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Marcel Proust

Traduttore: N. Ginzburg
Editore: Einaudi
Edizione: 2
Anno edizione: 1990
Pagine: 567 p.
  • EAN: 9788806118037

Recensioni dei clienti

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    Carla

    30/07/2009 09.45.55

    Non utilizzerò molte parole, per descrivere lo stupore che mi ha suscitato questo libro straordinario. Proust è riuscito, con mia infinita meraviglia, a dare una forma scritta a sentimenti e sensazioni che sono racchiuse all'interno dell'animo umano e che solo un genio di tale statura poteva decodificare in parole scritte. Magnifico.

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    sara

    12/05/2006 22.44.32

    ho scelto di dare questo giudizio perchè il libro (estremamente bello) nella prima parte (circa le prime 80 pag) è un pò noioso ma appena si inizia a raccontare di Swann l'atmosfera cambia. le frasi diventano più reali, le situazioni si fanno palpabili, i personaggi ci affascinano con i loro pensieri e finalmente si capisce perchè Proust è un grande scrittore e viene sempre inserito in tutte le antologie con aimè quel pezzetto noisissimo dell'autore che usa 5 pagine per descrivere il giro del biscotto nella tazzina. nella "seconda parte" del libro i vaghi ricordi dell'autore cedono il posto alla descrizione della reltà vera che anche noi possiamo vivere e che ci avvolge fino all'ultima pagina del libro con le emozioni che proviamo tutti, decritte però da un grande artista della parola!

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    GB

    20/02/2003 21.52.25

    Nel periodo de l'Impressionismo gli artisti pretesero di rappresentare i fatti non com'erano ma come gli apparivano, cercando di descrivere le impressioni che glie ne derivava (da qui il nome). Esprimendosi - così me li figuro, faccio l'espressionista anch'io - con una mano con la quale tenevano la penna o il pennello e con l'altra che si tenevano la testa nello sforzo struggente di interiorizzare la realtà rappresentandone meticolosamente le suggestioni. Furono i cantori di una società vecchia, sazia e sfinita che da lì a poco sarebbe stata spazzata via. Estenuato, estetizzante, privo di nerbo e chiuso in se stesso, l'Impressionismo porterà la poesia a morire nell'ermetismo, la pittura a impazzire nell'astrattismo e la musica colta a liquefarsi nella atonalità. Nella pittura gli artisti più rappresentativi furono Degas, Monet, Cortot e Renoir, nella musica colta Debussy, Satie e Ravel, fra i poeti Verlaine, Baudelaire e Mallarmé mentre Marcel Proust lo sopra gli scrittori. Pur se frutto della cultura del tempo, la Ricerca proustiana è un capolavoro assoluto, un modello letterario originalissimo e un'opera inimitabile. Tutto questo non soltanto perché oggi non è neanche immaginabile che uno possa accingersi a un'opera tanto monumentale (è in otto libri, o sette quando, come nel volume che ho appena finito di leggere, i primi due, Dal lato di casa Swann e Un amore di Swann, vengono accorpati), quanto perché si tratta di una 'riflessione' che è il ritratto attento, completo, minuzioso e profondo - in quanto filtrato dalle impressioni dell'artista - dell'essenza di un'epoca. Per visione di vita, pulsioni e modo di scrivere lontanissimi sono l'uno dall'altro Proust e Balzac. I due che provenivano da situazioni familiari assai diverse vissero in periodi storici differenti. Quanto Balzac è ruvido, sanguigno e popolaresco tanto Proust è aristocratico, sottile e raffinato, tuttavia la Ricerca richiama l'imponente vastità della Comedie Humaine, e in entrambe le opere i personaggi, che sia qui che lì vivono con tutti i seg

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