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Camilla Läckberg

Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2015
Pagine: 159 p. , Rilegato

9 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788831722452

Torna Camilla Lackberg ad allietare le nostre giornate anche se, per il momento, dovremo aspettare ancora un po’ per tornare ad apprezzare le avvincenti avventure di Erika Falck e Partick Hedstrom; Tempesta di neve e profumo di mandorle, infatti, è una raccolta di racconti della nuova regina del giallo proveniente dalla Svezia che, comunque, non fa rimpiangere la sua serie originale.
In questa raccolta, uno dei racconti vede come protagonista Martin Molin, giovane poliziotto e braccio destro proprio di Patrick: nel corso della cena di Natale, in cui Martin raggiunge l’isola di Valo per tenere compagnia alla sua ragazza Lisette, qualcosa va storto e Ruben Liljecrona, potente magnate svedese, viene ucciso.

L’isola è isolata da una forte tempesta di neve, quindi al giovane Martin Molin non resta che raccogliere tutto il suo sangue freddo e iniziare con le indagini, portate avanti in maniera un po’ “old school”. Il profumo di mandorle nell’aria non può che essere cianuro, usato per avvelenare il patriarca e porta con sè un’unica consapevolezza: il colpevole è sull’isola, insieme a loro.

Questa è solo una delle storie contenute in Tempesta di neve e profumo di mandorleche, come in ogni lavoro di Camilla Lackberg, ci portano ad analizzare ogni più piccolo risvolto psicologico dei personaggi coinvolti, come sempre la chiave che porterà alla risoluzione di questo e di molti altri casi.
La mano di Camilla Lackberg c’è e si vede: ogni pagina è minuziosamente studiata, in modo da tenere incollati i lettori alla storia fino alla fine, nella trepidante attesa di scoprire, finalmente, la verità. I fan di Camilla Lackberg possono dormire sonni tranquilli: anche se si parla di racconti, la scrittrice non ha certo perso il suo tocco magico!

Recensione di Sara Papetti


Sulle orme di Agatha Christie, in occasione dei suoi primi dieci anni di carriera Camilla Läckberg ha dato vita a una serie di racconti che, tema a lei caro, indagano le complesse dinamiche familiari, combinando adorabili scene d’intimità domestica all’inquietudine di oscuri segreti del passato.

Fuori, la bufera infuriava più violenta che mai, mentre vecchi segreti avevano cominciato ad agitarsi come creature mostruose sotto il pelo dell’acqua.

Il microcosmo chiuso di Fjällbacka, piccola provincia svedese immobilizzata dal freddo, fa da sfondo ai cinque racconti gelidi come la neve e amari come le mandorle della signora della crime fiction nordica. Camilla Läckberg continua a situare le sue storie nell’antico borgo di pescatori di aringhe, affacciato sul mar Baltico, luogo amato per le sue ambientazioni e tanto vicino alle tradizioni, alla chiusura familiare, da dare sempre l’idea che ogni famiglia, chiusa al caldo della propria casa, abbia qualcosa da nascondere.
Sono racconti avvelenati, vicende attinte dalla quotidianità, ma rese inquietanti dall’abilità della penna competente della Läckberg. Le vicende s’intrecciano nelle indagini del detective Patrick Hedström e dell’onnipresente compagna di una vita, la moglie Erica Falck, che si muovono tra elementi di thrilling e di dramma, alleggeriti da un certo dosaggio di commedia, tanto caro alle saghe di Camilla Läckberg.
Sono storie spesso familiari quelle macchiate di sangue svedese: un’ossessione coniugale risolta in alto mare, la ribellione di donne che per troppi anni hanno subito silenziosamente violenze domestiche, il dolore e l’umiliazione di un adolescente vittima di bullismo che incrocia la sua strada con un uomo tradito dalla propria moglie, un delitto domestico compiuto per una brutale avarizia. E infine l’ultimo racconto, quello che dà il titolo alla nuova uscita di «gialloSvezia» e che procede sulle orme della maestra Agatha Christie.
Ambientato alle porte del Natale, su un’isola magica e resa irraggiungibile da una bufera di neve, tra le mura domestiche della famiglia della fidanzata, Martin Molin (collega di Patrick Hedström), si ritrova a dover risolvere un mistero: l’assassinio dell’anziano patriarca di famiglia. Un solo indizio è chiaramente riscontrabile dai superstiti di quella tavola isolata nella bufera: un odore intenso di mandorle amare, un dejà vu che riporta alla mente il ricordo sbiadito dell’isola di Dieci piccoli indiani
La regina del giallo nordico continua a essere una conferma: la sua scrittura scorre rapidamente tra i ghiacci dei suoi luoghi magici, prendendo forma nella vivacità realistica dei suoi personaggi. E il fascino dei luoghi è ormai così presente che si accosta a essere caratterizzante tanto quanto i personaggi stessi. Il senso di attesa è ancora una volta quello previsto: la suspense è velata ma costantemente presente, e diviene quasi parte della quotidianità di queste realtà domestiche e delle complesse dinamiche familiari. Senza mai sfociare nel macabro, la Läckberg fa emergere i sentimenti più intimamente “domestici”, lasciando sempre aleggiare un oscuro disagio che riemerge da lontane vicende del passato.

