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Fred Vargas

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 442 p. , Brossura
  • EAN: 9788806227739


Dal XIII arrondissement alle nebbie islandesi, passando per la ghigliottina rivoluzionaria: è intrecciata tra storia e leggenda la nuova avventura del commissario Adamsberg.

Si specchia nei laghi ghiacciati d’Islanda questa storia, passeggia accanto a Robespierre attraversando gli anni del Terrore, e giunge in una fattoria dove le anatre vengono impiccate e i cinghiali addomesticati. In questi luoghi, e in questi tempi distanti, un’unica costante: alcuni presunti suicidi “firmati” da uno strano simbolo che ricorda il rivoluzionario strumento di morte, la ghigliottina.
Torna la squadra anticrimine più famosa del XIII arrondissement, Adamsberg e i suoi accoliti: il suo assistente Danglard, dalla memoria fervida e imprescindibile, Voisenet, intenditore di ittologia, Mordent, “raffinato esperto di fiabe”, e tutti gli altri. L’Anticrimine si trova di fronte a nuova indagine, una catena di suicidi sospetti che sono in qualche modo legati tra di loro. Le prime ricerche portano Adamsberg a riesumare il mistero di un’esplorazione avvenuta dieci anni prima in Islanda in cui morirono alcune persone. Ma non solo. C’è qualcosa di più angoscioso che emerge dai ghiacci, la leggenda dell’afturganga, spirito misterioso, e una pietra tiepida dagli occulti poteri, nota agli abitanti del luogo.
Un nuovo filo conduttore riporta i gendarmi a Parigi guidandoli fino a una confraternita di fanatici della Rivoluzione francese; sono seguaci di Robespierre che solitamente si riuniscono di nascosto per rievocare, in costume, i grandi avvenimenti degli anni del Terrore con un’immedesimazione spaventosamente reale.
E infine l’Anticrimine batte una terza pista in un fattoria della campagna parigina, presso la famiglia Masfauré, in cui emergono dal passato segreti e personaggi sinistri, in un groviglio sempre più avviluppato su sé stesso.
In mezzo a questa vicenda intricata, «come una palla di alghe fatta di migliaia di frammenti intrecciati», indaga instancabilmente il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Il commissario perde il sonno, ma non l’astuzia, e quando sembra per cedere ecco che sbuca «un embrione di idea, un girino, [che] affiora languidamente alla coscienza». È un uomo forte, il commissario Adamsberg, un uomo dotato di un’intelligenza istintiva e fervente, da un sesto senso irriducibile, e mosso da una grande passione per il suo lavoro e dall’ingovernabilità dei suoi gesti che lo portano ad agire fuori dalle righe. Non ha un metodo d’indagine, ma si affida al rituale delle camminate e delle sigarette stropicciate, unica fonte d’ispirazione. Assorto e a volte poco presente, Adamsberg trotta avanti e indietro nei momenti in cui qualcosa gli sta passando per la testa, quando stringe la matassa dell’indagine e si accinge a dipanare il primo grumo: «e all’Anticrimine tutti sanno cosa significa quella perturbazione. Vagabondaggio, fumosità. In tre parole: spalamento di nuvole».
Non è solo un thriller, è una storia che arricchisce e appassiona, che racconta realisticamente avvenimenti storici e intriga con leggende fantastiche. Un romanzo in continuo movimento, caratterizzato da una tensione dinamica sempre alta, e da quella curiosità che ti attanaglia continuamente e ti spinge a voler arrivare fino in fondo.

Recensioni dei clienti

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    rossano garibotti

    11/09/2016 13.04.06

    Probabilmente la Vargas viene letta anche da chi non è un tipico lettore di gialli; credo che l'autrice ricada nella definizione 'giallista letteraria'. Vale a dire che l'apprezzamento che prova il lettore nei suoi confronti non riguarda strettamente il meccanismo del giallo, ma l'ambientazione, le situazioni nonchè la creatività dello stile. In questo senso questo romanzo è esemplare (chiarisco comunque che ho anche apprezzato, e non poco, la suspence del meccanismo investigativo, legata ovviamente all'irresistibile commissario Adamsberg). Si parla di Rivoluzione francese, in maniera assai coinvolgente, e di Islanda. Immagino storici (e geologi ?) - non appassionati giallisti - che apprezzerebbero questo romanzo. Per me è un grandissimo merito. Dopo questo romanzo leggerò un libro su Robespierre.

