Artisti: Sidh
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Felmay
Data di pubblicazione: 18 maggio 2009
  • EAN: 8021750815128
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Descrizione
Artista algerino da tempo trasferitosi in Italia, SIDH prosegue nella sua personale rielaborazione della tradizione del paese da cui proviene. Nel 2006 la prima incisione per la nostra etichetta, Lila (fy 8123), ne aveva fatto conoscere e apprezzare l’indiscutibile talento nel far convivere sotto uno stesso tetto l’eredità gnawa con le sonorità moderne che viaggiano sulle rotte del Mediterraneo e oltre. A tre anni di distanza SIDH ha prodotto un nuovo disco, Sultana, che ne riconferma la statura artistica e si rivela ricco di sorprese. La sua voce-guida corposa e insieme morbida e fascinosa dà rilievo e sostanza a tutti e quattordici i brani dell’incisione, costruiti sovente attorno alle sonorità del gumbri (assimilabile a un basso acustico, con la cassa di legno e le corde ricavate dalle interiora degli animali), delle qraqeb (nacchere di metallo di grandi dimensioni che costituiscono la base ritmica della musica gnawa) e del bendir (un tamburo a cornice), strumenti suonati dallo stesso SIDH. Sultana peraltro è un lavoro collettivo a cui tanti artisti hanno prestato la loro opera, a cominciare dai nostri Renato Vecchio (sax, flauto, duduk, ciaramella) e Riccardo Manzi (bouzouki, chitarra elettrica) – entrambi già presenti in Lila – cui si aggiungono, a dare ulteriore profondità alla scena, Abdelfattah Kehailich (percussioni, guellal, darabuka), Stephen Coy (basso elettrico), Hamid Rass El Djbel (tastiere, fisarmonica) e Roberto Pucci (batteria). Numerosi e qualificati gli ospiti (Andrea Sammartino, organo; Greta Panettieri, voce; Belkacem Lahiani, basso acustico; Zaki Bedaida, chitarre; Hamidou Hamam, banjo, oud; Mohand Lahiani, voce; Youcef Grim, darabuka; Allal Belakhdar, tastiere; Malek Belkhoudja, violino; Valerio Antognelli, sax tenore; Abderazzak Allal, batteria) con il compito di caratterizzare con originalità ogni singolo brano e indirizzarlo verso differenti sfumature di stile. Alcune tracce sono intrise di profonda spiritualità e pervasi da un sentimento ecumenico, altre non mancano di toccare i problemi della contemporaneità e di chi soffre o ha sofferto per questioni politico-sociali. Ma nelle musiche di SIDH anche il privato ha la sua importanza, come testimoniano gli inni all’amore e i canti intesi a esplicare la forza dell’amicizia.