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scheda di Maglioni, S., L'Indice 1994, n. 4

Più che un'autobiografia, "Smile Please" è una serie di fotografie istantanee che forse per l'emozione del ricordo o più probabilmente per un preciso disegno della scrittrice non sono mai del tutto a fuoco, un susseguirsi di schegge di vita trasformate dalla narrazione in simboli e metafore. L'infanzia dell'autrice si apre con l'immagine di se stessa bambina che non riesce a posare immobile, e di un fotografo che la prega inutilmente di sorridere, una foto sfocata da cui traspaiono i temi principali dell'autobiografia e dei romanzi di Jean Rhys: il passare impietoso del tempo, lo scontro tra passato e presente, la scissione e l'incompatibilità dei propri "io" che si sommano col trascorrere degli anni ma che non riescono a fondersi n‚ a creare una personalità armoniosa, l'impossibilità per le donne, imprigionate dai cliché dell'epoca, di sorridere. Senza alcun tipo di coordinate temporali, capitoli "flash" formano un album di ricordi: l'infanzia della scrittrice nei Caraibi, la madre, il padre, la bambinaia, i libri, il rapporto difficile con la popolazione dell'isola (tema tipica mente postcoloniale che verrà esplorato a fondo ne "Il grande mare dei Sargassi"), il Carnevale, il distacco da Dominica e l'Europa. A questo punto inizia il "viaggio nel buio" dell'autrice, la frammentarietà dell'esposizione diventa sempre più evidente e la scrittura si fa via via più grigia e opaca fino a raggiungere una perfetta armonia cromatica con le tinte spente dell'Inghilterra che ritornano ossessivamente in tutte le descrizioni, a sottolinearne il contrasto con l'infanzia e il paesaggio passionale e variopinto delle Indie Occidentali. L'impressione finale è che l'album non sia solamente sfocato ma anche incompleto, un invito al lettore a colmare gli spazi vuoti leggendo anche i romanzi di Jean Rhys e ricostruendo con le proprie istantanee il puzzle 'in progress'.