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La sottile linea rossa

The Thin Red Line

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Titolo originale: The Thin Red Line
Paese: Stati Uniti
Anno: 1997
Supporto: DVD

24° nella classifica Bestseller di IBS Film Film - Drammatico - Guerra

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Durante la Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di soldati cerca di guadagnare il controllo sul Pacifico. Durante la battaglia di Guadalcanal viene messo in risalto il conflitto interiore di ogni soldato. Rifacimento di "La sottile linea rossa" 1964. "Ogni uomo combatte la sua guerra".
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    Entass

    08/09/2020 20:02:58

    Poetico, lirico, uno dei più profondi film di guerra.

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    anna

    15/05/2020 08:12:15

    Film che ami oppure odi, mi piace nella coralità anche se durano poco le apparizioni del grandi Clooney, Travolta

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    S. V.

    12/05/2020 16:03:48

    Trattasi del mio film preferito, quindi tutto ciò che scriverò sarà assolutamente di parte. E assolutamente veritiero. Dura quasi tre ore, in un susseguirsi di facce arcinote (alcune le hanno anche dovute tagliare). Diversi attori talentuosi hanno fatto a gara per parteciparvi. Il film mostra la guerra dal punto di vista di chi è sul campo di battaglia e di chi è rimasto a casa ad aspettare, forse invano. Dal punto di vista di chi ormai si è rassegnato ad interpretare il ruolo dell'inerme ingranaggio di questa spietata macchina senza volto, e di chi la rassegnazione non sa cosa sia, perché quella "scintilla" non vuole perderla. Ascolterete i dialoghi tra il soldato Witt, che non intende arrendersi ad un gioco crudele a cui non ha mai chiesto di giocare, e il sergente Welsh, il cui cinismo verrà sopraffatto da qualcosa di più potente e profondo. Amerete il coraggio composto del capitano Staros, che farà di tutto per proteggere i propri soldati. Vi perderete nei bellissimi cori melanesiani e nelle note delle musiche oniriche e senza tempo di Hans Zimmer. La sottile linea rossa non è altro che il confine vacillante tra lucidità e follia.

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    ILSanto

    11/11/2016 12:45:14

    Film lento e senza ritmo, diretta in maniera mediocre da Terrence Malick. La guerra è tutta un'altra cosa. Vedere i bellissimi Platoon (guerra in Vietnam), Gettysburg (guerra di secessione) e Stalingrad (seconda guerra mondiale).

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    Pasquale

    24/02/2015 17:50:29

    Sono dalla parte di chi ha dato un giudizio negativo a questo film. Travolta e Clooney si intravedono per pochissimo tempo, mentre praticamente tutta la pellicola è basata su un plotone di disperati che cerca in vano di raggiungere la cima di una montagna per cercare di neutralizzare l'obiettivo. Il senso di angoscia e di noia mi hanno assalito durante tutto il film, a mio avviso anche girato poco bene, perché dalle inquadrature non si nota mai oppure non si vuole far notare bene da dove il nemico stia facendo fuoco.

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    armando

    26/08/2014 22:45:16

    Mai nessuno era riuscito a farmi capire,a mostrare l'insensatezza e l'assurdità della guerra come ha fatto Malick.In una natura di grazia e bellezza come appaiono futili,stupide,incomprensibili le motivazioni che spingono un uomo ad uccidere un altro uomo.Rimane,spogliato definitivamente da ogni differenza culturale e sociale,il dato fondamentale di trovarsi non davanti ad un nemico ma ad un fratello.Mostrare tutto ciò senza essere patetici,melodrammatici o scontati,ma anzi profondamente lucidi e umani è il vero capolavoro di questo straordinario regista.

