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Frank Schätzing

Traduttore: P. Scopacasa
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2008
Pagine: 669 p. , Rilegato
  • EAN: 9788842915447

Autore ormai di culto in tutta Europa, Frank Schätzing, dopo il l'ecothriller Il quinto giorno e il giallo storico Il Diavolo nella cattedrale, torna per rincarare la nostra dose adrenalinica con un romanzo carico di suspense.
Colonia, la sua città natale, è ancora una volta lo scenario all'interno del quale si muovono i personaggi, stavolta però all'invenzione narrativa si affiancano fatti di cronaca realmente accaduti e personalità della politica internazionale che hanno effettivamente contribuito a modificare le sorti del mondo. Nella primavera del 1999 a Colonia si prepara la riunione del G8, un vertice delle otto superpotenze mondiali convocate attorno a un tavolo per porre fine alla guerra dei Balcani. Nel cuore dell'Europa, a pochi chilometri dal confine italiano, uno scontro etnico e religioso si sta consumando da anni. Il presidente serbo Milosevic è accusato di genocidio nei confronti delle minoranze etniche insediate nella provincia del Kosovo e il suo movimento nazionalista sta tentando con ogni mezzo di preservare i privilegi della popolazione serba, a costo di sterminare intere branche della popolazione, a costo di scontrarsi con la potenza militare degli Stati Uniti. L'intervento militare in Kosovo da parte delle truppe delle Nazioni Unite è una delle alternative da discutere durante il vertice di Colonia, ed è anche il motivo per cui un gruppo di nazionalisti serbi, il Cavallo di Troia, deve assolutamente fermarne i lavori.
I killer ingaggiati sono due tra i più abili in circolazione, un uomo e una donna già impiegati nelle zone più calde del mondo, i mezzi economici e tecnologici messi a disposizione sono di altissimo livello, così come l'obiettivo da colpire: il presidente degli Stati Uniti. Ma l'attentato non può essere un semplice omicidio, l'azione deve essere carica di un forte significato simbolico, deve avvenire in un luogo e in un momento preciso, deve essere spettacolare. Per fare ciò bisogna impiegare le tecnologie più all'avanguardia, un'arma che agli occhi dei non addetti ai lavori sembra provenire da un futuro fantascientifico.
Non per Liam O'Connor. Fisico in odore di premio Nobel, scrittore noto in tutta Europa, questo geniale personaggio si ritrova nelle ore a ridosso del G8 proprio a Colonia, per la promozione del suo ultimo libro. In bilico, nei suoi rari momenti di sobrietà, tra la percezione del reale e la distorsione delle immagini, Liam sarà l'unico a percepire il pericolo incombente per l'intera comunità internazionale, così come è l'unico a conoscere il funzionamento di quell'arma avveniristica.
Grazie alla sua abilità nel descrivere la psicologia dei personaggi e all'utilizzo di fonti documentarie e tecniche in grado di rendere verosimili anche le invenzioni, Schätzing confeziona un thriller di grandissimo impatto, uno scenario terribilmente realistico in cui si muovono personaggi carichi di spessore e umanità. L'ennesima conferma per tutti gli appassionati del genere.

Recensioni dei clienti

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    EMILIANO VALENTINI

    21/10/2014 19.38.06

    Lento, poco avvincente, personaggi antipatici. Stavolta Schatzing non mi è piaciuto.

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    alessandro

    09/09/2014 15.39.21

    La voglia dell'autore di esprimere pareri politici, crea continui dialoghi inverosimili, noiosi ed inopportuni che rovinano una storia che avrebbe potuto altrimenti essere molto avvincente.

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    Marco

    18/12/2013 14.33.16

    Delusione totale, un libro bruttissimo che si presenta come thriller storico-politico ma che di thriller non ha nulla se non l'idea generale (l'omicidio di Clinton) e sfocia a tratti in un saggio di fisica quantistica. Oltre 600 pagine prolisse e per lo più tediose che rendono difficile arrivare alle ultime 100, dove invece il ritmo sale e il libro diventa piacevole: peccato che il lettore vi arrivi veramente sfiancato dalla lentezza del romanzo.

