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Curatore: L. Rosati
Collana: Nuovo prisma
Anno edizione: 2003
Pagine: 153 p.
  • EAN: 9788838918117

«Il manoscritto di Huaru Chiri è l'unico documento sinora conosciuto in lingua quechua che raccoglie miti, credenze e rituali del Perù preincaico e recupera, così riscattandole, le voci di popolazioni soggiogate prima dal dominio degli Inca e brutalmente ridotte al silenzio dopo l'arrivo degli Spagnoli con le loro armi, le epidemie, la loro sete di oro e il seguito di missionari e inquisitori il cui zelo si è rivelato altrettanto efficace nella cancellazione del passato andino». Un testo che ci mette in contatto diretto - sebbene numerose e dibattute siano le questioni di attribuzione ampiamente indagate nell'Introduzione di Liliana Rosati - con la tradizione orale dei popoli andini e con la loro religione originaria autentica: priva cioè di tutte le impalcature, anche linguistiche, derivate dall'interpretazione inevitabile operata da tutte le memorie della conquista di parte cattolica ed europea. Probabilmente, al principio del manoscritto, vi è uno scopo di carattere inquisitorio: una specie di relazione nata da un'attività delatoria di credenze registrate nella loro realtà viva e contemporanea, allo scopo di documentare la persistenza dell'idolatria per spingere ad aumentare gli sforzi diretti ad estirparla. Così, oltre a restituire in tutta la sua freschezza una concezione del cosmo, della sua origine e del suo destino, e del ruolo in esso giocato dal genere umano, indirettamente il manoscritto di Huaru Chiri testimonia della tenace sopravvivenza degli antichi dei, e di quanto robusta fosse la resistenza alla conversione forzata imposta tra gli indios dall'aggressività della cultura e della religione degli invasori. Traspare una spiritualità del tutto irriducibile a quella europea, e quindi tradita da ogni versione che non sia, in società preletterate quali erano quelle, resoconto orale: in essa - per usare l'impostazione di Mircea Eliade - a differenza «dell'uomo delle società moderne, fortemente segnate dal giudeo-cristianesimo, che si considera solidale solamente con la storia, l'uomo delle società arcaiche e tradizionali si sente solidale con il cosmo e coi ritmi cosmici».