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Traduttore: G. Nobile
Editore: Il Mulino
Anno edizione: 1999
Pagine: 198 p., Brossura
  • EAN: 9788815070623
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(scheda pubblicata per l'edizione del 1987)
scheda di Guidi, M., L'Indice 1987, n.10

Pur nell'intento di non presentare una vera e propria storia del pensiero economico, l'autore ne ricostruisce sinteticamente le principali tappe, esponendo gli aspetti più rilevanti di ciascuna teoria con apprezzabile completezza e rigore formale. La tesi centrale è quella della discontinuità: le diverse epoche della teoria economica (classica, marginalista, keynesiana) sono segnate dall'insorgere di quadri analitici non confrontabili in termini di evoluzione, perché rapportati a fasi storiche profondamente diverse tra loro e incentrati su problemi differenti. Ogni teoria è perciò caratterizzata da una essenziale incompletezza. Questa proposta interpretativa nasce da un problema che l'economista indiano condivide con altri teorici misurati col tema della povertà e del sottosviluppo (Sen, per esempio): quello dell'inadeguatezza dell'economia marginalistica, ma anche di quella keynesiana, quali strumenti per analizzare i principali problemi delle aree povere. Da qui l'interesse per l'economia politica classica, all'interno della quale, seguendo indicazioni di Sraffa, Kaldor e Robinson, Dasgupta individua una teoria della crescita basata su accumulazione e innovazione, e una spiegazione dell'origine del sovrappiù e dei conflitti di classe.