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    Carlo Ibba

    17/03/2012 16.17.15

    C'è un errore inatteso a pag.505: "Tutto ciò avvenne a trecentomila chilometri orari, alla velocità della luce, insomma, a partire dal momento in cui Jana premette l'otturatore." In un romanzo che ha come protagonista ed eroe un fisico delle particelle, non ti aspetti che la luce venga rallentata così clamorosamente da trecentomila km al secondo a trecentomila km orari. Leggendo il libro con coinvolgimento, ho avuto una esclamazione di delusione quando ho notato una simile incongruenza. Un pò come quando stai vedendo un vecchio film di gladiatori attento alla storia che racconta ed improvvisamente ti rendi conto che una delle comparse, vestito da centurione, solleva il braccio impugnando la daga...ed al polso ha un orologio. Tuttavia il romanzo non dispiace, è ben calibrato e le vicende si susseguono senza annoiare. Vero è che può apparire prolisso nelle sue seicento e passa pagine, però, se lo si legge in funzione della finalità che gli ha dato l'autore, e cioè per svago, non è necessario sorbirselo tutto d'un fiato. Avevo apprezzato anche io "Il Quinto Giorno", quando debuttò. Aveva un'idea originale nella trama, dando vita ad una manifestazione di "Gaia", che però non ha avuto seguito. Con "Silenzio Assoluto" credo si sia rientrati dentro il solito clichè dei vari Dan Brown, Faletti, ecc

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    Alessandro

    09/01/2012 15.32.41

    il due non è tanto per la storia in sè quanto per l'esposizione prolissa e tediosa. troppe disquisizioni superflue. scrittore dalle buone idee ma dall'ansia di aumentare il volume dei suoi scritti. poteva fare un libro di 200 pagine e invece ne ha volute impiegare 600 e fischia. il suo vizio è l'essere prolisso... lo pagheranno mica a numero di pagine pubblicate?

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    Manuel

    13/07/2011 23.56.12

    Ho letto la maggior parte dei libri di Schatzing partendo dal fantastico Limit e passando per Il quinto giorno. Questo purtroppo è il peggiore dei tre che abbia letto. L'idea di fondo del romanzo (l'assassino del presidente USA) di per sé non è malvagia, ma a conti fatti risulta troppo pretestuosa e il finale, nonostante un buon colpo di scena, fa rimanere con un po' di amaro in bocca, lasciando troppi interrogativi irrisolti, oppure sono semplicemente io che non sono stato in grado di risolverli. Inoltre, la narrazione è troppo prolissa e sinceramente si fa volentieri a meno di alcune scelte, come ad esempio l'enorme numero di personaggi comprimari di cui il romanzo si popola  a partire dalla seconda parte del romanzo. Consiglierei la lettura ai soli fan di Schatzing (perché in fondo lo stile è quello). Se volete azione rocambolesca, statene alla larga. Piuttosto leggetevi Limit o Il quinto giorno. Ottima invece la traduzione. Voto per l'idea: 4/5. Voto per tutto il resto: 2/5

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    Mirimiri

    17/11/2010 12.03.29

    Delizioso! Da tempo non leggevo un romanzo con dei caratteri così nuovi e particolari! L'autore è uno dei pochi che ha il coraggio di reinventarsi completamente ad ogni libro che scrive. Non è nel suo stile eppure spero in altri romanzi con il Professor O'Connor come protagonista.

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    dino

    14/12/2009 19.26.38

    La tentazione di attribuire il minimo dei voti è molto alta: prolisso, inutile, tedioso, logorroico in certi punti. Voto 2 solo perchè la firma è la stessa di colui che ha scritto uno dei migliori romanzi contemporanei(il 5° giorno).

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    giovanni

    28/05/2009 17.12.30

    Mi ha completamente deluso, dopo il quinto giorno, e il diavolo nella cattedrale, pensavo di andare sul sicuro. Niente mi spiace x Shatzing ma questo non doveva farmelo.

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    uomo nero

    17/04/2009 11.16.14

    Dopo un inizio imbarazzante, la storia si intreccia con passione. Certo, tutto è abbastanza prevedibile, i "cattivi" non lo sono abbastanza e frank non è proprio un simpaticone ma, dopo "Il diavolo della cattedrale"...

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    valter

    31/03/2009 18.18.00

    "ho letto " il quinto giorno" e " il diavolo nella cattedrale" mi sono piaciuti tutti e due, poi ho letto "silenzio assoluto". Dei tre, l'ultimo è l'unico al quale si potrebbero togliere almeno 200 pagine senza danneggiarlo, anzi.....

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    Fabio

    27/03/2009 15.25.32

    Bè non sarà un'opera prima, non è forse un autore di quelli "must" ma è scritto e soprattutto tradotto bene. La cosa + importante è che cmq l'autore conosce (forse per diretta esperienza) la psicologia umana e ne fa un ottimo e delicato uso; il tutto è poi inserito in un contesto tecnico che appassiona.

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    gianfri54

    15/03/2009 08.12.58

    Senz'altro deve piacere il genere del thriller storico politico, altrimenti è solo un mattone difficilmente digeribile.