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    johannes

    14/07/2014 16:29:17

    Che dalle parti del regista si riesca a produrre un film del genere dà già l'impressione che ci sia del losco sotto! Intediamoci, il film è nel suo genere davvero ben realizzato, ma dov'è che vuol condurre? Magari qualcuno potrebbe pensare: "A porre delle domande inconsuete e scomode sul senso della vita"; altri potrebbero dire: "A nulla, solo ad aprirsi al mistero dell'esistenza", etc. Io la penso diversamente. Secondo me il film serve a persuadere astutamente lo spettore riguardo una scelta di campo già compiuta dall'autore in disparte e a tavolino. A modo suo cioè il film è tutto e solo schiettamente di tipo politico (in senso lato, s'intende). Di certo di realistico stringi stringi vuol conservare ben poco (concordo con quanto detto più sotto da Paul), dato che quello che interessa - qui è negli altri films di Malick, del resto - è sempre riproporre, attraverso il medium argomentativo delle immagini, l'opzione filosofica panteistica dell'autore, in uno con l'anarchismo spiritualista che gli va congiunto, qui in più per l'occasione accompagnata da un intento propagandista spudoratamente contaminante. Questa cioè, se la vogliamo vedere così, non è quindi affatto un'opera di indagine, bensì di soluzione e risoluzione (che il Produttore, o chi per lui, può quindi, quando avvertito, anche sottoscrivere con entusiasmo!). Con il poeta puro si può anche soprassedere riguardo le menzogne che abitualmente dice (dato che, come diceva già Platone, si sa che non può che "mentire troppo"), con il filosofo che fa cattiva filosofia servendosi del poeta no, visto che deontologia impone che dichiari le proprie predilezioni quando son tali, senza spacciarle per parola divina. (A tirare le somme si direbbe che tradurre il secondo Heidegger in scintillanti sequenze filmate sveli il trucco meglio che leggendone direttamente le opere, purché ci si guardi bene dal contagio immediato dell'ebrezza che possono e sanno pericolosamente produrre).

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    Il Cinefilo

    03/04/2014 15:48:32

    Terrence Malick è un'anomalia nel mondo del cinema contemporaneo e in questa sua terza pellicola lo dimostra. Indubbiamente è un film non adatto a tutti; indubbiamente è un film intellettuale e filosofico; indubbiamente impressiona meno (a livello di stomaco) di altri celebri film di guerra come "Apocalypse Now", "Soldato Ryan" o "Black Hawk Down". Ciò non toglie che ci troviamo davanti ad un film d'autore come non se ne fanno più da tempo. Malick ci invita a partecipare ad un discorso sulla Natura e sulla Natura Umana, ambientandolo nel peggiore dei conflitti che la storia ricordi: la Seconda Guerra Mondiale. I lunghi momenti di introspezione forse portano il film ad essere troppo lungo, vista la trama (170 minuti circa), ma non è da considerarsi eccessivamente pesante viste le scene di battaglia ben dirette, coinvolgenti e crude, anche se non troppo sanguinolente come nel già citato "Black Hawk Down" di Ridley Scott. Il cast all star sfiora vette di eccellenza recitativa anche se a rimanere impressi sono soprattutto il fascino strafottente di Sean Penn, l'aggressività di Nick Nolte, l'ingenuità di Jim Caviezel e la solidale umanità di Elias Koteas. George Clooney, il neo premiato con l'Oscar Jared Leto, John Travolta e Woody Harrelson sono sprecati per ruoli di pochi minuti in cui tuttavia dimostrano il loro indubitabile carisma. E Hans Zimmer sforna un'altra colonna sonora evocativa e indimenticabile.

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    marcot78

    15/05/2013 13:09:16

    "La sottile linea rossa" non è un film di guerra, ma è filosofia, poesia, vita. Tra i tanti grandi attori, si distingue Jim Caviezel, alter ego di Malick, che scruta la terra e l'uomo, e si pone interrogativi, si emoziona, soffre, si gonfia di stupore. Come se non bastasse, Hans Zimmer vi aggiunge una colonna sonora da brividi. A mio avviso, Malick con i film successivi non è ancora riuscito a ripetere questo capolavoro.

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    danilo

    21/11/2009 00:43:14

    ho letto tante recensioni positive che condivido pienamente mi è difficile aggiungere altro. Certamente un film che ti rimane dentro lo considero uno tra i migliori della storia del cinema. malic, sokurov, jarmush e wong kar wai rappresentano l'anima pensante del cinema contemporaneo la poesia trasfigurata in immagine

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    Luca

    25/07/2009 11:58:41

    Un capolavoro, per regia, ambientazione, recitazione, storia. Stupendo.

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    paul

    23/07/2009 11:52:22

    Terzo film di Malick, dopo i primi 2, belli, bellissimi, realizzati addirittura negli anni '70. Dopo 20 anni di silenzio il nostro Malick si ritrova un cast stellare, e un'abbondanza di mezzi da lasciare perplessi. Il film mescola elementi storici e molti dettagli inventati e spesso falsi. I marines US che combatterono nel Pacifico erano volontari, non ragazzi di leva costretti a far la guerra; per chi non ubbidiva agli ordini c'era la corte marziale, non la scrivania di un ufficio nelle retrovie; la compagnia Charlie, che viene nominata più volte,in effetti è famosa, ma per una strage di civili inermi, 347, avvenuto in Vietnam (My Lai, 1968; una sorta di riabilitazione preventiva?); e così via. Do un voto basso comunque non per questo, anche un film di propaganda può valere, ma perchè si mescolano senza armonia nè ispirazione elementi di guerra e trasognate ed estasiche riflessioni sulla Bellezza, il Male, la Natura e la Morte. Come se ci fosse un nesso naturale tra uccidere e filosofeggiare. Così facendo il fim smarrisce anche il senso della guerra, il suo "odore", che non ha a che fare con poesia e Ideali. Credo sia diseducativo e pericoloso solleticare certi malintesi, anche se utile a chi la guerra la considera sempre un'opzione valida....

