Il tempo è un bastardo

Jennifer Egan

Traduttore: M. Colombo
Editore: Minimum Fax
Collana: Sotterranei
Anno edizione: 2011
Pagine: 391 p., Brossura
  • EAN: 9788875213633
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    Borromini

    06/10/2014 22:44:47

    Ottima lettura. Scritto (e tradotto) benissimo. Trama originale e sapientemente elaborata.

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    Pierpaolo

    26/08/2014 18:38:01

    Bellissimo libro, scritto in maniera innovativa (almeno per me). E' uno di quei libri che alla fine ti lascia qualcosa....e con questo credo di aver detto tutto.

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    elisabetta olimpi

    27/02/2014 19:38:33

    Tanti racconti, ben scritti, in qualche modo interconnessi tra di loro, senza che però creino un romanzo, ma nemmeno una serie di racconti, una via di mezzo, ecco. apposta 4 stelle e non 5. Lo consiglio

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    nanni

    21/01/2014 13:13:53

    A me non è piaciuto; le varie storie sono disorganiche mentre io credevo di leggere un romanzo. La forma di scrittura è innovativa, ma, forse per questo a me è risultata ostica. I personaggi sono molto strani e non affascinanti.

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    Morris

    27/09/2013 02:56:45

    Si tratta di un romanzo notevole sia nella prosa che nel contenuto, i personaggi sono verosimili, belli, presenti. Si balla tra i decenni, tra le speranza generazionali, si sente anche l'ansia esistenziale del tempo che passa, delle stagioni che come lame tagliano per ricomporre. Si corre avanti e indietro in flash back asimmetrici e imprevedibili. Io mi sono anche divertito immedesimandomi prima come coetaneo poi come padre; un ballo! Non è sicuramente un libro leggero e riconciliante, a tratti urta, ma è davvero originale e profondo.

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    Fruel

    09/07/2013 17:37:21

    con tutta sincerità non trovo nulla di geniale in questo premio Pulitzer, mi è sembrato privo di contenuti, non ha mai catturato la mia attenzione più di tanto o incuriosito sull'evolversi della storia. Unica nota positiva la scorrevolezza, che ha fatto si che terminassi il libro, pur non essendone particolarmente presa, ma volevo dargli una chance, sperando in uno sprint finale. Secondo me il fatto di intrecciare le storie dei personaggi non è stato gestito molto bene e poi non mi sembra nulla di innovativo l'utilizzo delle slide, ho letto altri libri con alternative simili, ma almeno avevano una trama avvincente.

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    Cristiana

    18/06/2013 20:16:21

    Bello in un modo indescrivibile. E' molto di più di quello che si dice di questo libro: non semplici racconti ma una storia organica cui l'idea dei racconti conferisce profondità e spessori sia psicologici che descrittivi del tutto incomunicabili in una breve recensione. Anche la traduzione è eccellente, fortunatamente... Da leggere lasciandosi andare alla meraviglia

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    Pietro

    23/04/2013 12:07:42

    A me è rimasto molto, sono da giorni che cerco di leggere un altro libro ma in testa girano sempre Sasha, Bennie Salazaar, Lou, Scotty, Rob i Conduits... leggetelo, ne vale la pena.

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    LUCAMILANO

    03/04/2013 13:25:43

    AL TOP. fresco, gradevole, incastri impeccabili, premiato meritatamente con il pulitzer (che è un premio vero).

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    francesca

    28/11/2012 10:55:59

    Altro che post moderno, qui siamo già un gradino oltre, un pò sulla falsa riga di D.F.Wallace, ma molto ben costruito e a mio parere originale. Una fitta trama che si interseca con una serie infinito di flsh back e, ciò che conta molto, mi ha tenuta incollata alla pagina per un intero week end, facendomi dimenticare di tutto il resto e....non è cosa da poco.

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    Francesca

    04/11/2012 20:09:29

    L'America, gli anni '70 e il 2008, il punk e il rock, le droghe e le fughe, la sventatezza e il male di vivere, il sesso, l'amore, e la morte... Oltretutto, tradotto molto bene.

