La strategia di Bosch

Michael Connelly

Traduttore: A. Colitto
Editore: Piemme
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 10/05/2016
Pagine: 372 p., Rilegato
  • EAN: 9788856653816
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Recensioni dei clienti

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    Natalie

    01/03/2017 10:25:42

    Partiamo dal presupposto che io amo alla follia Connelly! Questo libro ha come protagonista il grande Herry Bosch, la storia è stata molto scorrevole ma poco accattivante purtroppo. Io adoro le emozioni forti quindi per me ci sono stati pochi colpi di scena nella storia, ma nel complesso direi che è un libro molto carino da leggere!

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    Francesco

    23/02/2017 17:33:42

    Ho letto tutti i libri con Harry Bosch e già acquistato "il passaggio". Quest'ultimo per fortuna ha critiche entusiaste perchè "La strategia di Bosch" è stata una grossa delusione : lentissimo e non mi ha mai "preso" come accadeva in tutti i romanzi di MC.... ok che non amo "i casi fredi" ma questo è proprio pessimo....

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    archipic

    19/10/2016 13:59:07

    Non male quest'ultima avventura di Bosch; non eccelle in quanto a ritmo, personaggi e attività di indagine particolare ma non annoia il lettore. La storia è interessante nell'intreccio tra politica, immigrazione e american way of life. Un romanzo che non lascia il segno davvero in pieno ma che si può leggere.

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    paolo

    25/09/2016 10:23:52

    Piu'che un thriller sembra un reportage giornalistico di un fatto di cronaca sera asettico e privo di pathos.quanta differenza tra questo Connelly e quello di romanzi come il poeta la memoria del topo etc.Sembra scritto da un altro.In complesso proprio bruttino.

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    Isa

    03/08/2016 10:41:47

    "Il suo istinto non aveva sbagliato. Quelli bravi avevano uno spazio vuoto, dentro di sè, dove c'era sempre un fuoco acceso. Per qualcosa."

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    Brunella

    18/07/2016 19:25:33

    Appena finito di leggere, a mio parere uno dei migliori romanzi di Connelly

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    marcello

    26/06/2016 14:44:26

    Molto buona questa duplice line investigativa che porta ad uno scontro fra legge e morale, prove e condanne, metodi di polizia e burocrazia interna degli incapaci. Pur sospeso tornerà ?

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    nanni

    09/06/2016 14:43:19

    Lettura scorrevole, trama avvincente. L'autore si conferma, nella narrativa thriller/noir, fra i migliori del ventennio

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    Aris-34

    31/05/2016 20:29:56

    Connelly sta tornando ! Dopo l'ultima eccellente prova con M Haller protagonista, anche questo romanzo con Bosch finalmente ritorna a livelli elevati. Per gli appassionati di Connelly da non perdere.

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    Rory

    26/05/2016 11:11:33

    Pur non essendo assolutamente un'amante dei thriller o dei polizieschi, devo confessare che questo libro mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine.

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    furetto60

    23/05/2016 09:11:25

    Comincio dall'edizione originale: il titolo è The burning room, per motivi che appaiono presto evidenti, in copertina appare una fiamma. In italiano l'editore mette una persona che guarda all'esterno da un'enorme vetrata (?) e il titolo serve da richiamo per far capire, a qualsiasi scanso di equivoci, che il "prodotto" riguarda l'amato Bosch, e poco conta che "la strategia" non abbia alcun significato. La copertina, tolta la sovraccoperta, è di quelle che si sporcano con un niente. La S&K non è nuova a performance del genere, sempre a 20 euro. Per fortuna il romanzo non è male: armato della sua consueta prosa asciutta, MC imbastisce una doppia vicenda intrecciata senza indulgere nei nostalgici sentimenti che affliggono un poliziotto ormai prossimo alla quiescenza. Il nuovo personaggio di Soto è interessante, peccato che la figlia di B. abbia un ruolo più che marginale. Il finale è di quelli che si ricordano. Non ci resta che attendere il seguito.

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    Fabio

    21/05/2016 14:12:32

    Torna Connelly, torna Bosch e torna un buonissimo thriller. Il romanzo inizia lentamente poi, pagina dopo pagina, cresce di ritmo e intensità, con il classico stile investigativo tipico di Bosch, fatto di indagini a tavolino, interrogatori e intuizioni. I casi da sbrogliare, alla fine, sono due, in cui si intrecciano politica, questioni razziali e lo sfondo è quello di una Los Angeles più corrotta che mai. Lo stile di Connelly è sempre avvincente e scorrevole, anche se l'autore ha scritto romanzi ben più avvincenti e con una trama meglio gestita; qui, in verità, colpevoli e indiziati sono solo la cornice ad un libro che, secondo me, aveva ben altre finalità, forse difficilmente comprensibili e poco interessanti per un italiano o per chi non vive le realtà americane profondamente. Thriller che, ad ogni modo, si legge piacevolmente e che diventa sempre più coinvolgemte capitolo dopo capitolo. Consigliato a chi ama Bosch, a chi vuole seguire le sue vicende, consapevole dei suoi metodi non sempre ortodossi contro i giochi di potere e le dimaniche politiche che non sempre cercano la verità. Se, invece, si vuole iniziare a conoscere questo anti-eroe, meglio partire da altri romanzi, ancora meglio se dai primi: LA MEMORIA DEL TOPO, GHIACCIO NERO e LA BIONDA DI CEMENTO. Ad ogni modo, promosso Connelly dopo questo suo romanzo, anche se non a pieni voti.

