Sinfonie di concerto grosso

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Compositore: Alessandro Scarlatti
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 2
Etichetta: Tactus
Data di pubblicazione: 17 novembre 2014
  • EAN: 8007194200300
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A fronte di una produzione vocale che conta oltre cento melodrammi, una quarantina di oratori e più di settecento cantate profane con basso continuo e strumento obbligato ancora in gran parte da riscoprire, il corpus strumentale di Alessandro Scarlatti appare sotto l’aspetto quantitativo ben misera cosa. Eppure - nonostante non possano nemmeno vantare le pagine più famose cui è legata la fama postuma del compositore palermitano – questi lavori rivestono una straordinaria importanza, in quanto ci consentono di valutare con immediatezza lo stile di un compositore che, ormai giunto nell’ultima fase della sua parabola creativa, appare sospeso tra la gloriosa tradizione contrappuntistica e un felice melodizzare che guarda decisamente verso il futuro. Un posto di particolare rilievo spetta in questo ambito alle dodici Sinfonie di Concerto grosso che - come riferisce l’autografo conservato al British Museum di Londra - vennero «cominciate il primo giugno» 1715. Non sono chiari i motivi che spinsero il cinquantacinquenne Scarlatti a dedicarsi a un ambito repertoriale che sino ad allora aveva snobbato quasi completamente. Secondo alcuni questo interesse venne stimolato dalla necessità di aumentare le entrate con una raccolta strumentale che - una volta pubblicata - avrebbe potuto fruttargli denari e onori soprattutto in Inghilterra (questa ipotesi spiegherebbe anche il perché il manoscritto sia finito a Londra), mentre altri studiosi vedono nel clamoroso successo ottenuto dai Concerti grossi op. VI di Arcangelo Corelli - apparsi postumi in una curatissima edizione a stampa nel 1714 - la molla che avrebbe spinto Alessandro Scarlatti ad ‘avvicinarsi’ al grande compositore di Fusignano.
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  • Alessandro Scarlatti Cover

    Compositore.La vita. Una tradizione non convalidata da documenti vuole che sia stato allievo di Carissimi a Roma, dove si era trasferito giovanissimo con alcuni membri della famiglia. Iniziò l'attività di compositore, a quanto risulta, nel 1679 (vale a dire l'anno dopo il matrimonio, dal quale, oltre al grande Domenico, nacquero altri nove figli), facendo rappresentare a Roma la sua prima opera, Gli equivoci nel sembiante. Seguì un'attività prodigiosa e senza soste; dopo esser stato al servizio di Cristina di Svezia, nel 1684 si stabilì a Napoli come maestro di cappella reale. A Napoli fu attivo sino al 1702, producendo ben 35 melodrammi e un'infinità di brani d'occasione. Fu poi, col già più che promettente figlio Domenico, a Firenze, dove contava di entrare al servizio del granduca Ferdinando... Approfondisci
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