Il soffio della valanga

Santo Piazzese

Collana: La memoria
Anno edizione: 2002
Pagine: 329 p.
  • EAN: 9788838918032
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Descrizione
Per il commissario Vittorio Spotorno, il duplice omicidio della 127 azzurra è un caso che lo costringe a riepilogare tutta la sua vita. Uno dei due picciotti uccisi nella macchina è il compagno di giochi Rosario. Questo lo riporta alla sua infanzia vissuta in quartieri dove il capriccio del caso avrebbe potuto torcere il filo della sua esistenza in modi impensati. Ma l'indole del Rosario che il commissario conosceva sembra stridere con la qualità mafiosa dell'evento criminale.

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Recensioni dei clienti

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    maresa th. paoli

    11/12/2012 15:56:23

    è un bel libro intenso ed intimo, le figure sono ben approfondite ed il tema è svolto con partecipazione e interesse. i personaggi sono altro dai romanzi precedenti e narrazione e scrittura si adeguano e seguono perfettamente questa "diversità". c'è solo qualche perdonabile ingenuità nel creare i raccordi con la produzione precedente. bravo piazzese! nel panorama di mediocrità che caratterizza questo momento della nostra narrativa, un autore che non ha paura dei sentimenti e della complessità della scrittura.

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    Simone

    17/09/2006 14:55:59

    Anche io, come altri lettori, ho notato il diverso"stile" di questo romanzo rispetto agli altri di Piazzese. La scrittura si è fatta più asciutta, meno ridondante di citazioni, quasi a ricalcare il fatto che al centro delle vicende c'è il commissario Spotorno, non più il biologo La Marca.Non sono d'accordo con chi accusa Piazzese di "copiare"Camilleri: il suo stile è ben delineato anche in questo libro, non vedo analogie troppo scoperte. Esorto Piazzese, come già altri hanno fatto, a regalarci un nuovo romanzo, dato il piacere che dànno i suoi libri: visto il dilagare di molti"scrittori"dell'ultim'ora( vedi Silvio Muccino) dei quali invece non si sentiva la mancanza, perchè non tornare a scrivere qualcosa?

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    mimosa fiorita

    04/05/2006 11:25:48

    Do' nuovamente un voto alto al libro, ma piu' che altro scrivo per esortare il nostro caro Santo a scrivere ancora, come mai cosi' tanto tempo dall'ultimo libro? tu, insieme Carmen Iarrera, vi state facendo desiderare un po' troppo, allora che aspettate, se questo lungo tempo vi e' servito per creare le vostre piacevolissime storie che ASPETTATE a pubblicarle? A TUTTI E DUE AUGURO SALUTE, E SERENITA'.

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    Nicola

    23/11/2005 22:20:04

    Non ho letto gli altri libri di Piazzese,quindi non posso fare confronti. L'ho trovato un giallo di discreta fattura,ma non lo metterei tra i libri da ricordare

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    thalin

    04/06/2005 17:03:25

    Caro Santo Piazzese, ora che con questo ultimo bellissimo libro ha dimostratodi essere un eccellente scrittore a tutti gli invidiosi e poveri (della ricchezza più rara, il senso dell'umorismo) lettori che criticavano la Sua scrittura, per favore, ci ridia Lorenzo la Marca...l'Italia è piena di fan in crisi d'astinenza e rilegeggere continuamente i Suoi primi due libri comincia a non bastare più...

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    MIMOSA FIORITA

    28/04/2005 10:43:23

    CARO SANTO, TI HO SCOPERTO DA POCO PERCHE' RECENTEMENTE MI HANNO REGALATO - I DELITTI DI VIA MEDINA-SIDONIA- L'HO TROVATO MOLTO BELLO E COSI MI SONO COMPRATA - LA DOPPIA VITA DI MISTER LAURENT UGUALMENTE BELLO E IL SOFFIO DELLA VALANGA, E QUI VIENE IL NON BELLO, CIOE' IL LIBRO DI PER SE CI FA' SCOPRIRE QUASI UN NUOVO SPOTORNO, MA LORENZO DOVE STA'? NON E' CHE GIA' LO HAI FATTO USCIRE DI SCENA? E POI STAVOLTA TI SEI ESPRESSO ABBASTANZA CAMILLERESCAMENTE. - CAMILLERI E' CAMILLERI- NON SI TOCCA- NON SI IMITA- E POI.. TRA QUANTO UN NUOVO LIBRO? E SOPRATUTTO, RESUSCITA COME SI DEVE LORENZO LA MARCA E MICHELLE.