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    Alessandro

    10/09/2012 13:13:38

    AL contrario di molte altre recensioni qui incluse, il mio parere è più che positivo; ho apprezzato molto questo libro, in particolare la compassione e l'empatia sincere e autentiche della scrittrice, che me l'hanno resa in un certo senso simile al grande David Foster Wallace; il suo abbracciare tutti i personaggi, con i loro difetti ed errori, avanti e indietro nel tempo, mi ha immerso profondamente nella lettura; ho sperato che Robert Freeman Jr. non fosse morto, mi è dispiaciuto molto per Rolph e una riga almeno potrebbe essere dedicata ad ogni personaggio di questo splendido romanzo; molto bella poi a mio avviso l'idea delle slide tramite le quali si esprime la figlia di Sasha, originale e ben sfruttata, così come, nello stesso capitolo, l'altro figlio di Sasha, leggermente autistico, che dà molta importanza alle pause nei brani musicali; ma queste sono solo due delle tante idee che, presenti in ogni capitolo, rendono questo libro importante e meritevole di essere letto. Spero che vengano tradotte e di poter leggere altre opere di questa autrice.

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    alce67

    11/07/2012 10:58:47

    A volte questa nuova narrativa americana, mi pare veramente vuota. Qui c'è pure in ballo un premio Pulitzer; scritto bene, ma inconsistente. Storie minimal con tra loro connessioni labili. Non mi ha lasciato nulla. Tra una settimana non saprò neppure più raccontarne la trama. Tutt'altro che geniale.

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    enrico.s

    06/06/2012 10:51:30

    Condivido la perplessità di alcuni dei lettori-recensori di ibs; il romanzo è certamente ben scritto in alcune sue parti, meno in altre (il capitolo in forma di slide è francamente un espediente narrativo per dare una verniciata modernista al testo, senza gran significato e piuttosto noioso), e merita di essere letto. Però gli osanna di svariati critici-recensori professionali, che hanno accompagnato la pubblcazione, mi sembrano eccessivi. Ho anche visto che si sono sprecati i richiami, anche da parte dell'autrice, a Proust, dimostrando, però, solo di non aver letto o di aver male interpretato il caro vecchio MArcel, per arrivare ai livelli del quale Egan deve ancora fare parecchia strada (infilare "Tempo" nel titolo non mi pare sufficiente per associare un romanzo al capolavoro proustiano). Peraltro il modello narrativo di riferimento mi è sembrato non tanto la Ricerca del tempo perduto, bensì l'Educazione sentimentale di Flaubert (il finale del quale ha più di una somiglianza con quello del romanzo di Egan). Comunque leggetelo; se siete interessati alle novità della narrativa americana, oppure se siete coetanei (come me) dell'autrice, troverete più di un motivo per non pentirvi dei solid spesi.

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    silvia

    01/06/2012 21:09:59

    L'inizio è tra i più promettenti, la prosa è talmente duttile che si ha l'impressione di assistere a ciò che accade. Il resto della storia diventa dispersivo, nonostante l'ambiziosa impalcatura narrativa che vorrebbe reggersi su un'ampia gamma di punti di vista diversi, invece i personaggi finiscono con lo sfumare l'uno nell'altro, come se si trattasse sempre della stessa persona. Il tentativo di seguire tutte le voci narranti e i vari salti temporali privi di nessi cronologici, si rivela frustrante se manca quella coerenza d'insieme che ci impedisce di restare con un pugno di mosche quando si vanno poi a tirar le somme. Il quadro della società americana tracciato da Jonathan Franzen ne "Le correzioni" è più organico e incisivo. L'ultimo capitolo ci riserva un colpo di coda, risollevandosi dal magma indistinto che scivola nel fumettistico, grazie ad alcune previsioni sull'immediato futuro, dove regnano i social-network, e le banche dati - i nostri dati personali, le nostre opinioni, i gusti personali - sono merce: "proprietà di qualcuno".

