Collana: Poesia
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 1 gennaio 2009
Pagine: 68 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788889971543
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Descrizione
Questa piccola silloge di poesie del giovane poeta Nicola Lotto è densa di contenuto e di riferimenti. Quello che compie Lotto è una dissacrazione dell'elemento religioso, ridotto in una visone di minimalismo e pessimismo "cosmico" ma al tempo stesso la sua visione laica è un analisi profonda ed esistenziale dell'apriori spirituale che ognuno di noi possiede. Lotto parla delle bellezze del creato, di cui la più fatua è proprio quella rappresentata dalla donna, creatrice di amarezza e di illusione oltre che di tormento interiore. Alla fine, leggendo i versi di questa silloge, sembra davvero di trovarsi davanti a una versione post-moderna del testo biblico, la cui conclusione è che tutto è vanità e la via per non soffrire è una fuga dalla quotidianità, dal correre dietro al vento inutilmente "parole vuote e polvere nel vento". Il sacro viene ricondotto all'essenziale e la disillusione si allarga fino a comprendere dottrine e ideologie descritte come "abiti nuovi/vecchie macchie..." Ecco l'uomo dove si colloca in questa visone? L'uomo è cenere, è l'impotenza personificata, è "colore che langue", pianto sconsolato che si allarga fino a sommergere l'umanità.

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    Annalisa Stamegna

    19/11/2009 14:17:45

    Arduo svelare la passione interiore del giovane poeta Lotto, che abbiamo conosciuto grazie alla raccolta di poesie “Silenzi”: i versi riuniti in questo piccolo volume appaiono, ad una prima lettura, di impronta onirica. Metafore ed allegorie si susseguono a ritmi incalzanti, e il Lettore si orienta tra visioni simboliche, segni, immagini, nei quali non sembra inizialmente trovare una logica universale. La prima impressione è quella di essere immersi nei paesaggi lunari dipinti da Dalì, alla ricerca di una decodificazione, una mappa, un sentiero. Le anime dell’Autore – molteplici, infinite, composite - ci dirigono verso un’unica direzione e un solo senso: dopo un primo momento di interiore smarrimento, Lotto prende il Lettore per mano e lo conduce verso un orizzonte sconosciuto, dove potrà lasciarsi incantare da traslazioni, simboli, classicismi ed intime aspettative. Lotto ha una scrittura energica, variegata ed originale, che si riassume, a nostro avviso, nei versi finali della poesia “Promesse da folle”: sintesi di un’immagine forte e distintiva in cui si consuma una ritmicità densa e un’ispirazione ricca di sfumature.

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