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Un paese del Sud Italia, ancorato alle sue miserie e a un humus retrogrado che non sembra scalfito dal tempo. Una donna, madre di un figlio disabile, vuole farlo sposare, angosciata dal pensiero del “dopo di lei”. Così si adopera per individuare una giovane alla quale proporre una sorta di scambio: denari e proprietà in cambio della sua dedizione a quest’uomo, danneggiato nel cervello ma non nel fisico. Un matrimonio tra i due con un contratto legale: fino a quando resterà con lui avrà diritto a tutto quanto promesso, altrimenti perderà tutto. Con la complicità di un prete e di una suora, la madre trova in Adelina, un’orfana che vive in un convento, il soggetto adatto a realizzare questo suo piano. Adelina accetta la proposta. Si sposa e rimane incinta. Dopo aver messo al mondo una bambina, però, lentamente si allontana dalla famiglia, covando un misto di rabbia e risentimento. Vuole un’altra vita. Ma troverà il coraggio di ribellarsi alla sua sorte?
Proposto da Riccardo Cavallero al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:«La soluzione di Pucci Romano è un’opera narrativa capace di affrontare con sguardo sincero un contraddittorio e drammatico dilemma morale. La storia esplora tematiche di grande attualità: il peso delle mentalità arcaiche che ancora permeano alcune comunità, la complessità delle relazioni di cura e affetto, la tensione tra la sopravvivenza materiale e la realizzazione di sé. Ambientato in un contesto rurale del Sud Italia, il romanzo mette in scena il confronto-scontro tra due figure femminili segnate da relazioni complicate con il desiderio, la responsabilità e il destino. La scelta della protagonista di sottomettersi a una condizione di sudditanza totale e il suo lento percorso verso la possibilità di liberarsi dai vincoli imposti diventano il paradigma di una condizione femminile che, in molte realtà del nostro Paese, deve ancora fare i conti con profondi residui di sottocultura patriarcale. La vicenda di Adelina ha però anche i caratteri dell’universalità: la fragilità e la disabilità non sono un’eccezione, ma una condizione comune. In questa storia estrema e provocatoria, i limiti tra libertà personale e dignità sono messi alla prova fino al punto di rottura. La soluzione non è un mero esercizio narrativo, ma un’opera capace di generare riflessioni condivise e dibattiti aperti su disabilità, empatia e diritto alla dignità umana.»
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