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Elizabeth Gaskell

Traduttore: M. Sestito
Editore: Giunti Editore
Collana: Superastrea
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine: 240 p.
  • EAN: 9788809217942
Usato su Libraccio.it € 4,59

GASKELL, ELIZABETH, Storie di bimbe, di donne, di streghe, Giunti, 1988
(recensione pubblicata per l'edizione del 1988)

GASKELL, ELIZABETH, La vita di Charlotte Bront‰, La Tartaruga, 1987
recensione di Nadotti, A., L'Indice 1988, n. 7

Giustamente considerato un capolavoro del genere, la biografia di Charlotte Bronte scritta da Elizabeth Gaskell ci offre uno straordinario quadro d'insieme dell'Inghilterra vittoriana. Lo sguardo di Elizabeth Gaskell muove con la sapienza di un occhio cinematografico che lentamente, fin dalle prime righe, avvicina il lettore-spettatore al luogo in cui si svolge la vita che intende narrare. Luogo fisico, la solitaria brughiera dello Yorkshire, intorno alla grigia canonica di Haworth, dove i figli del reverendo Bronte trascorsero le loro brevissime vite. Luogo mentale, la solitudine dei protagonisti "in cui la vita si culla in vere fantasticherie", dalle quali prendono corpo e parola i bellissimi romanzi e i racconti di Charlotte, Emily ed Anne Bronte.
Quando si accinge - nel 1855 - a scrivere la biografia dell'amica morta da pochi mesi, la Gaskell, quasi coetanea di Charlotte, è una scrittrice già affermata. Il suo romanzo "Mary Branton* era stato citato anche da Marx come esempio di romanzo d'impegno sociale per la descrizione realistica delle condizioni dei lavoratori nelle fabbriche di Manchester alla metà del XIX secolo. Le delicate, ironiche cronache rurali di "Cranford", pubblicate a puntate sulla rivista di Charles Dickens, godevano di un vasto pubblico di lettori e del favore della critica. Tuttavia, di fronte alla vita di Charlotte Bronte, la scrittrice e la donna, in sintonia con l'altra donna, l'altra scrittrice, trovano una nuova dimensione narrativa.
Colpisce, nella fitta trama di lettere, testimonianze, ricordi personali, la ricostruzione rigorosamente documentata di una vita che, pur vissuta in quasi totale isolamento, attraversa tutta la cultura dell'epoca. Con una partecipazione emotiva appena trattenuta dalla sua vittoriana discrezione, Elizabeth Gaskell riesce a narrare il senso delle scelte di Charlotte Bronte, la timidezza orgogliosa con cui difende la sua vita privata, il rapporto col padre, l'appassionato attaccamento alle sorelle e al fratello. Il suo negarsi al pubblico, l'ostinato nascondersi dietro uno pseudonimo, più che segnare un distacco sembrano piuttosto la condizione irrinunciabile per tenersi lucidamente in contatto con il mondo e con la società letteraria - penso alle splendide lettere ai suoi editori londinesi, alla corrispondenza con Lewes, con Thackeray, con la stessa Gaskell e con Henriette Martineau - senza esserne influenzata o travolta, come le accade durante i suoi brevi soggiorni londinesi, quando ormai tutti conoscono l'identità dell'autore di Jane Eyre. La Gaskell riesce a cogliere l'essenziale di un'intimità custodita gelosamente come condizione di libertà e contemporaneamente, attraverso lo studio di Charlotte, mette a fuoco un carattere femminile, un personaggio scontroso e difficile con imprevedibili risvolti di determinazione e di dolcezza che ritroviamo nelle protagoniste dei racconti scritti negli anni successivi alla pubblicazione della biografia. "La consuetudine di inventare", che era stata attività quotidiana delle sorelle Bronte, sembra passare a lei, alla quieta signora Gaskell.

Cinque bellissimi racconti al confine tra l'invenzione letteraria e la narrazione storica, in cui le donne si presentano come figure esemplari di alcuni momenti nella storia inglese dei secoli passati. Donne che per la loro volontà indomabile, per il loro rigore senza compromessi e per le loro passioni eccessive assumono agli occhi della comunità i tratti inquietanti della "strega". Depositarie silenziose di passioni represse, di enigmi indecifrabili per i testimoni-narratori delle loro vicende, restano personaggi indimenticabili anche per i lettori di oggi.

Recensioni dei clienti

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    Pier

    04/12/2013 11.42.14

    Sono arrivato in fondo al primo racconto (niente di che) e non ho retto l'urto con quelli successivi.Narrazione lenta. Sconsigliato.

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    chiara

    08/01/2013 23.32.49

    tremate!tremate!le Streghe son tornate!!!

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    sabry

    27/12/2011 23.03.06

    Non amo i racconti ma questo libro fa eccezione, mi é piaciuto moltissimo e rimasto nel cuore. . .

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    Elena

    01/08/2008 11.14.19

    Un bel libro: piacevole, coinvolgente. La prima storia, in particolare, sembra anticipare il lavoro fatto da Frances Hill "Le streghe bambine" su Salem. Infatti all'interno di una narrazione piacevole introduce fatti storici e personaggi reali (anche se i nomi nn sempre lo sono. I nomi delle vittime per quanto ricordo nn sono i nomi reali); offre al lettore un'interpretazione, una "spiegazione" alla tragedia. Belle anke le altre storie. Bel libro ke si può leggere a tutte le età.

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