La sposa in nero

La mariée était en noir

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Titolo originale: La mariée était en noir
Paese: Francia
Anno: 1968
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Per una stupida bravata, cinque ricchi scapestrati provocano involontariamente la morte di un uomo che stava uscendo dalla chiesa dove si era celebrato il suo matrimonio. Julie, la sposa, decide di vendicare il marito e uccide, uno dopo l’altro, quattro dei responsabili. L’ultimo è in prigione e lei, per raggiungerlo, si costituisce. Truffaut dà il via al filone della vendetta femminile che ispirerà tra gli altri anche Quentin Tarantino in “Kill Bill”.

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    massimo

    04/09/2020 09:08:11

    Un film classico e di classe, apripista per il genere di vendetta al femminile..

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    chiara

    20/09/2019 09:45:10

    un capolavoro, forse il più bel film di Truffaut. Tarantino ha dichiarato di essersi ispirato a "La sposa in nero" per i capitoli di "vendetta femminile" dei suoi film... ma non è riuscito ad eguagliarne la tensione emotiva e la straordinaria eleganza delle scene. un'opera d'arte che non può mancare nella cineteca di ogni amante del grande cinema.

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    Francesca

    19/09/2019 16:50:42

    E' una storia che appassiona per il bizzarro e crudele comportamento di una sensuale e misteriosa donna. La ragione del comportamento viene svelata a poco a poco e si conclude con un degno finale.

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Cinema & Cultura, 2019
  • Distribuzione: A & R Productions
  • Durata: 107 min
  • Lingua audio: Italiano; Inglese; Francese; Spagnolo; Tedesco
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 16:9 1.66:1
  • François Truffaut Cover

    È stato un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore e critico cinematografico francese. Esordisce come regista dal 1958 (il suo primo film è L'età difficile) ed è ideatore della Nouvelle Vague (insieme con Godard, Malle, Chabrol), corrente che trae ispirazione dalla passata stagione del Neorealismo italiano e che influenzerà successivamente numerosi registi americani della New Hollywood. È stato teorico del cinema e critico di punta dei Cahiers du Cinéma.Il vero e proprio debutto avviene nel 1959 con I quattrocento colpi, film autobiografico che gli consente di costruire una sorta di alter ego, Antoine Doinel, che permette a Truffaut di realizzare un importante esperimento cinematografico: seguire la vita... Approfondisci
  • Jeanne Moreau Cover

    "Attrice francese. Studia al prestigioso Conservatoire, l’Accademia d’arte drammatica parigina, e viene accolta nei ranghi della Comédie-Française in cui assimila l’impostazione classica e la confidenza con la tecnica. I suoi esordi cinematografici non le prospettano parti memorabili, pur in pellicole del calibro di Grisbi (1954) di J. Becker. La svolta avviene grazie a L. Malle, che in Ascensore per il patibolo (1958) le cuce addosso la parte di Florence, la moglie fedifraga che induce l’amante a ucciderle il marito. La forza innovatrice del film, già imbevuto di precetti Nouvelle vague, trova nella bellezza ambigua, tutt’altro che rassicurante, della protagonista una vera musa e la candida al successivo Les amants (1958), sempre di Malle, film scandaloso per l’epoca, incentrato sulla sensualità... Approfondisci
  • Jean Claude Brialy Cover

    Attore francese. Brillante studente d'arte drammatica, fascinoso, sguardo ispirato, ha immediato successo a teatro ed esordisce sul grande schermo nel 1956 in L'ami de la famille di J. Pinoteau. Sono gli anni della Nouvelle vague e dei suoi autori che fanno di B. uno dei prediletti attori-feticcio. È soprattutto C. Chabrol a valorizzarlo agli inizi con Le beau Serge (1959) e I cugini (1959). In seguito recita in La donna è donna (1961) di J.-L. Godard, La sposa in nero (1968) di F. Truffaut, Il ginocchio di Claire (1970) di E. Rohmer e Il fantasma della libertà (1974) di L. Buñuel. Molto apprezzato anche in Italia, si segnala in La notte brava (1959) di M. Bolognini, La banda Casaroli (1962) di F. Vancini e Il mondo nuovo (1982) di E. Scola, che lo richiama, invecchiato ma sempre incisivo... Approfondisci
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