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John Grisham

Traduttore: R. Rambelli
Editore: Mondadori
Edizione: 3
Anno edizione: 1994
Formato: Tascabile
Pagine: 448 p.

7 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Legal thriller, thriller politico

  • EAN: 9788804384588
SIMENON, GEORGES, Pietr il Lettone

GRISHAM, JOHN, Il socio
(recensione pubblicata per l'edizione del 1991)

recensione Papuzzi, A., L'Indice 1994, n. 2

Quando il più celebre poliziotto della letteratura mondiale, il commissario Maigret, fa la sua prima apparizione, sessant'anni fa, nel romanzo "Pietr-le-Letton*, esso si scolpisce subito nell'immaginazione e nella memoria del lettore, in carne e ossa, con una corporeità che trapassa la pagina e con una psicologia che sfida il tempo. Lui è Maigret, semplicemente Maigret, senza un nome, senza un'età, senza un passato, e in fondo, a ben guardare, senza un futuro. Sta nella letteratura poliziesca, ma forse nella letteratura tout court, così come sta nel suo ufficio alla Sureté, nelle prime righe del primo romanzo: "imponente e massiccio, con le mani in tasca e la pipa a un angolo della bocca"; o come si piazza alla Gare du Nord, qualche pagina più avanti: "Lui stava lì, enorme, con quelle spalle impressionanti che disegnavano una grande ombra"; o come piomba nell'Hotel Majestic: "un blocco di granito che l'ambiente rifiutava di assimilare''. Quell'immobilità paziente e incombente è la gabbia di un implacabile e affascinante meccanismo: la "teoria della crepa", annunciata anch'essa già nel primo romanzo. Ogni criminale è un giocatore dell'infinita partita che si combatte fra la legge e il disordine, ma è anche un uomo: "Lui cercava, aspettava, spiava soprattutto la 'crepa'. Il momento in cui, in altri termini, dietro il giocatore appare l'uomo".
La riedizione presso Adelphi di tutte le inchieste di Maigret offre la possibilità di un istruttivo confronto con i nuovi campioni della letteratura poliziesca. Prendiamo John Grisham, l'autore americano che furoreggia, dopo la pubblicazione, in rapida serie fra il 1991 e il 1993, del "Socio", del "Rapporto Pelican* e del "Cliente". Farò riferimento al primo di questi bestsellers, perché è stato oggetto di una trasposizione cinematografica di successo, di Sidney Pollack, con Tom Cruise, arrivata sugli schermi italiani soltanto pochi mesi fa. Di Mitchell Y. McDeere, il giovanissimo avvocato protagonista della storia, noi sappiamo apparentemente tutto: come si chiamano lui, la moglie, il cane, i suoceri, quanti anni hanno esattamente, dove ha studiato, che voti ha avuto, e così via. Ma non sapremo mai che faccia ha: solo che è di "bell'aspetto". E anche atletico, perché era un asso nel football e perché una ragazza caraibica gli dice: "Sembri un atleta. Così muscoloso e solido". In realtà il socio è una forma vuota, pronta per accogliere la faccia da marine del divo hollywoodiano più pagato. Il socio non ha una faccia, finché non gliela dà il cinema, così come non ha una psicologia: egli agisce obbedendo ai meccanismi del thriller d'azione, sono questi a dettare la psicologia, piuttosto che il contrario. Non a caso tutta la macchina romanzesca si svuota nelle cento pagine finali, come un corpo senz'anima, tanto che Pollack ha inventato per "Il socio" cinematografico un finale completamente diverso e molto più efficace.
Anche Maigret ha avuto naturalmente le sue edizioni cinematografiche e televisive. Ma Maigret non è Jean Gabin n‚ Gino Cervi. Semmai è il contrario: essi sono possibili personificazioni di un'identità letteraria così prepotente da non poter essere realmente intaccata da rappresentazioni visive. Ciò vale anche per gli ambienti in cui si muovono Maigret o il socio: là una Parigi divisa fra l'esotismo della mondanità e la disperazione dei bassifondi, qui un'America che sembra ricalcata dai depliant patinati delle agenzie turistiche. Se l'alloggio di Maigret odora dello spezzatino "che sfrigolava nella pentola", in quella di McDeere "la tappezzeria s'intonava a meraviglia con le tende ed il tappeto". Il che non ha nulla a che vedere con la verosimiglianza. Anzi. Il mondo di Maigret dove un poliziotto può essere complice del suicidio del suo perseguito, fra bottiglie di rum e letti che cigolano, e stupendamente irreale, mentre l'America senza faccia di John Grisham, dove "il denaro compensa tutto" e dove mafia, avvocati o Fbi sono tutti della stessa pasta, rischia di essere spaventosamente vera.

La storia di un prestigiosa società legale americana governata dalla mafia.

Recensioni dei clienti

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    Andrea

    02/11/2016 09.17.11

    Primo libro che leggo di Grisham, veramente bello, ottimo stile e mai noioso.

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    mainoz

    04/11/2015 19.07.18

    Per me tra i piu' bei libri di sempre. Coinvolgente, semplice e scorrevole nella prima parte, piu' complessa la seconda. La parte "giuridica" e i tecnicismi da addetti ai lavori sono ridotti all'osso, per questo risulta una lettura piacevole ed avvincente. Di questo libro hanno fatto un buon film con Tom Cruise. Da leggere e rileggere..

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    Dario

    09/07/2015 15.07.33

    Mitchel Mc Deere è un giovane avvocato,viene da una famiglia povera,è stato uno dei migliori nel suo corso di studi,è sposato con una bella ragazza ed è ambizioso:perfetto per il piccolo studio legale di Memphis Bendini Lambert & Locke.Mitch non può rifiutare l'offerta che lo studio gli propone:80 mila dollari per il primo anno,mutuo per l'acquisto di una casa a tasso agevolato, una BMW e la promessa di diventare socio nel giro di una decina d'anni di duro lavoro. Il giovane non perde tempo ed inizia a lavorare a ritmi insostenibili, assecondando il più possibile le raccomandazioni che gli vengono fatte dallo studio in merito anche alla sua vita privata; lo studio sembra essere una grande famiglia molto gratificante per chi si adegua alle sue legge non scritte. Purtroppo per Mitch quelli dello studio non sono gli unici ad averlo notato; l'FBI lo contatta mettendolo in guardia sulle attività illecite dello studio Bendini chiedendogli di fornire le prove per incastrare i vertici. Il ragazzo è solo una vittima innocente. Deve solo decidere da che parte stare e correre tutti i rischi necessari per vincere la sua partita. Le potenzialità di questo romanzo sono enormi e purtroppo non totalmente sfruttate dall'autore. L'inizio discreto introduce a quella che è la filosofia apparente dello studio, tratteggia bene il protagonista e riesce a far entrare il lettore all'interno di uno studio legale e della sua frenetica attività. Il punto di svolta, che determina una netta accelerazione, avviene quando l'FBI scopre le carte e mette Mitch di fronte ad un bivio. Da questo punto in poi il romanzo diventa davvero interessante, Mitch fa la sua scelta e lavora febbrilmente per raggiungere l'obbiettivo, ma l'autore non svela, astutamente, tutto quello che il giovane ha in mente, e tiene così il lettore incollato alla pagina; qui si creano le premesse, s'intuiscono le potenzialità del romanzo che viene sciupato in un finale che dire frettoloso è dire poco.

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    Iryna

    06/06/2015 14.44.50

    Per me e' stato il terzo libro di questo scrittore e l'ho trovato migliore del " L'uomo della pioggia' e " Il momento di uccidere". Un romanzo molto scorrevole, ricco di colpi di scena e con la bella descrizione dei protagonisti. La trama un po' inverosimile, ma nonostante tutto e' un bel libro. Uno di quelli che ti travolge dall'inizio e tiene incollato fino alla fine. Nella parte finale le parole della moglie del protagonista sono un po' banali, e' vero. Ma questi piccoli dettagli non mi permettono giudicare male tutto il libro. Un vero legal- thriller. E' consigliatissimo.

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    francesco c.