Recensioni dei clienti

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    paola

    25/08/2016 11.41.47

    Che è un libro di racconti è ben chiaro quando lo si acquista. Sono però a mio pareri belli e ben scritti, soprattutto quello che dà il nome al libro. Ho inziato a leggere i libri della Lackberg dopo essere stata per caso a Fjallbaka qualche anno fa e devo dire che rende i luoghi e le atmosfere in una maniera magistrale. A me piace sempre molto. Certo un racconto, per la sua brevità può non piacere, soprattutto a chi come me ama i romanzi belli belli spessi, che ti accompagnano per giorni e giorni...

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    Daniela

    21/07/2016 22.28.10

    Che delusione! Adoro i gialli di Camilla, ma questo sembra scritto da un incompetente in materia letteraria. Banale e scontato, trame inesistenti. Sconsigliatissimo.

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    Charlie

    08/04/2016 18.06.21

    Personalmente detesto i libri di racconti, quindi figuratevi. Comunque quelli brevi risultano simpatici mentre quello che da il titolo al libro è senza capo nè coda. Mi piace molto la Lackberg, ma di questo libro ne potevo fare tranquillamente a meno.

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    Francesco

    31/03/2016 15.13.41

    è il secondo libro che leggo della Läckberg e penso l'ultimo. 160 pagine che sembrano 6000, i primi 4 racconti inziano e finiscono senza capo ne coda e senza nemmeno avere il tempo di focalizzare i personaggi. il quinto noiosissimo, privo di colpi di scena e non decolla mai.... libro lentissimo e insensato...

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    Emanuela

    31/03/2016 14.15.53

    Sono un'ammiratrice della Lackberg ma questo libro è proprio deludente non ha niente a che vedere con gli altri. Libro sconclusionato, 159 pagine che vi potete risparmiare di leggere

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    Agostino G.

    10/02/2016 15.14.04

    Niente a che vedere con i precedenti libri della stessa autrice. Storielle senza ne capo ne coda. Si avvicina ad una buona scrittura con il racconto finale, ma non entusiasma e non sorprende quasi mai. Il paragone con Agatha Crhistie è un generoso regalo fatto all'autrice.

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    Nick

    12/01/2016 09.12.12

    Operazione commerciale in stile natalizio con racconti della Lackberg ripescati dal passato e chissà da dove. L'autrisce scandinava scimmiotta Agata Christie e non le riesce neanche tanto bene. Piacevole come lettura ma Camilla Lackberg ci ha abituato a ben altri racconti e atmosfere. Il racconto che dà il titolo alla raccolta è veramente scontato che dopo poche pagine si conclude che la soluzione del mistero può essere una soltanto. Secondo me il racconto più bello è Il caffé delle vedove.

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    Mirna Rollandin

    09/01/2016 20.21.55

    Libro ben scritto?. ma sicuramente nulla a che vedere con le storie ben costruite e narrate come la sirena o il guardiano del faro. Diciamo un prodotto di Natale!!!

