un libro brutto. Brutto in quasi tutte le sue componenti, a partire dal lessico utilizzato, passando per i personaggi, caricature veramente poco credibili di bambini, arrivando alle descrizioni, sommarie e veramente poco utili all'immedesimazione nei luoghi delle vicende. Allora mi chiedo, forse con un po' di cinismo, e me ne scuso: se ci scordassimo per un momento di leggere un romanzo tanto blasonato e tanto discusso, se lo leggessimo ora, senza sapere nulla, lo troveremmo veramente così bello? Poi, per carità, massimo rispetto. Però resta il fatto che con una miriade di altri classici insuperabili, a parer mio, questo dovrebbe essere l'ultimo a cui arrivare.

Vedi tutte le 194 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione