La strategia dell'Ariete

Kai Zen

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 6 marzo 2007
Pagine: 452 p., Brossura
  • EAN: 9788804564317
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Descrizione
Un romanzo storico collettivo a forte valenza politica, un'avvicente cavalcata nel tempo sulle tracce di "Q" di Wu Ming. Un'ombra attraversa il Tempo: dall'antico Egitto, dove ha avuto origine, un pericolo minaccia il destino dell'Uomo. Un segreto custodito nei millenni da chi ha scelto di non avvalersi della sua potenza distruttrice. A Shanghai, anni Venti, sullo sfondo di una situazione storica e sociale caotica, tra la fine di un impero antichissimo e le prime mosse del neonato partito comunista cinese, si muove Shanfeng, giovane servo fedele del professor Einrich Hofstadter: uno scienziato giunto in Cina seguendo le tracce del terribile Respik di Seth, ribattezzato nei secoli come AI-Hàrith, l'Ariete, l'appellativo di Satana nel Corano. Shanfeng però è anche uno dei migliori sicari della società segreta della Triade, che controlla gli affari sporchi di Shanghai e si vedrà costretto a fuggire contribuendo, in modo quasi inconsapevole, alla diffusione di AI-Hàrith nel mondo. Il segreto del Respiro di Seth passerà per le mani dello spietato e decadente figlio del professor Hofstadter, Dietrich, che ne farà strumento per le sue ambizioni prima a Berlino negli anni '30 e dopo in un cupo laboratorio perso nella giungla amazzonica, sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Qui si compirà il suo destino. Ma il maleficio di AI-Hàrith ricomparirà anni dopo in USA... Kai Zen è un ensemble narrativo nato nel 2003. I suoi membri sono Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa, Aldo Soliani.

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Recensioni dei clienti

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    Pablito

    11/11/2008 10:56:11

    Gran bel libro... ho faticato un po' all'inizio ad entrare dentro il romanzo ma poi dopo circa 100 pagine le parole hanno preso un significato e la storia mi ha preso molto e come ti capita solo in alcuni libri sono diventato frenetico nella lettura per arrivare alla fine. Come spesso mi capita al termine di un bel libro ho provato una senzazione di completezza. Ho trovato alcune analogie con alcuni romanzi di Valerio Evangelisti e del collettivo Wu Ming...mi sono impersonificato nei vari personaggi trovandomi pienamente a mio agio in Shanfeng. L'idea della bramosia del potere di poter dominare la mente umana non è certo nuova ma farla rientrare nel "respiro di Seth" mi è sembrata davvero una bella trovata che regala al romanzo un tocco di mistero che si aggiunge alla bellezza di una trama di per se molto avventurosa.

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    eli

    03/11/2008 10:37:22

    L'anello di congiunzione tra Umberto Eco e Valerio Evangelisti

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    Lavinia

    30/10/2008 19:06:37

    E' stato uno dei pochissimi libri in vita mia che mi ha sconfitta, costringendomi a saltare capitoli interi e passare direttamente alla fine. Perchè, nonostante l'idea di base sia molto, molto buona, lo sviluppo è pesante, a volte inconcludente, confusionario. Che senso aveva intingere la trama principale di tutte quelle vicende politiche? Non avevano alcuna importanza effettiva -certo, introdurre il periodo storico, sì, anzi quello è fondamentale, ma capitoli su capitoli sulla mafia cinese, ad esempio? Ma dai...- e non hanno fatto altro che appesantire la trama più di quanto non lo fosse di per sé; lo stile non è affatto male, anche se effettivamente anche io ho trovato le descrizioni e i personaggi atoni e freddi, e non mi dispiacciono affatto, come hanno detto in molti, gli sbalzi improvvisi da un'epoca all'altra, anzi, sono stati interessanti. Ma per il resto, è un libro veramente tedioso, che avrei apprezzato sicuramente molto di più senza quelle duecento pagine che dilatano troppo la narrazione. Peccato.

