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Franco Marcoaldi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: 850 p. , Brossura
  • EAN: 9788806191702

Recensioni dei clienti

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    Anna

    25/05/2011 12.31.29

    Il punto di forza di questa bella raccolta sta nella semplicità che spesso coincide con la genialità.

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    La Recherche

    04/09/2008 20.26.56

    Franco Marcoaldi tratta il tema del tempo. Impresa alquanto ardua riuscire a farlo senza banalizzare i contenuti dei testi. Indubbiamente il tempo ha molte sfaccettature e angolazioni dalle quali può essere trattato: v’è un tempo psicologico, uno fisico, uno spirituale, uno biologico, eccetera. Tali punti di vista sul tempo hanno tra loro delle sfasature, non sempre coincidono, e danno modo al tempo di manifestarsi in una varietà multiforme di possibilità e percezioni: Marcoaldi è riuscito a delineare proprio la natura variabile e variegata del tempo e a porsi come osservatore e interprete delle istanze esistenziali di gran parte dell’umanità. [...] Nel libro v’è una mestizia di fondo che nasce dalla coscienza di un tempo insondabile nella sua ampiezza, da cui il tentativo di cogliere appieno i frutti dell’esistenza, prima che degeneri nel nulla. Il “carpe diem” è d’obbligo in una visione esistenziale che si tira fuori dalla speranza dell’eternità propria della fede cristiana. A differenza di San Paolo, che invita, nella Prima lettera ai Corinzi, a comportarsi come se il mondo futuro ed eterno fosse già presente “Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; […]”, Marcoaldi, posto fuori dalla credenza cristiana della resurrezione, trova invece, nella medesima attenzione al tempo breve della vita, l’anelito ad amare “con struggente attaccamento / il palpitante, momentaneo resto.” [...] Ma la speranza di scampare alla morte rimane sempre accesa e, pur discosto dalla fede, trova una possibile soluzione alla morte con le stesse modalità della fede cristiana, l’amore: “Che dici? Se ti abbraccio forte / forte, ho qualche chance in più / di scampare dalla morte?”. Il poeta è come se corresse su un binario parallelo e guardasse i gesti di coloro che stanno nel treno dell’eternità e provasse a tirarne fuori una tutta personale partitura esistenziale per squarciare quel velo sull’eternità.

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