Categorie

Richard Ford

Traduttore: C. Oliva
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 379 p. , Brossura
  • EAN: 9788807817823

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    francesco v

    23/12/2015 08.24.41

    Da quello che capisco gli americani sono così'. Molto bravi nel narrare gli eventi senza sussulti, un lungo scorrere del tempo e degli accadimenti, con qualche perla di saggezza, qualche momento di noia, tante descrizioni di ambienti cielo mare terra strade passanti, tante piccole tessere di mosaico che alla fine fanno un quadro completo, ma non memorabile. O memorabile per ognuno, a suo modo. Questa la vita, secondo Richard Ford

  • User Icon

    vittorio spadanuda

    01/11/2015 10.04.34

    Questo descrittivismo "minimalista", pieno di nomi di strade, luoghi, persone, infarcito da monologhi stucchevoli e spesso infantili, non mi ha scoraggiato e sono voluto arrivare fino in fondo, per scoprire poi che questo Frank - che vuole essere l'uomo medio borghese - in effetti non è altro che Ford stesso, che ci vomita addosso tutta la sua filosofia da tasca. Qualche brano narrativo più interessante mi ha convinto a comprare "Il giorno dell'indipendenza", ancora più stucchevole, e mi sono fermato a pagina 45. Definitivamente. Forse gli americani lo capiscono meglio, con tutte quelle stronzate su Haddam e il lavoro di agente immobiliare. Infatti lo hanno premiato. Ma ciò non condiziona il mio giudizio negativo.

  • User Icon

    Giuseppe Russo

    13/09/2015 10.15.52

    Il personaggio di Frankie Bascombe, protagonista di questo e di altri due romanzi di Richard Ford, si configura in parte come alter ego dell'autore, ma soprattutto è la concretizzazione di alcune ansie che potrebbero essere comuni a quelle di uno scrittore nato nel profondo Sud ma che ha studiato in Arkansas e nel Michigan e, una volta raggiunto il successo, ha deciso di vivere nella parte più chic, costosa e borghese del New England: il Maine. Lo spettro che si agita davanti agli occhi del giornalista sportivo che ha abbandonato la narrativa perché fonte di troppe incertezze viene da lui definito "anticipazione", ed è il suo incubo costante. Si tratta di quell'energia oscura che anima la pars costruens della vita di un autore, ma che può essere anche la sorgente della pars destruens: la tendenza a credere di poter governare il cambiamento della realtà per mezzo dello strumento linguistico, l'illusione di poter alterare gli eventi rendendoli conformi ai propri desideri e alle proprie velleità. Questo è il potere dello scrittore, certo, ma è proprio ciò che spaventa l'uomo, e lo spinge a rifugiarsi in una scelta kierkegaardiana sulla propria esistenza basata sulle soluzioni preconfezionate dalla società e messe a sua disposizione. Da questo punto di vista, regge solo fino ad un certo punto l'accostamento tra Ford e Carver come appartenenti a due generazioni successive del minimalismo americano: il mondo raccontato da Carver non era necessariamente motivo di angoscia esistenziale, quello di Ford viene dopo la constatazione del sopravvivere di tale mondo ad ogni cambiamento e quindi nasce dalla tendenza ad adeguarsi ad esso per quieto vivere, pagando il prezzo delle innumerevoli rinunce che ciò comporta.

  • User Icon

    stefano

    08/08/2013 13.00.20

    Una penna davvero straordinaria, peccato che in Italia non abbia il riscontro che meriterebbe. Una lettura fatta di pochi eventi ma di una minuziosa descrizione di ambienti e di situazioni apparentemente normali. C'è il grande piacere quasi metaletterario del senso della scrittura, il protagonista fa il giornalista e quindi scrive. Il procedere della storia fornisce il senso della scrittura. A volte sono rimasto sorpreso dalla semplicità di certe espressioni a cui stanno dietro grandi pensieri. Da leggere con calma.

  • User Icon

    Damianito

    28/09/2010 16.19.31

    Le pagine scorrono bene ma non portano da nessuna parte. Quando sembra stia per coinvolgermi fa dei passi indietro. C'è sicuramente di meglio in giro però alcuni passaggi mi sono piaciuti molto, è per questo che leggerò Il giorno dell'Indipendenza e magari Lo stato delle cose.

  • User Icon

    gianni

    16/04/2009 12.09.53

    Questo libro mi ha lasciato un po’ perplesso. Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma non è mai riuscito a coinvolgermi. E’ scritto bene, è scorrevole….. però mi sembra che manchi qualcosa. Mio ero proposto di scrivere recensioni solo di libri che mi avevano entusiasmato, ma per questo libro voglio fare un eccezione, perché comunque reputo un peccato che non mi sia piaciuto più di tanto. Forse è anche un po’ colpa mia che non mi sono fatto catturare dalla storia. Alla fin fine l’ho letto anche velocemente (in tre o quattro giorni) ma più perché volevo passare a leggere qualcos’altro che per vero coinvolgimento. Sono comunque contento di averlo letto, anche se c’è di meglio in giro.

  • User Icon

    corroforte

    17/04/2008 01.28.26

    Frank Bascombe non rispecchia il prototipo di americano medio. Tutto quello che fa sembra sempre che non vada per il verso giusto. Si sposa e divorzia, diventa padre e gli muore un figlio, fa lo scrittore e non va oltre la pubblicazione di un solo libro, fa il giornalista sportivo ma non si interessa molto di sport, lo vediamo alle prese con un'intervista a un ex sportivo, durante per altro un week end con la sua donna e non solo non riesce a cavare nulla dallo sportivo ma va a rotoli anche il rapporto sentimentale. Se, però, vogliamo sapere come si scrive un buon libro, beh, occorre assolutamente leggere questo romanzo. Ben fatto e ci descrive un'America non da Sex & City....finalmente. Lo consiglio.

  • User Icon

    paolo63

    20/09/2004 15.43.10

    Attualmente secondo me uno dei migliori scrittori in circolazione. Erede di Carver, ma vedo che al solito è ignorato. Con Bascombe ha inventato un personaggio pazzesco, l'ambiente nel quale si muove Ford è quello della classe media verso l'alto. La forza di questo libro è che non parla di sport, nemmeno di un giornalista sportvo, ma della normale 'minimale' realtà quotidiana. Un consiglio, cercate di leggerlo anche in originale.

Vedi tutte le 8 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione