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Giulio Angioni

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2015
Pagine: 155 p. , Brossura
  • EAN: 9788807041082

Recensioni dei clienti

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    adriabel

    04/01/2016 13.27.30

    Di questo autore tempo fa ho letto "Le fiamme di Toledo", duro da incominciare ma poi sempre più grandioso. Questo "Sulla faccia della terra" prende subito nelle spire di una storia potente, avvolgente, in un'ambientazione, lo Stagno, che è insieme protagonista, salvezza e dannazione del manipolo di scampati che avventurosamente vi si rifugiano. E, miracolo, questa vita solitaria nell'isola della salvezza non si rivela una distopia, ma una vera salvezza dalla distopia storica che la avvolge e la nega. Un racconto straordinario e visionario.

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    baranta

    21/08/2015 10.08.52

    Giulio Angioni in questo romanzo ci diverte molto seriamente con alcuni dei topoi più potenti della narrativa di tutti i tempi, a cominciare dalla narrazione storica, al tema dello scampo (nell'isola disabitata, nell'isola di utopia), al day after una grande catastrofe, al racconto a cornice. E soprattutto racconta di un passato lontano per parlare di cose di oggi, forse di sempre, ma qui un tale sempre è messo in questione proprio perché uno dei temi di fondo è che un altro mondo è invece sempre possibile sulla faccia della terra, e guai a smettere di pensarlo, specie quando pensarlo e farlo è necessario e inderogabile. Inedita è questa vita di stagno, inedita è questa Sardegna dei tempi danteschi del conte Ugolino.

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    claudy

    02/06/2015 18.27.45

    Un libro straordinario, per tipo di scrittura e per i modi in cui riprende innovandoli alcuni grandi topoi della narrativa occidentale (o mondiale), dal tema dello scampo di pochi dopo una tragedia collettiva alla salvezza nell'isola appartata, all'utopia di una vita migliore possibile altrove nel mondo. La storia è ambientata in un medioevo nei tempi del pullulare di eresie egualitarie. Ma tutto questo qui è sempre puro racconto, con personaggi inediti, con un ritmo affascinante e un sottofondo di riflessività sul nostro mondo di oggi.

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    Lolli

    28/05/2015 14.55.33

    Non riesco a finirlo.. Che noia!E' vero, come altri hanno commentato, che la scrittura di questo autore è colta, ricercata. A tratti, secondo me, anche pesante e forzata nella ricerca di originalità. Alcune intuizioni sono molto belle, ma trascorrono numerose pagine, prima di incontrare la successiva. La storia è banale, ripetuta ormai una infinità di volte in tante altre occasioni. Mi spiace terribilmente, ma lo depongo per un po'. Lo riprenderò in mano e lo concluderò dopo aver letto qualcosa di veramente soddisfacente, sebbene manchino pochissime pagine al termine. Allora, nutrita di uno scritto che mi abbia saziato il cuore e l'intelletto, riuscirò a accontentarmi di questo romanzo.

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    ludschen

    18/03/2015 13.26.29

    Davvero sorprendente e avvincente dall'inizio alla fine, quest'avventura collettiva, raccontata settant'anni dopo i fatti, di un gruppo di scampati alla distruzione della loro città, rifugiati in un isolotto di laguna ex lebbrosario. Bisognerà riuscire a fare comunità giovani con vecchi, sani con malati, cristiani con ebrei e musulmani, nobili con servi, di varia provenienza nella Sardegna del 1200, ai tempi e nei luoghi del conte Ugolino.

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    andara

    24/02/2015 19.55.40

    Scrittura e ritmo incantevoli, anche per stringatezza. E sorprese a non finire. Peccato che finisca presto questo storia davvero sorprendente per fatti, personaggi, ambientazione storica e geopolitica: una laguna nella Sardegna del dugento disputata da Pisa e Genova. Resto anche curioso di vedere che mai fortuna avrà. Per me ne merita eccome. Provare per credere.

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    cossil

    24/02/2015 19.05.00

    Scrittura essenziale, densa, coinvolgente, colta. Tragico e tenero, a volte ti sorprende il comico. Un libro che si installa nel cuore e nella mente. Un viaggio nel tempo che ci consegna la lezione impagabile di quanto siamo e valiamo ora, e che ci dice che niente o poco è cambiato da allora, qui sulla faccia della terra. Nel chiuderlo alla fine mi sono emozionata come mai finora con un libro.

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    Mabris

    21/02/2015 12.40.01

    Non tante pagine, ma densissime, piene di fatti e di personaggi, tanto antico-medievali quanto di una incombente attualità. Tra gli altri interessanti personaggi, due indimenticabili figure femminili, Akì e Vera. Soprattutto sorprendente la vita di espedienti nello Stagno, un day-after del passato tanto più interessante di quelli inventati per il futuro. Dispiace solo che Angioni non ci racconti di più, molto di più. L'idea vale un sequel, in tempi di isole dei famosi, un'umanissima isola degli scampati.

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