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    Sara Marcon

    25/09/2008 18:24:08

    Letto in colpevole ritardo. Se lo avessi scoperto prima avrei evitato alcune letture estive tediose. Ottimo romanzo, divertente, mai banale, a tratti profondo ed epico. Come abbiano fatto gli autori a coniugare avventura, fantastico, storia e critica del presente lo sanno solo loro... Per chi non lo avesse ancora letto un solo consiglio recuperate questo libro e non ve ne pentirete. Astenersi "bestselleristi", lettori poco attenti (alle volte richiede concentrazione) e pregiudiziosi... Una sola nota, forse la parte nordamericana e quella egizia, avevano bisogno di un guizzo in più di stile nella scrittura... È da quattro, ma gli do cinque in quanto opera prima. Attendo il prossimo.

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    Martina

    08/05/2008 13:58:12

    Ero partita piena di entusiasmo e aspettative ma sono rimasta delusa. I personaggi sono troppi e per forza mancano di caratterizzazione: non c'è nessun personaggio principale, nè minore in cui immedesimarsi o da "odiare". La trama è confusissima e non porta alla fine da nessuna parte. Tutto è trattato con superficialità e senza spessore nè approfondimenti. Si ha la sensazione che l'obiettivo degli scrittori sia stato creare a forza un'opera mastodontica e colossale, a costo di sacrificare il contenuto e lo stile. Ed è quello che è successo. Risultato: un'accozzaglia un po' forzata che non porta da nesuna parte. Peccato...

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    Luigi

    18/04/2008 15:48:36

    Reduce dai romanzi corali come Q o Manituana, non mi é sembrato vero che altri si cimentassero nell'impresa. Solo che al confronto...Troppa confusione! Ad un certo punto non si capisce più niente: si passa da un'età storica all'altra, dal padre al figlio in maniera così repentina che ad un certo punto non ci si capisce più nulla. Si nota troppo la mano di uno o l'altro degli autori, mentre in Q la scrittura era veramente corale.

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    Perseo

    09/01/2008 16:45:12

    Io invece l'ho letto dopo Manituana. Molto meglio questo di Kai Zen. Più freschi, originali e divertenti anche se con spessore. Uno pari, palla al centro.

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    Valentina

    19/10/2007 19:10:52

    Mi sono lanciata nella lettura di questo libro subito dopo aver finito "Q", e forse non è stata un'idea geniale, perchè il confronto con il volume dei Luther Blissett/Wu ming lo vede uscire un pò acciaccato... Ad onor del vero l'idea di partenza mi è sembrata molto buona, ma gli scrittori non sono riusciti a creare una fluidità armoniosa tra i vari stacchi temporali, se non dopo la metà dell'opera. Questo è a mio avviso il limite più evidente del romanzo, che per il resto trovo comunque apprezzabile e sufficiente.

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    marti

    13/09/2007 11:18:13

    mi è capitato in mano questo volume per caso ed ero un pò scettica, come spesso mi accade.. e invece WOW! bellissimo romanzo! ho letto rapidamente qualcosa degli altri commenti- non lasciatevi ingannare: qui si tratta di voglia di raccontare, di divertire, di mettersi in ballo con qualcosa di grande e farsi il mazzo per farlo quadrare.. e che qualità! ce ne fossero di progetti simili qui da noi.. un lavoro mastodontico e da applausi

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    Filippo

    28/08/2007 18:01:58

    Una cocente delusione: la “politica” letteraria e lo spirito del gruppo facevano ben sperare, ma questo "Strategia dell’ariete" delude sotto ogni punto di vista. Innanzitutto lo stile: piatto, senza alcuna invenzione. L’unica particolarità sono due capitoli resi teatralmente, idea che in Stephenson (a cui forse i KZ si sono ispirati) ha un senso (vicenda ambientata nel '600, resa teatrale “elisabettiana”), qui per nulla. I dialoghi sono senza carattere e le descrizioni fredde, quasi burocratiche. I personaggi (tutti ambigui nella poca definizione) non conquistano e non scatta alcuna empatia: nessuno è particolarmente caratterizzato, se non nella sua natura sfuggente (il lettore entusiasta di Shelley non so cosa legga abitualmente, ma questo è un personaggio francamente inesistente). La trama poi è il flop più clamoroso: ripetitiva, frustrante e inconclusa, narra l’inseguimento per 4500 anni del terribile Respiro di Seth, che renderebbe catatonico chi lo inala. Forse gli stessi autori ne sono rimasti vittima perché né lo smontaggio temporale né l’infilare a forza Mao, nazisti, CIA, NSA, Cheope e infine l’ultima amministrazione USA, rendono la vicenda avvincente. Boh: male male.

