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Quinto Curzio Rufo

Curatore: G. Porta
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 1214 p. , Brossura
  • EAN: 9788817006118

Recensioni dei clienti

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    Piero Giombi

    03/02/2014 17.23.17

    Un libro indubbiamente interessante, proposto dalla Rizzoli a un prezzo ragionevole e con un'introduzione gradevole e tutt'altro che pesante. Un'osservazione personale. Si ritiene che l'opera sia stata scritta nel I secolo dopo Cristo. Ipotizzavo, anni fa, che fosse stata scritta invece verso il 230, per lusingare l'imperatore Alessandro Severo, che guidò una spedizione vittoriosa contro i Persiani e si considerava l'erede di Alessandro Magno. La mia ipotesi era forse errata, ma ho scoperto che era stata avanzata dal grande storico prussiano Niebhur, all'inizio dell'Ottocento. Non male avere le sue stesse idee.

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    Riccardo

    06/05/2013 22.15.40

    Anche se sono state scritte più di 400 anni dopo gli eventi accaduti, le "Storie" trattano le imprese del Macedone in maniera scorrevole ed attendibile; anzi, quasi sempre attendibile. Quasi sempre perchè, nonostante l'autore abbia probabilmente attinto da fonti andate da noi perdute, come Callistene e Nearco, Aristobulo e Tolomeo, il testo si rifà in alcune parti più al romanzo che alla storia, e questi tratti romanzeschi, peraltro prontamente individuati dal curatore, forse derivano proprio dalle fonti di cui il nostro Curzio si è servito. Il testo è di per se interessantissimo, poichè di Alessandro vengono analizzate, o meglio descritte, la vita, la politica, la guerra, ed oltre a ciò vengono riportati diversi aneddoti e diverse descrizioni geografiche(un pò imprecise in realtà)che ricordano Erodoto. Curzio poi si sofferma spesso nell'analisi del suo beniamino, del quale sottolinea gli eccessi ma soprattutto le qualità, tanto da augurarsi che Roma venga prima o poi comandata da un Alessandro(le cui qualità ideali sono descritte dall'autore nell'"elogio dell'imperatore" a fine opera). Da notare anche che il testo non si conclude con la morte del figlio di Filippo(la trattazione della quale è interessante anche per il riferimento al luogo della sepoltura che oggi molti problemi ha suscitato)ma avanza fino alle dispute tra diadochi che caratterizzeranno gli anni successivi. Da ricordare infine come manchino i primi 2 libri ed altre parti,purtroppo anche cospicue in alcuni punti. Essendo poi, assieme a Plutarco ed Arriano, una delle poche fonti antiche che ci è rimasta sull'argomento, non può non essere presa in considerazione da coloro che vogliono conoscere le vicende di Alessandro Magno. Dunque voto 5 anche per l'importanze storiografica e per il solo fatto di essere un testo classico.

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