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Interpreti: Steven Osborne
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Hyperion
Data di pubblicazione: 11 settembre 2014
  • EAN: 0034571179360

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Descrizione

Grazie ai concerti e alle registrazioni realizzate nel corso degli ultimi anni, il pianista inglese Steven Osborne è oggi considerato uno degli interpreti più ispirati della letteratura pianistica del Romanticismo russo, un ambito repertoriale nel quale ha dimostrato di possedere una grande autorevolezza e una raro insieme di padronanza tecnica, ricchezza timbrica e idiomaticità. In questo disco Osborne presenta una meravigliosa antologia di opere di due compositori quasi contemporanei. Entrambi si misero in luce tra i virtuosi di pianoforte più acclamati della prima metà del XX secolo e tutti e due dedicarono al loro strumento opere di meravigliosa bellezza. Nonostante queste analogie, la loro fama postuma non potrebbe però essere più divergente. Sergei Rachmaninov continua infatti a essere amato e osannato dagli appassionati di tutto il mondo, mentre la pur interessantissima produzione di Nikolai Medtner è stata riscoperta solo di recente. La Sonata Romantica di Medtner fu composta a Parigi nel 1930 ed eseguita per la prima volta dallo stesso autore a Glasgow l’anno successivo. Questa bellissima opera è la dodicesima delle 14 sonate del grande compositore russo. Sia il titolo sia i contenuti dei quattro movimenti – che devono essere eseguiti senza soluzione di continuità – costituiscono un eloquente manifesto programmatico della concezione artistica di Medtner. Oltre alle sonate, uno dei generi preferiti di Medtner fui quello degli Skazka (Racconti fatati). Alcuni musicologi hanno messo giustamente in evidenza il fatto che l’espressione “racconti fatati” non rende piena giustizia al vigore e alla profondità espressiva di molte di queste opere, alcune delle quali possono essere accostate sotto il profilo espressivo alle ben più famose ballate di Chopin. I due suggestivi Skazki op. 20 proposti in questo disco vennero composti nel 1909. Recensendo una recente esecuzione concertistica della Sonata n. 2 di Rachmaninov – unanimemente ritenuta uno dei più grandi capolavori del repertorio tardo romantico – il critico del Washington Post ha descritto Osborne «un grande maestro nel tratteggiare atmosfere e colori espressivi, un pianista dotato di incontenibile vigore e un viandante che attraversa con passo sicuro paesaggi sconfinati. Sotto il profilo stilistico, il Rachmaninov di Osborne riesce a fare coesistere brillantemente una ammirevole coerenza con una esaltante libertà espressiva».