Nell’Inghilterra del 1934, mentre l’Europa si avvicina lentamente alla guerra e Oxford difende ancora l’illusione della propria superiorità intellettuale, il prestigioso Blackthorn College viene sconvolto da un episodio inspiegabile. Durante una notte di pioggia, lo studente Edmund Harrow viene visto camminare sul tetto del dormitorio in stato di sonnambulismo. Scalzo, ferito e in preda a un’apparente dissociazione, pronuncia frasi deliranti su una misteriosa “porta sotto la cappella” che non dovrebbe mai essere aperta. Poco dopo precipita nel vuoto. Ma ciò che sconvolge i presenti non è soltanto la caduta: anche dopo l’impatto, il suo volto sembra ancora in ascolto di qualcosa di invisibile. Quello che inizialmente appare come un caso di follia individuale assume rapidamente contorni molto più inquietanti. Edmund sopravvive alla caduta, ma viene ritrovato morto poco dopo nell’infermeria universitaria, immerso nell’acqua e circondato da simboli rituali tracciati con una sostanza scura. Frasi in latino, antichi segni e comportamenti inspiegabili diffondono il panico nel college. Ad occuparsi del caso sono due figure tanto brillanti quanto ambigue. Il professor Adrian Vale, docente di Filosofia Morale e Antropologia Religiosa, è un uomo carismatico, raffinato e profondamente attratto dagli aspetti più oscuri della natura umana. Dietro il suo cinismo elegante si nasconde un passato legato a una misteriosa spedizione archeologica in Anatolia, durante la quale avrebbe assistito a eventi che ancora oggi lo perseguitano. Accanto a lui si muove la dottoressa Evelyn Ashcombe, giovane psicologa sperimentale e una delle poche donne ad aver conquistato prestigio nell’ambiente accademico di Oxford. Razionale, indipendente e acuta, Evelyn studia la dissociazione mentale, l’ipnosi e gli stati alterati della coscienza. Convinta che ogni fenomeno possa essere spiegato scientificamente, inizinia però lentamente a dubitare delle proprie certezze. Mentre studenti e docenti sprofondano nella paura, Adrian ed Evelyn vengono trascinati in una rete di simboli antichi, documenti segreti, rituali dimenticati e morti sempre più inspiegabili. Ogni indagine sembra ricondurre agli Archivi Neri, un sistema di sotterranei nascosti sotto il Blackthorn College dove sarebbero custoditi testi proibiti, testimonianze di culti antichi e materiali troppo pericolosi per essere rivelati. Parallelamente cresce il legame tra i due protagonisti. Nato come uno scontro intellettuale tra due persone incapaci di fidarsi davvero degli altri, il loro rapporto si trasforma progressivamente in qualcosa di più profondo, intenso e pericoloso. Le indagini conducono i protagonisti da Oxford ai salotti esoterici della Londra aristocratica, dove occultisti, studiosi e uomini potenti sembrano conoscere dettagli impossibili sugli eventi del Blackthorn. Intanto riaffiora continuamente il nome di una misteriosa presenza chiamata “Quella che sogna”, figura enigmatica che compare nei deliri di diverse persone coinvolte nel caso. Con il passare dei capitoli, il romanzo supera i confini del semplice giallo accademico per trasformarsi in un thriller esoterico e psicologico, dove il dubbio centrale diventa sempre più inquietante: i protagonisti stanno assistendo a un contagio mentale collettivo oppure esiste davvero qualcosa di antico e nascosto sotto il Blackthorn College? L’atmosfera si fa via via più claustrofobica, i corridoi dell’università sembrano trasformarsi in un labirinto vivente e il confine tra allucinazione, trauma e soprannaturale si dissolve progressivamente. Nulla viene spiegato troppo presto e ogni rivelazione apre interrogativi ancora più oscuri, costringendo il lettore a chiedersi fino all’ultima pagina se il male che si sta diffondendo abbia origine umana… oppure qualcosa di infinitamente più antico.
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