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Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 196 p., Brossura
  • EAN: 9788806225636

23° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Gialli storici

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Recensioni dei clienti

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    Chemako

    21/02/2017 16.30.25

    Le ambientazioni storiche spesso mi piacciono e dopo ottava vibrazione ancora di piu'. Sapere un po' di storia italica ti fa capire che in fondo siamo cambiati veramente poco se non in peggio. Il giallo e' un po' debole come trama ma il resto e' ben ricostruito.

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    Tiziano

    19/02/2016 19.12.34

    Noioso! Secondo me la parola che ben descrive questo libro è' noioso. Stiracchiato, ben lontano dal periodo di Amost Blue, un Lucarelli che ha smarrito la strada già da un bel pezzo. Peccato.

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    marcostraz

    06/02/2016 09.25.15

    Libro che si legge molto velocemente perchè la lettura è piacevole e scorrevole...la storia non è poi così complessa, ma i personaggi sono ben delineati...direi un Lucarelli leggermente diverso da quello "classico"...

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    Fabio

    04/02/2016 10.53.23

    I romanzi africani di Lucarelli a me sono piaciuti e quest'ultimo non fa eccezione. La storia è raccontata in maniera fluida ,i personaggi sono credibili e ben caratterizzati,le immagini dell'Africa intense e suggestive. Trovo anche efficace il ricorso al "tigrigno" per sottolineare alcuni pensieri o riflessioni dei vari personaggi locali,lo fanno moltissimi scrittori italiani ricorrendo ai dialetti ottenendo effetti speciali suggestivi e spesso divertenti,credo sia una tecnica per mettere a fuoco le differenze anche psicologiche dei vari personaggi. Non mi convince invece il finale,che sembra essere uno sguardo sul passato con gli occhi di oggi ed è anche un po' confuso. Nel complesso un buon romanzo,sicuramente consigliato.

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    eros55

    08/01/2016 12.03.27

    Credo che da Lucarelli ci si aspetti molto, molto,molto di più. Interessante l'ambientazione nell'Italia coloniale, ma la storia lascia molto a desiderare con forzature idonee a dare un finale tirato per i capelli. La valutazione positiva rimane per la qualità di scrittura dell'autore, sciolta e equilibrata nelle descrizioni. Non credo di poterlo consigliare a chi si vuole accostare al buon Carlo.

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    Mauro

    06/01/2016 20.22.41

    Un giallo, ma poco comprensibile, raccontato male. Si arriva in fondo a fatica cercando di mettere insieme elementi che la lettura dovrebbe rendere evidenti ma che invece rimangono foschi ed oscuri. La soluzione pare forzata, cercata e voluta a tutti i costi con rivelazioni finali che sembrano messe lì proprio per giustificare il tutto. Da Lucarelli mi aspetto di più.

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    GeCar

    09/12/2015 16.25.59

    La trama del libro è molto interessante e ben documentata. Il linguaggio di Lucarelli è sempre lo stesso, efficace e scattante. Ma il continuo tradurre termini italiani in dialetto tigrino sembra essere più un vezzo che una necessità legata alla comprensione del testo o alla volontà di trasportare idealmente il lettore nel clima di fine Ottocento delle colonie italiane in Africa. O forse vuole essere un omaggio alla moglie Yodit, senz'altro delicato e romantico e, in quanto tale, apprezzabile. Ma non è certo funzionale al romanzo. Come le pagine dedicate al pranzo preparato in tutta fretta dalla moglie di Ogbà per il capitano Colaprico che sembrano francamente troppe. Malignamente si potrebbe anche pensare che sia un espediente per "allungare il brodo" ed arrivare al "minimo sindacale" di pagine per un romanzo. Sospetto che per fortuna chi conosce bene Lucarelli non può, almeno per il momento, nutrire. Peccato, perché questo nuovo romanzo che torna a parlare di un periodo della storia nazionale così poco conosciuto e trascurato, poteva avere la stessa intensità de "L'ottava vibrazione". Ed invece non è così.

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    Sergio27

    23/11/2015 15.10.28

    Carlo Lucarelli è stato per anni nel novero dei miei autori preferiti. Intelligente, impegnato, capace di raccontare la Storia. E anche scrivendo gialli ambientati nella contemporaneità è sempre riuscito a ricostruire un mondo. Lo fa anche questa volta, ma purtroppo sembra aver perso lo slancio originale e creativo dei primi romanzi e racconti. Difficile dare un giudizio. Resto a metà, neutrale. Suggerendo però di non partire da questo titolo se non avete mai letto nulla di Lucarelli.

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