    23/02/2015 21.09.21

    Primo libro di Grisham che leggo. Il voto è ampiamente positivo, ma sono abbastanza deluso del potenziale sprecato. Non capisco la frenesia del finale; sembra come se l'autore si fosse stancato di scrivere e avesse deciso di darci un taglio di punto in bianco. Peccato perché per oltre due terzi il libro è portato avanti perfettamente. Comunque avrò modo di approfondire il discorso con Grisham visto che me ne hanno già regalati altri due!!

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    domenico

    09/05/2014 20.18.25

    sicuramente un libro da leggere, con un ottimo modo di scrivere l'autore appassiona alla vicenda, dal ritmo serrato e colpi di scena degni di un capolavoro, anche se IL SOCIO l'ho trovato un tantino meno riuscito di un altro grande capolavoro IL RAPPORTO PELICAN...se a questo libro ho dato 4 al secondo che ho citato sicuramente gli do voto pieno!!!!!!!comunque Grisham è un grande

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    Eli

    27/03/2014 13.09.16

    In una parola SPETTACOLARE.. Davvero un gran bel libro..

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    Annina

    19/01/2014 16.08.03

    Peccato che non ci sia stato uno scontro finale tra i Beldini e Mitch, ma nonostante questo eccellente libro.

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    Gianluca

    14/09/2013 20.22.12

    Veramente grandioso!!!!! Per ora il mio preferito, scalzando dalla vetta il ricatto! Adesso però tocca a il momento di uccidere! Tornando al socio che dire tutto perfetto tranne il finale!

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    Damiano

    05/02/2013 17.56.06

    Con "Il momento di uccidere", "Il socio" è il miglior libro scritto da Grisham (purtroppo non si può dire lo stesso dell'adattamento cinematografico). Vi consiglio vivamente di leggerlo.

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    annalisa

    18/10/2012 13.58.50

    bello, piacevole, scorrevole. Consigliatissimo

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    lucia

    28/08/2012 17.10.05

    assolutamente un grande libro. lo consiglio a tutti gli amanti di grisham perchè è spettacolare e mi ha tenuta incollata dalla prima all'ultima pagina!!

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    giovanni

    18/11/2011 11.45.42

    Assolutamente Magnifico,non puoi staccarti un minuto da questo libro una volta iniziato.Storia pazzesca lo consiglio a tutti.

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    Enrico

    30/01/2009 16.41.41

    Storia avvincente e lettura scorrevole: ottimo libro per rilassarsi dopo una dura giornata di lavoro mentale. Grisham non si smentisce e ancora una volta riesce a tirar su una storia appassionante, dai mille colpi di scena e mai noiosa.

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    mattia

    30/11/2008 02.51.04

    Le premesse per fare un grande libro c'erano, purtroppo la trama non è stata sfruttata a pieno. Come al solito Grisham è stato capace di creare situazioni probemlatiche incredibili (un pò come in rapporto pelican), ma il finale un pò banalino, senza un vero scontro finale...le prime 100 pagine abbastanza soporifere

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    Mirko

    09/04/2008 23.34.37

    Un capolavoro! A volte essere i migliori non aiuta cetto a trascorrere una vita tranquilla. Da leggere e rileggere

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    cia

    06/03/2008 10.57.38

    Dalla prima pagina mi è piaciuto molto questo libro. Il finale lascia un po' l'amaro in bocca (e vissero tutti felici e contenti)...E' una lettura che merita per distrarsi un po' (ora sono curiosa di vedere il film

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    Gionata

    25/02/2008 04.07.24

    Questo libro ha dato la svolta nella carriera a un scrittore come Grisham e si capisce il perchè..lo consiglio vivamente!!

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    elvis

    08/01/2007 13.17.21

    E’ il primo libro di grisham che leggo e l’ho trovato tiepidamente carino, nel senso che da un lato l’ho letto volentieri, ma che non mi ha appassionato più di tanto, né incuriosito a tal punto da leggere qualcos’altro dell’autore. ciao!

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    Cristian

    25/09/2006 20.11.13

    Probabilmente il miglior libro di Grisham. Appassionante, coinvolgente.

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