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    Raffaello

    20/05/2012 17:20:19

    E' di difficile comprensione l'alone che accompagna questo libro come se si trattasse di chissà quale novità letteraria. Sulla scia del premio Pulitzer e di un abile marketing ha conquistato una fama assai discutibile. Il romanzo ruota attorno ad un gruppo di punkettari, due ragazzi e tre ragazze e alle persone che si muovono nel tempo attorno ad esse. Ogni capitolo è in realtà un racconto, di cui un personaggio di questo nucleo o ricollegabile ad esso è protagonista di un episodio nel corso degli anni (una collega di lavoro, un amante, la moglie, il fratello della moglie, la collaboratrice cleptomane, lo zio di lei, ecc.). L'autrice lancia un po' di fumogeni colorati saltabeccando dalla prima alla terza persona nel corso della narrazione, senza un preciso motivo. I personaggi sono per lo più superficiali, anche nelle loro manie e ricalcano i cliché dell'americano medio. Mediamente colti, mediamente trasgressivi, mediamente cinici, ossessionati dall'invecchiamento più fisico che mentale, mediamente classe media, tranne lo sfigato e in qualche modo "puro" del gruppo, Scotty, che ha l'onore di chiudere finalmente libro, nel racconto forse più demenziale della raccolta. Tutti i protagonisti risultano di notevole antipatia e insignificanti e va da se che non coinvolgano empaticamente. Il tempo è un bastardo, perché passa e con esso se ne va la giovinezza, la purezza di spirito e ci si incammina verso la vecchiaia, con rammarico. La vecchiaia è descritta con una sorta di paura mista a disprezzo, se non ribrezzo. Si capisce come l'autrice (nata nel 1962) lo abbia scritto sentendo l'alito dei 50 anni in arrivo. Una menzione negativa per il "capitolo grafico", dove la figlia della cleptomane (nel frattempo guarita) con tanto di schemi e freccette varie, tedia al punto di costringere un bel salto di pagine. Nell'inconsistenza generale si salvano forse due raccontini: quello della giovane punk Rhea, e quello di Scotty che ritrova l'amico in carriera, donandogli un pesce.

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    cesare

    18/05/2012 18:08:55

    un libro che mi ha incuriosito subito, con un titolo efficace e accattivante. il primo capitolo è veramente bello e ti lascia la voglia di continuare a leggere; ti invita a scoprire tutto quello che può succedere, ti apre tante finestre e lascia presagire sviluppi interessanti. poi purtroppo l'autrice si perde e, con la sua volontà di viaggiare nel tempo e nello spazio per darci angolazioni e punti di vista diversi, ha finito col disorientarmi, senza approfondire le psicologie, le trame e i personaggi che meritavano maggiore cura. forse era meglio concentrare lo sforzo su una storia, senza perdersi in tanti percorsi, approfondire e definire meglio personaggi e storia. intendiamoci il livello rimane alto in quasi tutti i capitoli/racconti e la lettura è piacevole, ma io avrei preferito maggiore linearità anche di stile. non so se è un libro furbo o una mancanza di tempo o spazio, ma rimane la sensazione di una occasione sprecata.

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    marcello

    14/05/2012 10:31:51

    Capisco che è un libro interessante su di una fetta di generazione americana vissuta senza regole immersa nel sound e disillusa nel tempo dopo aver toccato con mano i propri fallimenti. La mia età tuttavia mi impedice di sentirmi coinvolto pur leggendolo con piacere come se fosse una tesi o un manifesto sociale

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    Roberto

    06/05/2012 10:21:12

    D'accordo con Dave. Un piccolo libro furbo ed ammiccante. Scritto benino, contenuti leggeri, simpatico ma superficiale. In poche parole, deludente rispetto alle aspettative. Se questa e' letteratura 2.0, preferisco la release precedente.

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    matteo alessandri

    06/04/2012 21:30:13

    Uno spettacolo! Un capolavoro! ti resta dentro e ci resta a lungo. Da leggere e rileggere.

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