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Studi gramsciani nel mondo 2000-2005

Curatore: G. Vacca, G. Schirru
Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2007
Pagine: 345 p., Brossura
  • EAN: 9788815118226
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    Adriano Zanon

    08/01/2008 12.31.16

    Il punteggio alto è dovuto al primo saggio, la traduzione di un testo che Amartya Sen ha presentato in occasione del ventennale della morte di Piero Sraffa, cioè nel 2003. Fin dal titolo ('Sraffa, Wittgenstein, and Gramsci') si coglie che l'oggetto principale è Sraffa, non Gramsci, e infatti l'economista indiano analizza soprattutto il pensiero di Sraffa e l'influenza di costui sul Wittgenstein di Cambridge. Ma nel confermare il ruolo fondamentale del torinese Sraffa sulla 'conversione' filosofica del viennese Wittgenstein, il nostro amico indiano Sen congettura che le fonti di tale cambiamento si trovino proprio nel pensiero del sardo Gramsci. Sen porta anche la sua testimonianza diretta di colloqui con Sraffa, quando studiava a Cambridge. La congettura e la testimonianza sono suggestive, ma scandagliando tra i libri lasciati da Sraffa alla Trinity Library si potrà notare che l'economista aveva una sua dimestichezza con la tradizione filosofica italiana (Vico, Labriola, Croce), quella che gli permetteva di considerare 'rather obvious' la critica al Witgenstein del 'Tractatus'. (Un punto in meno perché 'rift' - cioè frattura, spaccatura - viene tradotto con 'allontanamento', neanche Don Abbondio avrebbe avuto tanta prudenza!)

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