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Edizione in lingua francese per il mercato italiano. In apertura, invio autografo a pastello dell'autrice, nobildonna russa e dal 1890 moglie del conte fiorentino Giulio Rucellai - Brossura editoriale di 126 pagine. Una stampina prima del testo riporta i nomi degli amici che l'autrice vantava nell'alta società fiorentina. Gore non deturpanti ai margini del piatto, peraltro esemplare integro e ben conservato di un'edizione non comune -- La contessa Rucellai, la russa Elisabeth Pilar von Pilchau, Lysine o Lysina per quasi tutti, fu tra le protagoniste della vivace vita artistica e mondana della Firenze d'inizio Novecento; fu lei a condurre per mano d'Annunzio nei salotti mondani e cosmopoliti, ai grandi eventi che nei palazzi di città e nelle residenze adagiate sulle colline circostanti l'alta società andava organizzando. Nota alle cronache mondane per l'avvenenza, per le sue stravaganze e per gli straordinari gioielli che indossava, l'appellativo Lysine le fu imposto dalla sua nutrice zigana: « [...] un beau jour, un groupe de paysans, avec notre prêtre en tête, se rendit à un pélérinage vosin, pour rendre hommage à Sainte Elisabeth, dont c'était la fête. En route, ils rencontrèrent une horde de bohémiens, parmi lesquels ils virent une jeune femme nourissant un nouveau-né. Aussitôt le prêtre donna l'ordre à ses moujiks de l'enlever avec l'énfant, et de les offrir à ma mère, qui en fut enchantée, car elle aimait l'originalité, qui est une spécialité cosaque, car elle aussi était cosaque, étant née Princesse Koudascheff. Cette tizgane [...] me nourrit, et m'appela Lysina, quoique j'étais baptisée Elisabeth [...] » I suoi festini molto esclusivi suscitarono pettegolezzi e maldicenze, e alcuni credettero si trattasse di orge. Politicamente conservatrice, Lysine dovette sospendere i suoi ricevimenti nel giugno del 1914, durante la Settimana rossa, per timore degli anarchici. Le luci delle sale di Palazzo Rucellai rimasero spente sin dopo la guerra quando, impaurita dalla rivoluzione bolscevica, la "contessa cosacca" si avvicinò al fascismo nascente e, dopo la marcia su Roma, esprimerà la sua gratitudine a Mussolini. Morirà nel 1939, a 84 anni.

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<p>Edizione in lingua francese per il mercato italiano. In apertura, invio autografo a pastello dell'autrice, nobildonna russa e dal 1890 moglie del conte fiorentino Giulio Rucellai - Brossura editoriale di 126 pagine. Una stampina prima del testo riporta i nomi degli amici che l'autrice vantava nell'alta società fiorentina. Gore non deturpanti ai margini del piatto, peraltro esemplare integro e ben conservato di un'edizione non comune -- La contessa Rucellai, la russa Elisabeth Pilar von Pilchau, Lysine o Lysina per quasi tutti, fu tra le protagoniste della vivace vita artistica e mondana della Firenze d'inizio Novecento; fu lei a condurre per mano d'Annunzio nei salotti mondani e cosmopoliti, ai grandi eventi che nei palazzi di città e nelle residenze adagiate sulle colline circostanti l'alta società andava organizzando. Nota alle cronache mondane per l'avvenenza, per le sue stravaganze e per gli straordinari gioielli che indossava, l'appellativo Lysine le fu imposto dalla sua nutrice zigana: « [...] un beau jour, un groupe de paysans, avec notre prêtre en tête, se rendit à un pélérinage vosin, pour rendre hommage à Sainte Elisabeth, dont c'était la fête. En route, ils rencontrèrent une horde de bohémiens, parmi lesquels ils virent une jeune femme nourissant un nouveau-né. Aussitôt le prêtre donna l'ordre à ses moujiks de l'enlever avec l'énfant, et de les offrir à ma mère, qui en fut enchantée, car elle aimait l'originalité, qui est une spécialité cosaque, car elle aussi était cosaque, étant née Princesse Koudascheff. Cette tizgane [...] me nourrit, et m'appela Lysina, quoique j'étais baptisée Elisabeth [...] » I suoi festini mol

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2570252003534
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