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    Sebastiano Verdesca

    14/04/2009 14:14:47

    Per prima cosa, si dovrebbe comprendere cosa sia "La sottile linea rossa" e cosa "non sia". Anzitutto, NON è un film di guerra: Non che l'azione sia del tutto assente, anzi, questa è presente e anche di livello eccellente ma, nell'economia dei 180 minuti del film, ha un peso relativo. Poi vengono le pause: molte. I tempi lenti: molti. Le introspezioni: perenni. L'ironia, presente in quasi tutti i film di guerra, del tutto assente...e via discorrendo. E ecco, cosa il film E': un film SULLA guerra. Guerra vista come metafora dell'involuzione umana, della regressione animale, dell'eroismo per caso e antiretorico, guerra descritta non come un male, necessario sì, ma pur sempre male...ma come male totale, assoluto, disumanizzante ma, tuttavia, capace di redenzione dopo lo sprondamento nell'abiezione più totale, che trova la propria salvezza solo nel ritorno alle primordiali forze della natura, quelle che, ad onta di qualsivoglia pensiero filosofico, l'uomo, attraverso la guerra, vorrebbe proprio trovare! Dopo "all'ovest niente di nuovo", l'unico film a fare davvero FILOSOFIA sulla guerra, sul percorso che l'uomo compie dentro di essa e dentro l'uomo stesso. Mallick supera le barriere dello stereotipo e le trappole della retorica (in cui Spelberg è invece caduto in pieno e con esiti irritanti) e ci offre una lezione di cinema, compassione, pensiero e umanità unica. Ogni pausa, ogni tempo meditato, trova la sua lacerazione nell'urlo della battaglia. La colonna sonora di Zimmer, di sognante bellezza, accompagna lo spettatore in una totale immersione amniotica. Il nemico "giallo" (che, cosa curiosa, a differenza del tedesco, tranne rare eccezioni, al cinema sempre crudele e, soprattutto stupido mentre il giapponese è sempre crudele, si, ma mai stupido, mentre in questo film è semplicemente il riflesso di sè nello specchio di Alice) trova una umanizzazione che, a mio parere, solo Milius gli aveva accordato ed Eastwood, anni dopo, finalmente raccolto e portato a sublimazione compiuta e definitiva. Sebastiano

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    jessica

    05/04/2009 15:25:05

    Veramente bello!! E' sicuramente un film di guerra diverso dal solito, dai ritmi a volte molto lenti, e nel suo stile è veramente eccezionale sia in termini di fotografia, di contenuti (alcuni spunti sono veramente bellissimi) che di colonna sonora.

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    Albis

    21/07/2008 17:20:09

    Anch'io non amo questo film. Pretenzioso, stucchevole. Vuole essere introspettivo e intelligente ma riesce ad essere solo intellettualoide, ingenuo e povero.

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    Piero

    29/05/2008 11:47:16

    Lo so di fare la voce fuori dal coro, ma trovo questo film davvero brutto. Troppo brutto per essere vero!! Lento e noioso ai limiti dell'esasperazione dove tutto è troppo prevedibile e sa di deja-vu. Malick non fa altro che prendere a piene mani da altri film (quelli si capolavori) di guerra come Il cacciatore, Apocalypse Now e altri. E la cosa incredibile è che proprio questo copiare da film sul Vietnam fa addirittura dimenticare (colpevole anche l'ambientazione) che invece stiamo parlando della II G.M. Il regista inoltre, con fare quasi da dilettante non fa altro che riproporre il solito clichè della gerarchia militare: il Colonello "cattivo" ed assolutamente incompetente, il Capitano "buono" che disobbedisce gli ordini per il bene dei propri soldati e i soliti tenenti e sergenti che offrono il solito spaccato dell'America. Altro che film diverso. Ne viene fuori un film che non è ne introspettivo, ne di guerra e ne contro la guerra. Anche il tentativo di mostrare la "faccia del nemico", che dovrebbe avere la stessa disperazione dei soldati americani secondo me naufraga miseramente. Conoscendo la cultura e la filosofia giapponese, soprattutto sull'arte della guerra, trovo lo scenario che si presenta nell'accampamento giapponese alla stregua di una favoletta per bambini. Anche il punto di vista storico dei fatti viene disatteso miseramente. Infatti della famigerata pista per gli aerei, la cui conquista dovrebbe cambiare le sorti della guerra nn se ne vede nemmeno l'ombra.

