Traduttore: C. Mastrangelo
Curatore: R. Torella
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 1 febbraio 2011
Pagine: XIX-256 p., Brossura
  • EAN: 9788806202903
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Descrizione
Vale per il tantrismo un'immagine che ricorre di frequente nei testi sapienziali, quella di un elefante e dei ciechi che lo attorniano curiosi: ciascuno crede di essersi fatto un'idea precisa di ciò che ha davanti e lo identifica chi con la proboscide, chi con una zanna, chi con un orecchio... È il tantrismo da intendersi come un movimento socio-religioso che ha fortemente caratterizzato tutta la civiltà indiana dal medioevo fino ai nostri giorni, oppure come una delle vette assolute del pensiero e della spiritualità universali, o forse solo come una sofisticata iniziazione alla trasgressione sessuale? Uno dei molti meriti di questo libro è di presentare per la prima volta il fenomeno tantrico in tutta la complessità che gli è propria, inserendolo in una prospettiva molto ampia, in cui a ognuna delle sue dimensioni è resa giustizia: storica, testuale, religiosa, filosofica, antropologica, senza tralasciare di analizzare i vari modi in cui il tantrismo è stato percepito in India e in Occidente, e il suo intenso quanto problematico impatto sull'esperienza spirituale contemporanea in Europa e negli Stati Uniti.

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Il libro è un'eccellente introduzione al tantrismo di area induista, aggiornata ai più recenti orientamenti specialistici (si pensi soprattutto al rilievo riservato ai lavori di Alexis Sanderson). Il titolo italiano suona più generico di quello francese, Comprendre le tantrisme. Les sources hindoues, che meglio spiega perché al tantrismo buddistico sia dedicato poco più di un cenno. L'autore, specialista di tantrismo di area śākta e śaiva (i culti dedicati rispettivamente alla Dea e a Śiva), dedica forse un po' poco spazio ai testi vaisnava (il culto dedicato a Visnu), soggiacendo a un pregiudizio secondo il quale tale ambito sarebbe più povero dal punto di vista speculativo rispetto agli altri due orientamenti sopra citati. Altri pregiudizi sono invece evidenziati e sottoposti a critica, come quello della supposta marginalità del tantrismo nel mondo religioso e filosofico indiano: si tratta invece di una posizione assolutamente centrale, soprattutto per l'induismo medievale e poi moderno e contemporaneo, intriso di religiosità tantrica fin dalle fondamenta del culto quotidiano, nel passaggio dal sacrificio di eredità vedica al culto di venerazione e adorazione templare, la pūjā, che è interamente tantrica nella sua organizzazione e simbologia. Un eventuale rilievo all'impostazione di Padoux potrebbe forse essere relativo a una forse indebita sottovalutazione della scuola śākta della śrīvidyā, considerata meno tantrica rispetto ad altri orientamenti meno vedantizzati (forse anche questo è un pregiudizio da sfatare, vale a dire ritenere che il vedānta sankariano sia programmaticamente non tantrico o addirittura anti-tantrico, ma è un discorso che porta lontano, a partire da alcuni studi di Kaviraj. Il volume è utilissimo nel fornire una descrizione documentata e argomentata non solo del fenomeno tantrico nei termini della sua storia letteraria e testuale, ma anche delle principali pratiche (ovviamente anche sessuali), senza trascurarne la dimensione rituale, spirituale, verbale, corporea, con una precisa valutazione del fenomeno nella realtà indiana contemporanea, che non perde di vista il contributo degli studi occidentali nella costruzione (in senso antropologico) del tantrismo nell'immaginario collettivo indiano ed extraindiano. Alberto Pelissero