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Stefano Benni

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Edizione: 2
Anno edizione: 2000
Pagine: 312 p.
  • EAN: 9788807015663

Recensioni dei clienti

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    shika-chan

    22/09/2005 11.38.56

    libro spettacolare,niente da dire,grande stefano!!!!!!!!!

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    ludovica

    16/11/2001 09.31.07

    A me Benni piaceva molto fino a qualche anno fa. Adesso mi comincia a stancare il suo pedagogismo moralistico... Molto meglio autori come Andrea Carraro (La lucertola), Niccolò Ammaniti (Ti prendo e ti porto via), Claudio Piersanti (Luisa e il silenzio)... Cari lettori di Benni, non vi dico di non leggere i libri del vostro beniamino, ma di non fossilizzarsi su di lui, di leggere anche altri autori...

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    Davide Bassi

    09/07/2001 23.53.03

    Azz che voti bassi....a me è piaciuto tanto. Un Benni maturo e pessimista.

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    ivana

    10/01/2001 08.23.09

    Come fatto presente da precedenti recensioni, la trama è un po' pesante ed i personaggi numerosi, ma descrive bene la parodia della vita che ci viene imposta dalla tv e dai giornali. E' vero che il "collettivo" dimentica subito un fatto, che tutto è strumentale e finalizzato al politico del momento e che questo vecchio mondo va avanti sempre più sul profitto di pochi. Ci sono dubbi.... specie dopo i recenti fatti sull'uranio? Benni ci fa riflettere sorridendo.

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    Fabiana

    15/11/2000 15.49.34

    Il libro ha saputo tenermi incollata mfino alla fine ma ahimè, sul finale è caduto molto, ma molto in basso. Il finale mi ha deluso tantissimo...sembra quasi che il romanzo non sia finito, che Benni abbia lasciato aperto una porta per poter scrivere un seguito, ma mi auguro che non lo faccia.

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    giovenale

    05/09/2000 21.38.53

    Mio caro Stefano, ho letto anch'io "Il Maestro e Margherita"...Grazie per gli omaggi che fai all'autore del mio libro preferito (io ne ho contati tre), ma devo dire che i tuoi scritti precedenti sono migliori di questo. Insisti, che aspetto il prossimo!

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    Bruno Zucchermaglio

    30/06/2000 01.43.38

    Il mondo traspare, lasciando di sé un'immagine fantasmagorica e caleidoscopica che ottiene l'esatto inverso di ciò che parrebbero essere le sue ambiziose premesse. E' l'entropia, infatti, l' "occhio piatto" che di nulla ormai può stupirsi, ciò di cui narra Benni attraverso una sorta di parodia dell'oggi e del suo immediato futuro, un romanzo tutt'altro che tale in cui il lettore "benniano" si immerge con facilità ed una certa familiarità, mentre quello neofita vi penetra per gradi un po' spaesato, non sempre sicuro di ciò che sta leggendo. Il mondo, comunque, quello descritto da Benni e sempre meno difforme da quello che stentiamo a conoscere, diventa evanescente, sembra autofagocitarsi ed annullarsi senza nemmeno dolersi, un po' come accade a Sys Req, il re del virtuale, uno dei numerosi personaggi tratteggiati da Benni in "Spiriti".

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    Emiliano

    09/04/2000 19.07.52

    E' un libro che conosco. Non credo che lo rileggerò. Temi come l'ipocrisia, la finzione di cui si diventa succubi, lo sporco gioco in cui le persone si prodigano a coinvolgere i propri animi dipendenti, la mediocrità del conformismo di gruppo e di una società imprigionata nell'incoscenza sono retorici e saturi d'interesse letterario. Questi che ho appena elencato sono solo i sintomi di qualcosa molto più profondo e meno mediocre.

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    michela

    07/04/2000 15.21.46

    LIBRO PARTICOLARE,la carica di Beniall'ennesima potenza, letto riletto dopo la presentazione al Teatro Parenti, che mi ha rivelato un autore decisamente gradevole e molto fedele a ciò che scrive, pregio raro, dall'umorismo a cascata e dalla fantasia esuberante non solo nella creazionedei personaggi, inoltre mi sembra che la recente realtà politica si sia dimostrata pericolosamente simile alla fantasia

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    fabio

    03/04/2000 07.40.39

    non mi e' piaciuto. trama molto simile a 'la compagnia dei celestini', ingarbugliato nei troppi personaggi, con inutili pistolotti moralistici sul nemico personale di Benni, la televisione;secondo l'autore saremmo ormai tutti rimbecilliti e totalmente succubi di telecamere, pubblicita' e affini, del tutto incapaci di distinguere la realta' dalla finzione. Parlasse per lui. Inoltre, alcuni passaggi sono gratuitamente volgari, ed altri sono autentici comizi politici. Entrambi poteva evitarceli.

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    Dharma

    22/03/2000 17.36.36

    Con questo romanzo, insieme appassionato e dissacrante, a tratti inaspettatamente moralista e mistico, Benni torna a farci sorridere amaramente sulla nostra societa' dal finto sorriso di plastica. I suoi sono scenari apocalittici, prossimi ad un collasso, ma ricordano non troppo da lontano la misera Italia in mano a speculatori e arrivisti senza scrupoli, votata al culto di idoli usa e getta, saccheggiata da politici di seconda scelta. Molto abile la scelta degli pseudonimi per mascherare quelli che nella realta' sono i veri pupazzi governati dal culto del denaro e della guerra. Pretesto della narrazione, un grande concerto di Beneficenza volto a sostenere e sponsorizzare la prosecuzione di un conflitto inutile quanto disumano, la Dolce Guerra. Dalle provincie di un Impero i cui contorni appaiono sempre piu' indeterminati uno sciame di personaggi, chi dalla parte degli spiriti che presiedono ai fenomeni naturali, chi dalla parte dei colletti bianchi in cerca dello show col profitto maggiore, si agitano e combattono in attesa dell'evento. La prevedibile conclusione, gia' accennata dalle prime pagine (" cosi' inizio' la fine del mondo") e' un susseguirsi turbinoso di forze incontrollabili e sovrannaturali finche' il mondo intero, per l'insulsaggine di un presidente che nient'altro e' se non la caricatura di Bill Clinton, deflaghera' lasciando dopo di se un muto e attonito silenzio.

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