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    Manuela

    01/04/2016 20.23.55

    Ho letto e apprezzato molto tutti i libri della Vargas ma, con buona pace di chi vorrebbe far tacere i commenti negativi(si rassegnino, per il momento c'è ancora libertà di dissenso)l'ho interrotto a metà. Si, perchè sono abituata alle trame inverosimili, agli intrecci visionari e alle divagazioni sui personaggi, ma quando queste prendono il sopravvento sulla storia allora diventano ai miei occhi vuoti e noiosi esercizi di stile. Peccato, speravo che avesse ancora qualcosa da darmi, finora ho aspettato ogni suo nuovo libro con ansia.

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    Claudio

    02/12/2015 14.57.35

    Ho letto tutti i libri di Fred Vargas e per la prima volta sono stato costretto a abbandonare a metà.

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    Stefano

    27/11/2015 20.22.16

    Ileano, per rispondere alla sua domanda basta cliccare sul nick di qualsiasi commentatore per visualizzare tutti i commenti da questi inseriti sul sito IBS a prescindere dal nick utilizzato. Ad esempio cliccando sul suo e scorrendo i commenti si evince che lei ha commentato questo libro 6 volte con 6 nick diversi, in ordine decrescente di data: Ileano (23-11-2015) - High (19-11-2015) - Galbiate (05-11-2015) - NOsnob (24-10-2015) - VivaVargas (05-10-2015) - Bit (16-09-2015). Detto questo a me il libro è piaciuto, ben scritto e originale nella trama.

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    Ileano

    23/11/2015 21.40.39

    Vorrei sapere come ha fatto il signor Marco a vedere che i commenti sono di stesse persone. Non esiste privacy qui??! O si scrive cose tanto per scrivere?!? Comunque, parlando del libro, qui la Vargas non è al suo meglio, ma sempre al di sopra della media di scrittori di questo genere letterario. E' vero che nessuno è costretto a leggerla (o rileggerla) Per quanto mi riguarda la consiglio e la attendo sempre e comunque.

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    High

    19/11/2015 21.07.29

    La Vargas è la migliore di tutti. Forse un tantino troppo per i lettori di gialli.

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    Marco

    18/11/2015 16.52.23

    Persuaso dalle lodi nelle recensioni che, poi ho visto, sono scritte dalle stesse persone con nickname diversi, ho comprato e letto il libro e sono d' accordo con chi non lo ha apprezzato nemmeno un pò. Il personaggio piu' interessante è Robespierre che fa i discorsi storici.

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    Galbiate

    05/11/2015 18.38.34

    Davvero troppa supponenza e presunzione nei lettori italiani. Forti della loro scarse conoscenze letterarie giudicano a destra ed a manca per cercare di alleviare le frustrazioni. Se non volete leggere i classici che trovate magari difficili o pesanti sceglietevi un autore o due di genere che amate incondizionatamente e lasciate stare in pace chi li ha già trovati senza tante fisime da critici snob. Per fortuna vedo che ci sono altri che la pensano come me! Questo libro è per chi ama Vargas e prova piacere a leggerla alla faccia del resto.

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    Vale

    30/10/2015 08.15.55

    Appena terminato. Davvero molto cervellotico, una vena leggera di umorismo e tanta tanta voglia di stupire con effetti speciali.

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    NOsnob

    24/10/2015 22.53.46

    Non lavoro per nessuna casa editrice. Neppure lavoro per chi si riempie di se stesso scrivendo recensioni negative. La Vargas merita il massimo. Anche questa volta. Spero che chi ha recensito negativamente questo bel romanzo non legga altro della scrittrice francese in modo da non infastidire gli altri lettori che la amano. Spero arrivi il prossimo libro prima possibile.