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    Maurino

    01/01/2016 19.26.09

    Prodotto di speculazione natalizia, molto lontano dai romanzi di alto livello che la scrittrice ci ha abituato. Nel complesso, in particolare nell'ultimo racconto, possiamo dare la sufficienza.

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    Antonella Soriani

    28/12/2015 09.15.24

    Sono un'accanita lettrice di gialli nordici e, in particolare, delle opere di Camilla Lackberg, che ho sempre apprezzato moltissimo. Devo però dire che questo suo ultimo libro mi ha deluso perchè privo di molte caratteristiche presenti negli altri: una trama articolata e coinvolgente, una narrazione che tiene col fiato sospeso fino all'ultimo, un finale inatteso e sorprendente. Questo libro, invece, sembra scritto in fretta, senza la consueta cura dei dettagli e solo per "fare cassetta". Si ha addirittura l'impressione che sia stato scritto da una mano diversa da quella dell'autrice. Spero vivamente che nei prossimi libri ritroviamo la scrittrice di alto livello alla quale eravamo abituati!

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    Bianca

    23/12/2015 09.47.20

    Ho trovato insolito ma non per questo disprezzabile questo nuovo racconto breve della Lackberg. Dissento subito da chi pensa non sia stato scritto da lei, il suo stile traspare continuamente. Inoltre la mancanza di flessibilità di chi si proclama suo fedele ammiratore e seguace mi sconcerta, appunto perché si apprezza questa scrittrice si dovrebbe essere più aperti a variazioni. Molto bello avvincente con la consueta narrazione serrata. Da non perdere.

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    Tina

    21/12/2015 19.29.38

    Ma stiamo scherzando? Che razza di libro è questo? Ho letto tutti gli altri libri dell'autrice e questo non ha senso, si passa da una storia all'altra. Prima quella di Elisabeth, poi il bar delle vedove e per ultimo l'omicidio dell'isola. Veramente insolito e non mi è piaciuto x niente

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    rosanna robbiano

    21/12/2015 19.29.09

    Non male questa raccolta di brevi racconti,anche se non e'che la Lackberg si sia molto affaticata per scrivere queste storie un po'leggerine. Interessante l'ultimo e piu'corposo racconto(che da'il titolo al libro),che vede protagonista una vecchia conoscenza della saga di Patrik ed Erica,Martin Molin,impegnato in una storia in stile "delitto della camera chiusa". Nel complesso,un libro che si fa leggere.

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    Sofia

    07/12/2015 11.10.20

    Condivido in pieno il commento di Attilio: ho trovato i racconti deliziosi, alcuni lunghi solo poche pagine, ma in pieno stile Lackberg. Ottimo per una lettura poco impegnativa. Consigliato

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    Attilio Alessandro

    26/11/2015 06.57.38

    Sarà stata anche una operazione commerciale (dovrà pur pagare anche lei la Tasi) ma io trovo questi racconti bellissimi, la pura essenza dello sc rivere della Lackberg. Romanzi in miniatura. La Lackberg è grande maestra di intrecci e di storie intricate.

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    Barbara

    19/11/2015 17.53.16

    Confermo le recensioni precedenti : deludente. Ho letto tutti i suoi libri con entusiasmo , ma questo non sembra nemmeno della stessa autrice...

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    alberta

    13/11/2015 14.10.24

    Ho letto il commento di Gra che condivido solo parzialmente: è vero che si tratta di una raccolta di racconti, ma non li ho considerati né minori né meno interessanti. Tra i protagonisti ci sono sempre l'amata Erica Falck, la sua famiglia, il freddo umido di Fjällbacka, i misteri da risolvere accanto al marito poliziotto. Troviamo tutti gli elementi, insomma, che ci fanno amare il giallo svedese, che sia sviluppato in un romanzo di centinaia di pagine, o anche in storie brevi di qualche decina.

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    gra

    10/11/2015 08.06.59

    Se non l'avete già fatto, non compratelo! Io sono una fan della Lackberg ma questo non può neanche definirsi un libro. Due, tre storielle prese da vecchie bozze, probabilmente, raccolte per vendere, una pura mossa da casa editrice. Dispiace vedere un talento cosi' svendersi per poche copie. Non credo andrà a ruba...

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