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    Giovanni

    20/05/2008 14:32:52

    Questo film è perfetto, questo film è sublime, questo film è divino, questo film è immenso! Questo film è un CAPOLAVORO!

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    OskarSchell

    17/01/2008 17:00:09

    Capolavoro!!!!

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    roberto cocchis

    26/12/2007 10:11:18

    Malick non è un regista per tutti e questo soggetto, tratto da un bel libro di James Jones che la guerra l'aveva fatta davvero, era particolarmente difficile da rendere in forma di film. Chi si aspetta l'adrenalina a mille, probabilmente resterà deluso; chi invece vuole guardare fino in fondo il vero e complesso volto della guerra (nei limiti di ciò che il cinema può mostrare), dovrebbe esserne molto più gratificato.

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    Fen

    02/08/2007 09:44:17

    E' stupendo!

Vedi tutte le 53 recensioni cliente

Un tragico affresco di guerra dall'atmosfera soffusa e misteriosa

Trama
Dal romanzo di James Jones. Un plotone di marines attacca una collina di Guadalcanal. Fu la battaglia più difficile e cruenta della guerra nel Pacifico, per la natura del terreno, per l'importanza strategica attribuita a quella piccola isola. I soldati avanzano filo d'erba dopo filo d'erba, affrontano situazioni disperate, muoiono.

1999 - Festival di Berlino - Orso d'oro per il miglior film

  • Produzione: 20th Century Fox Home Entertainment, 2000
  • Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
  • Durata: 170 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1);Francese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano; Inglese; Olandese; Francese; Greco
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers
  • George Clooney Cover

    Attore statunitense. Figlio di un giornalista televisivo e nipote dell'attore J. Ferrer, preferisce evitare il confronto con il padre e abbandona il lavoro di giornalista per iscriversi all'università. Non termina gli studi e nel 1982 si trasferisce a Los Angeles per partecipare a un film con C. Sheen. Il film non viene distribuito, ma C. diventa un volto noto ai produttori. La popolarità internazionale arriva con il ruolo del dottor Ross nella serie televisiva E.R. Medici in prima linea. Sorriso da rubacuori, puntualmente inserito nella lista dei personaggi del jet set più belli e desiderati, è scritturato come protagonista di numerosi film di successo: The Peacemaker (1997) di M. Leder, Out of Sight - Gli opposti si attraggono (1998) di S. Soderbergh, Three Kings (1999) di D. Russell e La... Approfondisci
  • Elias Koteas Cover

    Attore canadese. Nato in Canada da genitori greci, si trasferisce a New York nel 1981 per studiare prima all'Academy of Dramatic Arts e poi all'Actor's Studio. Dopo molte partecipazioni teatrali arriva la grande occasione con Tartarughe Ninja alla riscossa (1990) di S. Barron, un film scombinato che però lo impone agli addetti ai lavori. L'affermazione del suo talento presso il pubblico e la critica internazionali avviene con film che ne enfatizzano il viso scolpito e angoloso e l'espressione mesta ma allo stesso tempo inquietante: è il caso di Exotica (1994) di A. Egoyan, del problematico Crash (1996) di D. Cronenberg e di La sottile linea rossa (1998) di T. Malick. Tra le sue ultime interpretazioni, il banale action-movie Danni collaterali (2001) di A.?Davis, dove recita accanto a un imbolsito... Approfondisci
  • Sean Penn Cover

    Attore e regista statunitense. Interprete dotato di grandi capacità e di un temperamento focoso e ribelle, è il rappresentante più significativo dei bad boys degli anni '80, ribelli senza causa e senza avvenire, in stridente attrito con il perbenismo dell'America reaganiana. L'esordio è in Taps - Squilli di rivolta (1981) di H. Becker, ma il primo ruolo da protagonista arriva con Bad Boys (1983) di R. Rosenthal. Nel 1986 sposa la popstar Madonna e insieme a lei recita in Shanghai Surprise di J. Goddard: il matrimonio dura poco ma gli regala grande popolarità che sfrutta sapientemente mostrando tutto il suo talento in Vittime di guerra (1989) e in Carlito's Way (1993) di B. De Palma. Straordinaria anche l'interpretazione, nei panni di un assassino condannato a morte, in Dead Man Walking - Condannato... Approfondisci
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