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Daniel Pennac

Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2012
Pagine: 341 p. , Brossura
  • EAN: 9788807019210

Di ritorno dal funerale del padre, Lison riceve un regalo inaspettato e piuttosto bizzarro che le provoca scompiglio, la imbarazza e le fa arrossire gli occhi. Si tratta dell’ultimo regalo di suo padre, un diario sensoriale che racconta in modo preciso e puntuale la storia fisica del suo corpo, dall’età di dodici anni fino agli ultimi suoi giorni di vita.
Ecco pronta nelle mani di Lison la storia fisica di suo padre, il racconto di una vita, lunga e turbolenta, dove a dettar regole è il corpo in tutte le sue manifestazioni.
Non una cronistoria intima che registri i mutevoli stati d’animo di suo padre, ma un vero e proprio “diario del corpo” dove vengono espresse le sensazioni e le trasformazioni provate in vita, il racconto di un’intera esistenza attraverso la materialità e la fisicità. Ciò che ne scaturisce è un romanzo fluido e puntuale, in cui la narrazione è data dalle innumerevoli sensazioni che il protagonista, nonché narratore, incontra.
Suo padre inizia a redigerlo quando conosce per la prima volta la sensazione di paura: scout e non ancora tredicenne venne legato ad un albero e per la prima volta provò il terrore di essere mangiato dalle formiche che risalivano l’albero. Quello fu il momento in cui cercò di proteggere «il corpo dagli assalti dell'immaginazione, e l'immaginazione dalle manifestazioni intempestive del corpo».
Da quell’istante ha sempre sentito il bisogno di annotare le percezioni sensoriali del suo corpo e registrare la storia dei suoi cinque sensi, consapevole che il corpo «più lo si analizza, più lo si esibisce, meno esso esiste» e per questo resta ancora uno degli «ultimi tabù» dei nostri tempi.
Questa è l’eredità che il narratore lascia a sua figlia, questo l’unico testamento spirituale: un memoir intimo e personale fatto di gioie e dolori, umori e reazioni fisiche, cadute, vomito e trasfusioni di sangue. Nel diario si legge del difficile rapporto con una madre dura e del rumore della sua voce stridula, dei profumi dolci e invitanti della sua tata e del suono delle parole dolci di suo padre, morto molto presto.
Un romanzo strutturato in paragrafi brevi che descrivono un viaggio sbalorditivo dei sensi, le insicurezze, i timori, ma anche le gioie e gli orgasmi di un uomo che vive la vita.
In esso Lison potrà trovarci le espressioni della pubertà e dell’invecchiamento, i piaceri e le malattie, insomma tutta la grandezza e la vulnerabilità di un corpo messo a nudo nella sua unicità.
Un lavoro coraggioso quello di Pennac che riesce a non annoiare mai e a rendere interessante anche una descrizione sulle escoriazioni. Uno stile asciutto e lineare che mette in campo olfatto, udito, vista, tatto e gusto, tutte le nostre emozioni corporali divise tra glorificazione e debolezza. Una scrittura fluida e leggera che mostra pienamente le capacità narrative di uno dei più noti e amati scrittori francesi contemporanei.

Recensioni dei clienti

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    Elisa

    19/02/2014 16.17.01

    Descrivere le reazioni del proprio corpo per poi descrivere la propria vita. Un diario che può essere il diario di chiunque con le goie, le paure, i dolori e la tristezza che suscita la malattia e la vecchiaia. Col solito stile pulito, essenziale e irresistibilmente ironico Pannac dona l'ennesimo capolavoro da divorare con gusto.

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    Alessandro

    16/01/2014 23.14.35

    Terminare un libro e riaprirlo subito, in una pagina a caso, come se sfogliassi un album di foto e volessi ritrovare i ricordi del passato. Storia di un corpo è questo, o almeno questo è ciò che è per me. Un libro che ovviamente usa la scusa del corpo che cambia per raccontare una vita ricca di eventi, talvolta gioiosi, talvolta tristi. Io lo consiglio vivamente. Ringrazio Monsieur Pennac e Mademoiselle Melaouah (la traduttrice) per questo Dono..

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    CRISTIANA

    03/09/2013 17.09.33

    Ho letto poco di Pennac e apprezzato Come un romanzo e Diario di scuola. Questo però pur geniale non mi è piaciuto, troppo sesso e sofferenza...anche se ci sono alcuni (pochi) passaggi veramente esilaranti, mi ha lasciato un fondo di tristezza.Pennac è un autore onesto e a volte notevole, ma stavolta mi aspettavo qualcosa di più gioioso.

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    Tiziana

    22/08/2013 14.37.48

    Spiacente, ma nonostante io ammiri moltissimo Pennac per la sua inventiva inesauribile, la sua arguzia, la sua cultura, non sono riuscita ad andare oltre le prime 70-80 pagine di questo libro: è pesante, ossessivo, sincopato e noioso. Forse finendolo se ne capisce la morale e lo scopo, ma io mi sono arresa prima e senza rimpianti.

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    Francesco Filogamo

    03/08/2013 12.32.29

    Libro originale, scritto con la tipica leggerezza dell'autore ma dai contenuti profondi. Ottima la traduzione. Consigliato a chi vuole leggere un bel romanzo non impegnativo.