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    Giorgio Girelli

    08/10/2015 16.49.23

    Il peggiore della Vargas, sconfina nel ridicolo o, peggio, nel patetico, come un Dickens di serie D...Chi gli ha dato 5/5 evidentemente lavora per la casa editrice...

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    patrizia b.

    07/10/2015 18.24.45

    Perché molti scrittori ad un certo punto perdono di vista la continenza? Perché libro dopo libro devono sempre aggiungere qualche elemento strano in più? Pensano che gli affezionati non li leggano più? Comprerò sempre libri di Vargas, ma con più attenzione e discernimento. Questo è stato un po' faticoso, troppo fantasioso, un po' troppo Dan Brown.

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    fra

    07/10/2015 17.03.14

    Un'altra bella storia per chi ama lo "spalatore di nuvole" Adamsberg. La maestrìa dell'autrice nel tratteggiare i personaggi e nel tessere intrecci inaspettati è fuori discussione. Non è il suo lavoro migliore, comunque. Ho letto e apprezzato tutti i libri della Vargas; il mio primo, "Nei boschi eterni", rimane il migliore in assoluto.

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    VivaVargas

    05/10/2015 21.01.40

    Molti inviano recensioni solo per far da bastian contrario e poi leggersi per pascere il proprio Narciso. Ma fatelo con qualcun altro non con la Vargas! Risulta irritante! Viva Vargas!

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    Saverio

    21/09/2015 21.06.31

    Per me i romanzi si dividono in due grandi categorie: quelli che preferisci leggere invece di dormire e quelli che preferisci dormire invece di leggerli. Questo romanzo appartiene alla prima categoria. Avevo già letto altre cose di Vargas, ma questo mi pare decisamente ispirato. E' appassionante e intrigante. Non lo apprezza chi è abituato a gialli in cui "la logica" e il realismo devono essere stringenti.

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    juri

    20/09/2015 23.22.12

    Non sbaglia un colpo! Ripeto: Fred Vargas non sbaglia un colpo! Che classe! Che intelligenza! Che scrittrice!

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    Maurizio

    18/09/2015 20.47.16

    Tra tutti i romanzi della serie di Adamsberg questo è quello che più mi ha lasciato perplesso. Da un lato mi è piaciuto perchè ritrovo i personaggi e le situazioni che tanto in passato mi hanno divertito (anche se col passar del tempo mi sembrano ora più dei macchiettisti che funzionari di polizia dell'anticrimine), dall'altro ho provato una certa pesantezza nella trama e nei dialoghi sempre forzati (un marchio di fabbrica però..) e un po di delusione per un finale un po sbrigativo. Comunque, giudizio abbastanza positivo.

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    Bit

    16/09/2015 18.23.23

    Ci sono appuntamenti a cui non si può mancare. Uno è con la Vargas! Anche se è arrivata in ritardo! Una vera passione! Ancora!!

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    Lotte

    16/09/2015 16.26.32

    E' un' opera in cui c'e' di tutto, di piu', di troppo, e malamente: i personaggi cercano una loro caratterizzazione ma diventano dei caratteristi, - ma uno normale no, eh ? - I dialoghi, di conseguenza, sono stucchevoli, le descrizioni sono leziose; infatti, in cerca di torsioni originali si abbonda in dettagli petulanti, - ekfrasis?- che presto diventano maniera. Apprendiamo in compenso, nozioni interressanti sui corvidi, sulla presenza del gatto nella stanza del caffe' dei flics, e sull' uso dei bicchierini di plastica per servire il detto caffè. E come tralasciare le virili scene conviviali ed, in esse, la valenza simbolico - o surreale ?- delle frittelle di patate? Si apprezza il tentativo delle due trame parallele, ma non se ne è persuasi, si resta perplessi per gli elementi mistici - magici - ah, si deve dire surreali? ; Insomma, per non essere prolissi tanto quanto il libro, una parola sola: Tempi glaciali è kitsch!

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    mauro

    15/09/2015 16.51.13

    -Dacci la tua versione, Jean-Baptiste. -É il peggio che si possa immaginare.... Piccolo estratto da questo capolavoro

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