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SE (Saggi e documenti del Novecento 52); 1995; 8877103116 ; Copertina flessibile con risvolti ; 22 x 13 cm; pp. 119; Traduzione di Renzo Piccoli. Postfazione di Paola Alberti. ; leggeri segni d'uso alla copertina, interno ottimo; Buono (come da foto). ; Tutta l'opera di Bataille è la storia della rimozione di una irriducibilità: della natura, della vita, di ciò che egli chiama immanenza, sonno animale, intimità. È contemporaneamente la storia di una degradazione - di ciò che è sovranità, sperpero, sentimento del sacro. Ed è la storia della costruzione, sulla voragine del rimosso, di un mondo canceroso, dove la proliferazione delle cellule si ordina e si giustifica negli schemi della ragione e che è la dimora - insieme sicura, fragile, angosciosa dell'uomo. Ed è, infine, la storia del tentativo di mediare questa forma degradata con ciò che fu rimosso per mezzo della religione. [...] Anche la sua biografia, apparentemente, si rivela come la dimostrazione di un fallimento, dopo l'illusione svanita, a metà degli anni Trenta, di poter scendere « dans la rue » insieme con gli operai laidi e sporchi come le parti villose e basse »; e il suo ritiro al privato in una stanza di studio sembra il passaggio fallimentare dall'esperienza pratica all'esperienza interiore, in una dissoluzione simbolica nella sovranità-nulla. Dopo aver analiticamente distrutto la religione come mezzo per uscire dall'infamia, egli ne propone un'altra, l'ateologia, che pare uno slittamento mistico, ascetico. « L'ateologia è una disciplina che riguarda il più generale degli interdetti: Dio, di cui la forma più divina è la negazione, ma non quella dell'ateismo volgare. L'ateologia, che toglie l'interdetto, trasgredisce l'ateismo, è la negazione di un Dio perfetto, avendo gli attributi dell'economia politica e della ragione; l'ateologia più precisamente pone l'uomo davanti all'assenza di Dio ». (Dallo scritto di Paola Alberti). ;
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