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    Fabio

    16/12/2008 18.45.34

    beh, mi sembrava ovvio... mi avevano consigliato "il quinto giorno" e io invece mi sono comprato "silenzio assoluto"... che errore, proprio non mi è piaciuto.

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    Oliver

    02/09/2008 17.46.32

    Maledetto me. Uno può essere fruitore della narrativa di consumo. Uno può fidarsi di un autore apprezzato nel suo precedente lavoro (Il quinto giorno). Uno può lasciarsi tentare dall'ultimo acquisto di un conoscente, bibliofilo accanito. Per quante giustificazioni uno possa avere, per la prima volta in vita mia mi pento dei soldi spesi nell'acquisto di un libro. "Silenzio assoluto" è uno dei rari casi di libro che non terminerò. Prolisso, piatto, datato. In una parola: inutile.

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    Emiliano

    29/07/2008 15.15.11

    Per tutto il libro ho aspettato che la storia prendesse quota ma questo momento non è arrivato mai. Sarebbero state sufficienti la metà delle pagine. Delusione.

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    dario

    11/07/2008 19.57.35

    Un libro nel quale attendi il colpo di scena che lo rivitalizzi, invece ti perdi in una pedante storia d'amore e nel Presidente degli US che viene salvato da uno scrittore alcolizzato e sciupafemmine. Pessimo

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    Riccardo

    10/07/2008 21.01.49

    Dopo aver letto "il quinto giorno" mi sono detto :"però, mica male questo autore.Ricordatene per il futuro!". Per il futuro appunto... e non per un libro che arriva direttamente dal passato e che se non aveva fatto successo qualche motivo deve pur esserci!Solo quando te lo trovi tra le mani capisci questo e ti augari che sia l'eccezione che confermi la regola, speri che per qualche strano caso sia passato in sordina e che sia invece bello ed avvincente. Ed invece niente di tutto ciò:per carità si può anche leggerlo ma solo perchè dispiace infondo buttare i soldi spesi mettendolo mestamente da parte come merita.La storia non è neanche male ma è un polpettone folosofico-etnico-tecnologico che non vedi l'ora di finire.Si arriva ad essere così stanchi di questi personaggi che all'azione sostituiscono una prosa pesante e noiosa che quasi quasi ti metteresti a tifare per i cattivi purchè la storia finisca lì!La cosa che più mi preoccupa è che prima di iniziare il libro in questione ho comprato anche "Il diavolo nella cattedrale"( sempre perchè mi era piaciuto "il quinto giorno") ed ora tremo al pensiero che sia come questo!Speriamo bene....

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    Andrea71

    09/07/2008 13.36.55

    Il titolo del libro porta con sé il suo giudizio: tante parole, a volte troppe, una trama scontata fin dall'inizio, poca inventiva e storia al limite del verosimile. Insomma: silenzio assoluto!!!

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    carlo

    21/06/2008 19.37.37

    Il romanzo parte con molte ambizioni e diverse pretese, ma non decolla mai veramente, assomiglia ad un'opera incompiuta. La trama è esile, l'intera vicenda potrebbe essere raccontata in non più di 200 pagine, invece ne dura quasi 650: il plot viene allungato a dismisura con una serie di riflessioni esistenziali/filosofiche/storiche o politiche che l'autore mette in bocca a tutti, ma proprio a tutti: al protagonista, alla sua fidanzata, ai personaggi-spalla, ai buoni, ai cattivi, ai poliziotti, a tutti. Ne consegue che i protagonisti molto spesso (direi sempre) sono VERAMENTE POCO CREDIBILI, e le citazioni a conferma di ciò sono innumerevoli: dalla scena di sesso tra il protagonista e la sua partner assolutamente improponibile (ma l'autore ha mai avuto rapporti sessuali? Un uomo ed una donna mentre vivono la passione in modo selvaggio non fanno citazioni edotte di lirica o di letteratura), alla scena finale dove - non voglio dare dettagli - succede che invece di agire in fretta i buoni ed i cattivi filosofeggiano tutti assieme. Sono stucchevoli le continue citazioni storiche e politiche, danno l'idea di qualcosa di didascalico e coinvolgono poco il lettore. Grottesca infine anche l'idea di includere Bill Clinton tra i personaggi. Dispiace perchè alcuni passaggi dell'opera sono interessanti (ad es. la scena del sequestro di Kuhn), e l'idea di fondo mi pare buona. Tuttavia lo sviluppo è troppo tortuoso. Ribadisco: romanzo poco credibile ed a tratti noioso, per un thriller non c'è giudizio peggiore... Sono d'accordo con la lettrice che sostiene che "Il quinto giorno" sembra sia scritto da un altro scrittore...

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