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Un gioco di scatole cinesi, un insieme di personaggi straordinari e, ancora una volta, il ventre segreto di Los Angeles. Un grandissimo romanzo.

Bosch sapeva benissimo che i morti erano morti e non soffrivano più per le crudeltà della vita, ma ciò nonostante pensava che a un certo punto si dovesse dire basta. La morte non doveva essere un sollievo dalle torture dell’esistenza?

La pensione è vicina, Bosch. Ti manca solo un anno alla Casi Irrisolti e poi ti lasceranno a casa. Lassù nella tua tana sulle Hollywood Hills, dove ti immaginiamo meditabondo sul divano, con una fresca bottiglia di Anchor Steam a portata di mano, ad ascoltare tutto il jazz che riterrai necessario. Magari partendo dallo sferragliante fraseggio del sax di Art Pepper, uno che ne ha passate tante, addirittura più di te.

Prima però un ultimo caso e l’ennesimo partner da formare, Lucia Soto, i cui meriti per la promozione a detective sono stati in ordine: non essere bianca, parlare la lingua del Cervantes ed essere sopravvissuta a una sparatoria che ebbe una grande copertura mediatica. L’heroína con la pistola è telegenica e in dipartimento c’è sempre un gran bisogno di eroi, o presunti tali, da dare regolarmente in pasto ai media, soprattutto se in giro c’è Zeyas, il sindaco di Los Angeles, che si candida a governatore e ha un bisogno disperato di convincere l’elettorato ispanico. La Soto in realtà è anche brava, ma a Bosch duole un po’ ammetterlo, l’età comincia a farsi sentire.
Anche la nuova indagine ha un risvolto politico. Con la diminuzione degli omicidi a Los Angeles, il Dipartimento ha il tempo di rispolverare gli archivi. Viene recuperato un caso molto particolare che forse trascende la categoria di omicidio. Dieci anni sono passati dal giorno in cui una pallottola vagante trapassò una vihuela, ferendone il suonatore, el señor Merced, un voluminoso mariachi scampato miracolosamente alla morte. Forse per lo sventurato il decesso sarebbe stato preferibile, infatti la pallottola, non potendo essere estratta, gli è rimasta in circolo avvelenando gradualmente il corpo. Prima gli furono amputate le gambe, poi un braccio, infine, dopo dieci anni di agonia, la morte per sepsi. Insomma un gran macello.
Normalmente la triste sorte di un mariachi passerebbe inosservata, ma il caso fu strumentalizzato a suo tempo dal sindaco, durante la sua prima campagna elettorale, per denunciare l’aumento della criminalità. Merced esponeva il proprio corpo martoriato al pubblico ludibrio, presentandosi ad ogni convention con il folkloristico vestito da mariachi, lo stesso della sparatoria, ancora insanguinato, perché il sangue crea consenso, in un tripudio del cattivo gusto.
Il sindaco ora ha bisogno che venga trovato il colpevole, nonostante i dieci anni di distanza dall’avvenimento. Sarebbe manna caduta dal cielo per la sua campagna elettorale. Bosch avrà il tempo di sgrezzare la Soto, districarsi dal marasma mediatico e resistere alle incessanti pressioni politiche? Per fortuna c’è il jazz a fine del turno, forse per rilassarsi è meglio ascoltare Kamasi Washington. Appartiene alla nuova generazione ed è molto promettente, un po’ come la nuova partner. Che sia pure lei in grado di raccogliere il timone e onorare la tradizione dell’unità Casi Irrisolti?

Michael Connelly è una delle più grandi star della narrativa americana, ma anche in Italia è riuscito ad affermarsi. Ogni suo libro viene accolto con entusiasmo, soprattutto quelli della serie di Harry Bosch, giunta al diciassettesimo capitolo e ora arricchita da una fortunata e riuscita trasposizione televisiva. Connelly ne cura infatti la sceneggiatura, un’assicurazione sulla bontà del progetto, ma anche un’occasione per l’autore di sperimentare con il proprio stile e ringiovanire, nella controparte cartacea, una saga di comunque ottima qualità ma che da qualche anno girava un po’ a vuoto.
La strategia di Bosch - The Burning Room il titolo originale - è quindi un raro esempio di come la tv e letteratura possano dialogare con successo e arricchirsi a vicenda, perciò è consigliatissimo ai fan di lunga data per la divertita caratterizzazione di un Bosch sulla via del pensionamento, ma anche a quelli che si avvicinano per la prima volta, incuriositi magari dall’interpretazione televisiva del fascinoso e ottimo Titus Welliver.