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    moneo

    26/07/2004 12:20:35

    Un giallo discreto, di lettura in qualche modo piacevole. Se però lo si paragona ai precedenti "I delitti di via Medina - Sidonia" e "La doppia vita di M.Laurent" non è assolutamente degno di Piazzese. Ho l'impressione che si sia dirottato troppo verso Camilleri, abbandonando quel suo stile vivo, aggressivo e brillante. Auspico ad un prossimo ritorno di Lorenzo Lamarca e all'abbandono della narrazione in terza persona. Piazzese è Lamarca, Spotorno non gli appartiene.

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    rosanna

    08/04/2004 18:29:44

    sì, ma Lorenzo dov'è? Che aspetta a tornare?

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    Ernesto Bianchi

    02/01/2004 14:39:58

    Abbandonato - temporaneamente - il personaggio di Lorenzo La Marca per il suo amico poliziotto Spotorno, Piazzese sembra riuscire a darci una visione più precisa e acuta di Palermo. Il commissario Spotorno non ha bisogno di deformare con un ironico cinismo la sua città, che è già abbastanza surreale e al tempo stesso affascinante e crudele da sola, senza i filtri soggettivivi del suo amico Lamarca. Inoltre la trama, affidato il ruolo centrale ad uno "sbirro" scorre meglio, forse si fa più facile da scrivere ma anche più organizzata, e in fin dei conti Spotorno è personaggio più vero. Se è vero che non possiamo fare a meno di pensare ai comissari siciliani - mica solo a quelli di Camilleri, anche a quelli di Sciascia, il vero padre putativo degli sbirri letterari siciliani! - il romanzo di genere riesce perfettamente: le citazioni metaletterarie, che fatte da lamarca apparivano compiacimenti della scrittura, qui diventano riferimenti circolari, forse autoreferenziali, ma tutto sommato funzionali a creare quella realtà virtuale, quel mondo parallelo che la letteratura da sempre ci regala.

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    quest'estate ho iniziato a leggere i libri di piazzese , che erano inserti di Panorama, bene!E'stata come una droga . anche quest'ultimo mi è piaciuto molto,la marca si è defilato dando più spazio a vittorio spotorno,ma il mio divertimento non è diminuito. chi ha vissuto il 68 e ama la musica di lorenzo si addentra in pieno nelle pieghe della bellissama scrittura si santo piazzese. s prestissimo un altro libro, e un incontro con i suoi adoratori milanesi,che sono veramente tanti.bravissimo santo piassese!!

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    beppe

    20/06/2003 09:05:43

    Assolutamente da leggere. Interessante la "sicilianità" che si respira nelle pagine del libro. Forse la narrazione si avvicina troppo a Camilleri.

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    Bruno Agostini

    29/05/2003 18:38:37

    Ho atteso anni per un nuovo romanzo di Piazzese e mi sono precipitato all'acquisto dell'ultimo volume. Inutile dire che Piazzese é uno scrittore, un grande scrittore e mi rammarico di non vedere una sua opera nelle classifiche delle più vendute. Tuttavia, questo ultimo mi é piaciuto meno degli altri. L'impianto é solido, le descrizioni perfette, l'atmosfera costante. Ma non mi sono ritrovato a ridere da solo come mi accadeva per La Marca. Lo so, le sue citazioni potevano parere interrompere l'azione, ma non era per niente vero. Era quella la genialità! Se ora dovessi spingere qualcuno ad avvicinarsi alle opere di Piazzese, gli consiglierei una delle due prime. Per concludere, Sandro non farci aspettare ancora tanto tempo per leggerti nuovamente.