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    ladybrett

    29/07/2013 13.53.16

    simpatico il punto di vista di porsi dalla parte del proprio corpo e narrarci la collegata vita. tra qualche pezzo che suscita il riso e qualche altro che riesce a commuovere è una buona lettura, molto di 'svago' ma non per questo priva di valore. alcuni personaggi sono vere sagome.

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    Manuela

    14/04/2013 15.54.24

    Meraviglioso libro, come la maggior parte dei libri di Pennac, ma in questo ho trovato un candore più profondo, il sorriso non é scevro di lacrime, in una vita raccontata secondo i battiti del cuore.

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    simona

    26/03/2013 14.48.44

    Toccante, molto fisico!!! Straordinaria consapevolezza di un corpo..

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    Francesca

    20/02/2013 22.34.33

    Questo diario parte dall'idea originale di raccontare una vita attraverso il corpo. Ho trovato pagine toccanti e commoventi, altre spiritose e leggere. In tanti momenti però il romanzo scorre con fatica. E' un testo apprezzabile, ma non memorabile.

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    Mariagrazia

    14/02/2013 11.43.50

    Mitico Pennac, nel narrare in modo spietato ed ironico e con attenzione al dettaglio fatti e antefatti; originale l'idea peculiare dove una storia, una vita intera sia raccontata ed interpretata, sotto forma di diario, sempre e solo dal punto di vista del corpo: il corpo analizzato con minuziosa curiosità nei suoi cambiamenti naturali, e con garbo e rispetto verso i bisogni, a volte con stupore nei confronti delle inaspettate reazioni a stimoli diversi. Il corpo in genere è lì, dato per scontato, come un contenitore vuoto e scevro, come un'armatura esanime, mentre si dà risalto invece ad avvenimenti più o meno interessanti, più o meno distanti. Ecco che invece qui il corpo è il protagonista assoluto, il quid sine qua non, sembra banale, ma chi ci aveva mai pensato? Consiglio a tutti questa "umanissima" lettura.

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    Andrea Fava

    13/02/2013 09.47.58

    Pennac è uno di quegli autori ai quali darei infinite possibilità, nel senso che se anche dovessi rimanere deluso da un suo scritto, leggerei comunque quello successivo, e poi quello successivo, e poi ancora quello successivo....

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    Salvo Ruggeri

    07/02/2013 20.25.10

    Bello, a tratti commovente, un libro che senti sulla pelle. Pur trattando in ogni pagina, in ogni rigo, di sensazioni corporee, rimanda costantemente a stati d'animo e percezioni spirituali vissute nella parabola della vita. Meraviglioso l'addio finale.

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    Agata

    04/02/2013 12.41.16

    GENIALE! Un libro che commuove. Un libro che fa riflettere. Un libro che fa ridere. Un libro che fa piangere. Un libro che è anche poesia e malinconia. Un libro che fa tenerezza. Insomma qui Pennac ha sì scritto un Diario ma che si legge esattamente "Come un romanzo" (tanto per citare lo stesso autore!). Mes compliments, Monsieur Pennac!

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    floanna

    28/01/2013 17.47.40

    Indimenticabile!

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    angelo

    14/01/2013 14.00.39

    Ingredienti: paure indotte dall'aspetto fisico, riflessioni e stati d'animo di organi vitali, energia e trasformazioni di una macchina in parabola discendente, decadenza e malattia durante la fase discendente. Consigliato: a chi vuol capire perchè il corpo è la parte più innocente e trasparente dell'anima, a menti troppo salde che pensano di vivere in un eterno presente.

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    Bassottacloe

    06/01/2013 09.46.39

    Bello! Mi è piaciuto molto, la lettura è rapida, ci si riconosce nelle descrizioni delle sensazioni del corpo e in dettagli che solitamente nei libri non vengono raccontati; permette uno sguardo sulla vita da un punto di vista diverso dal solito; in alcuni tratti prevale la malinconia, soprattutto nell'ultima parte, ma ciò è coerente con lo svolgersi della vita. Comunque è sempre presente l'ironia che rende la lettura piacevole.

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    NADIA3

    02/01/2013 11.54.41

    Idea assolutamente originale con spunti di riflessione interessanti anche se ogni tanto diventava un pò pedante e troppo ossessivo con osservazioni particolareggiate su malattie e operazioni chirurgiche ma si sapeva,il diario riguardava il corpo e allora va bene così.

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    Sergio

    17/12/2012 15.25.34

    Un libro fatto di emozioni e di "pelle". Un corpo messo a nudo ed osservato in tutta la sua fragilità. Un romanzo che a tratti commuove e che fa riflettere su aspetti della nostra esistenza sui quali difficilmente ci focalizziamo: dal soffio del vento, al sapore del mosto, questo libro ripercorre lo sviluppo psicosomatico dell'uomo, dalle sue origini alla sua morte. Consigliato a tutti coloro che s'interessano della natura umana a 360 gradi.

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    gina

    13/12/2012 20.58.42

    Molto bello!Hanno ragione a scrivere nel retro della copertina "fortemente raccomandato a tutti quelli che hanno un corpo"!

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    Jules

    12/12/2012 22.57.34

    Splendido. Diversissimo dal ciclo Malaussene, stavolta Daniel rappresenta la vita, nè più nè meno. Il libro più bello che leggevo da tempo.

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