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    Giaco

    27/07/2007 22:13:27

    concordo con beppe...un romanzo corale con una trama non banale e teoricamente avvincente...ma la scrittura è,a mio parere, piatta,senza guizzi,monocorde,priva di un minimo di originalità e di stile.La storia in sè è affascinante e attraente,eppure,fin dalle prime pagine, ho percepito una sensazione di distacco,di lontananza che non mi ha più abbandonato.Personaggi che non conquistano e che sfuggono in continuazione,come se non volessero farsi "conoscere".Per quanto mi riguarda i Wu Ming,piacciano o non piacciono,son di un'altro livello.

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    Cri

    25/05/2007 15:31:56

    Dei libri che ho letto nell'ultimo anno, sicuramente è stato quello che mi è piaciuto di piu'. Al di la' della mole iniziale, come ha detto qualcuno, scorre come un bicchiere di cognac dopo la prima sorsata: l'impatto con personaggi e piani temporali diversi nelle prime pagine preoccupa, ma poi ti risucchia e ti coinvolge. Ho passato notti intere sveglia perchè volevo vedere come andava a finire. Non condivido quello che ha detto beppe: personaggi e momenti hanno tutti un'utilita' all'interno della trama. Oltre al contenuto, è scritto veramente molto bene, linguaggio curato e stile sciolto. L'ho consigliato e lo consiglierei - perchè poi, al di la' di tutto, il finale ti toglie il fiato.

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    Rupertus Spes

    22/05/2007 23:38:40

    Un’opera splendida la cui trama, articolandosi in un brillante gioco ad incastri, si dipana addirittura nel corso dei millenni in soluzioni sempre lineari e coerenti, senza mai avvitarsi su se stessa. La lettura (piacevolissima!) scorre limpida ed impetuosa come le acque cristalline di un torrente di montagna. L’abilità costruttiva degli Autori è grande. Pertanto “La Strategia dell’Ariete” si rivela essere un’opera di ampio respiro e di grande freschezza. Un'opera che non invecchia e che non muore con la fine della storia, rifluendo invece in mille rivoli pronti a sgorgare all'improvviso in ogni luogo, oltre le barriere dello spazio e del tempo. La molteplicità dei personaggi, la complessità dei profili psicologici, contribuiscono a rendere la trama qualcosa di vivo, dalla pulsante vitalità, che impernia la narrazione... ne pervade l'essenza... e che non può non contagiare anche il lettore più smaliziato. Insomma, è un piacere tutto da leggere!

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    massimiliano capra

    16/05/2007 15:13:18

    Una storia avvincente, ben scritta, documentata, che va nel solco della letteratura stile Wu Ming e Valerio Evangelisti. Anzi, a mio giudizio questo libro è molto simile a quelli di Valerio Evangelisti, proprio perchè crea un mondo di regole, fatti, accadimenti che va a colmare i vuoti della storia e lascia spazi per future successive creazioni che potranno incastrarsi nell'alveo di questa storia. Un pò come per l'Inquisitore Eymerich. Un'opera che ha una propria originalità, una propria completezza, una propria autonomia con una caratterizzazione dei personaggi valida, sia per quelli principali come Shanfeng e Hofstaeder, sia per altri personaggi "minori" che hanno avuto una caratterizzazione a tutto tondo, ben articolata, di spessore, che li rende vivi e umani. Un apprezzamento particolare per Shelley Copeland, "creata" davvero bene. Ho apprezzato le velate bordate agli Stati Uniti, messe qua e là, sulle quali mi sento concorde. Un progetto ambizioso. Attraverso i secoli. Unitario come resa finale, ma variegato nei vari mondi esplorati. Trovo questa forma narrativa il presente e il futuro di una letteratura di "genere", intendendo con tale termine il fatto che questo libro appartiene ad un genere suo, che non so definire con un solo termine, ma che riunisce elementi del romanzo storico, fantastorico, a tratti Noir, hard boiled, un pò spy-story etc. Ma è anche un romanzo di narrativa con la "N" maiuscola, in cui si narrano sullo sfondo vicende umane, passando con disinvoltura tra i secoli e i luoghi, creando credibili e avvincenti trait-d'union, che lasciano comunqe spazi aperti a infinite narrazioni collaterali. Ottima l'idea di creare una narrazione atemporale, incastrata però, dal punto di vista narrativo del lettore, alla perfezione. Mai una caduta di stile o un calo di tensione. Belli anche gli spunti finali sul post 11 settembre. Dopo tutto, Historia se repetit .... Idee chiare e ben sviluppate.