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    Jayne

    23/05/2003 15:04:04

    In un primo momento, ero un po’ delusa perché avevo comprato questo romanzo pensando che il protagonista fosse Lorenzo La Marca; però dopo qualche capitolo ho preso Spotorno in simpatia. La trama è molto ben costruita e, alla fine, tutte le tessere della storia combaciano a perfezione. I personaggi e i luoghi sono descritti molto bene, a tal punto che è come se camminassi con Spotorno per le strade di Palermo in quei giorni caldi d’estate. Questo romanzo è scritto molto bene, e spero che ci saranno altri romanzi con questo protagonista.

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    Francesca

    02/05/2003 19:04:04

    Il migliore dei romanzi di Piazzese. Rispetto ai precedenti, c'è meno autocompiacimento, meno name dropping e più vitalità. La storia è credibile e la rappresentazione della vecchia Palermo invita a scoprire i luoghi dell'azione. La lingua tende un po' troppo al "camillerese".

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    luisa

    19/02/2003 19:05:21

    Ho letto tutti i romanzi di Piazzese. Devo dire che questo è quello che mi ha convinto maggiormente (anche se non lo trovo eccezionale) in quanto non è infarcito come i precedenti di riferimenti bibliografici e di citazioni continue. Mi sembra, poi, che le storie dei romanzi precedenti si potessero ambientare in qualsiasi città e in qualsiasi stato,mentre la vicenda narrata nell'ultimo lavoro è veramente siciliana.

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I lettori che lo hanno conosciuto grazie ai suoi primi due libri, I delitti di via Medina-Sidonia e La doppia vita di M. Laurent, attendevano da tempo un nuovo romanzo. Ora Santo Piazzese torna con un'altra storia di morte e mistero che rievoca le atmosfere di una Sicilia solare e misteriosa.
La vicenda si svolge a Palermo dove due uomini vengono freddati in un agguato di apparente origine mafiosa. Gaspare Mancuso, una delle due vittime della strage, apparteneva infatti alla malavita locale. L'altro ucciso, invece, Rosario Alamia, era incensurato e totalmente estraneo al mondo del crimine. Che cosa ci faceva dunque in compagnia di un tipo come Mancuso? è l'interrogativo che affligge il commissario Vittorio Spotorno, incaricato di investigare sul duplice omicidio. Il poliziotto riconosce in Alamia il compagno di giochi della sua infanzia e fatica a credere che fosse coinvolto in trame mafiose. Intraprende dunque un'indagine impegnativa anche sul piano privato, che lo induce a rivivere gli anni della giovinezza, a incontrare personaggi del suo passato, a fare i conti con la sua storia personale. Questo travagliato percorso, allo stesso tempo interiore ed investigativo, condurrà Spotorno ad una verità inimmaginabile e diversissima da ogni apparenza. Il commissario però riuscirà a comprenderla pienamente solo grazie al fondamentale contributo di una donna misteriosa, la Dama Bianca: una presenza allo stesso tempo evanescente e concreta, capace di lasciare dietro di sé una scia di dolorosa inquietudine.
Poliziesco raffinato ed elegante, Il soffio della valanga è un libro piacevole che conferma il talento di un autore attento e sensibile, capace di ricostruire con precisione e maestria figure, ambienti ed atmosfere. Può vantare una trama ben articolata e intrigante e un linguaggio dallo stile esemplare che a tratti include anche espressioni dialettali. Grazie ad un gioco di coincidenze di tempo e di spazio, richiama come una sorta di controcanto il primo romanzo dei Piazzese, I delitti di via Medina-Sidonia, il cui protagonista, Lorenzo La Marca, fa capolino anche in queste pagine. Ma solo come semplice comparsa per lasciare il testimone al commissario Vittorio Spotorno; un volto nuovo del giallo italiano, che ha tutte le carte in regola per conquistare la simpatia dei lettori, come hanno già fatto più noti e illustri colleghi siciliani.