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    Andrea

    24/04/2007 00:25:06

    Il romanzo scorre molto bene, la mole imponente è solo un'impressione. Il libro è come un treno, pieno di vagoni carichi, ma che segue il suo binario, compatto e senza indecisioni. E' pieno di rimandi, di percorsi possibili, ma rimane sempre molto comprensibile e semplice da seguire. E' complesso, ma non complicato e ben costruito. Ha uno stile e delle tematiche molto originali, soprattutto per la letteratura italiana, sempre troppo legata a certe tradizioni. Mi è piaciuto il fatto che non esiste un confronto tra un grande protagonista buono e un grande antagonista cattivo, attorno ad Al-Harith le facce e le personalità vanno e vengono (a parte Shanfeng che fa un po' la parte del 'portatore dell'anello'). C'è luce e buio in ogni personaggio e bisogna stare molto attenti a non affezionarsi troppo a qualcuno. Quando cominci a pensare di un personaggio "ecco che prende palla e va fino alla meta", poi muore dopo poche yard. Un romanzo corale in molti sensi. Io penso che ci sono in giro scrittori celebri e celebrati che hanno 'opere prime' molto meno convincenti di questa. Un ottimo inizio.

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    Patrizia

    05/04/2007 16:41:25

    L'ho finito questa mattina. Che dire? Non riuscivo a staccarmi. Qualche tempo fa una persona mi ha detto che ogni romanzo che leggiamo (o decidiamo di scrivere) è, in fondo, riconducibile a un viaggio. Beh, per questo libro è verissimo. La strategia dell'ariete è un viaggio nella storia e, soprattutto, nell'animo umano. Ne scruta debolezze, ambizioni, paure, illusioni e disillusioni. Un viaggio imperniato su Al-Hàrith, talmente "fantastico" da diventare del tutto verosimile, soprattutto con quel finale. Scrivere a otto mai (e non sei) credo non sia semplice, ma se il risultato è questo, ben venga la scrittura collettiva. Non mi dilungo oltre. Leggetelo!

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    federica lucente

    26/03/2007 22:16:57

    Eccezionale...veramente. Molto bella la storia e gli intrecci. Azzecchati i personaggi principali con i loro chiaroscuri caratteriali. Incredibile poi, la ricerca storica che da un respiro epico al racconto nel suo insieme. Lo consiglio a tutti.... ...Ma se invece la continuassimo con la "moda" di scrivere in compagnia???

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    daniela

    26/03/2007 16:54:08

    magnifico! il miglior romanzo d'avventura italiano degli ultimi anni.. grande storia, gran respiro, intreccio azzeccato, finale da urlo: bello bello, forse troppo bello per essere un debutto! attenti kai zen... :)

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    pippo

    26/03/2007 15:55:31

    Un bel libro invece, solido e professionale. Mi è piaciuto e lo consiglio. E se la smettessimo di smontare un libro solo perchè l'autore (in questo caso gli autori)è italiano?

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    Miriam

    26/03/2007 08:58:22

    Ho trovato il libro dinamico e accattivante. Un puzzle intrecciato di tante epoche e luoghi, che si avvicinano e si allontanano, ma che racchiudono sempre e solo lo stesso obiettivo. Il raggiungimento di Al Hàrith. Ottima la descrizione dei personaggi nell’aspetto, nel gergo e nella personalità (anche quelli femminili malgrado gli autori siano quattro uomini). Un’avventura appassionante che si attorciglia e si snoda in un arco temporale di secoli, dove il vortice di immagini e situazioni spiacevoli e spietate si susseguono, calando il lettore nello stesso complotto. Scrittura scorrevole e incalzante. Mai banale per i continui e repentini cambi di tempo e luogo che richiedono concentrazione e attenzione.

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