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Teresa Venerdì

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Gaia la libraia

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Il direttore sanitario di un orfanotrofio femminile, fidanzato con una graziosa fanciulla della buona borghesia, ha una relazione con un'attrice di varietà, gelosa e possessiva. Durante una visita all'orfanotrofio conosce Teresa, una ragazzina dal temperamento romantico e fantasioso che, per essere stata da lui difesa in una sgradevole circostanza, si infatua dell'uomo e, fuggendo dall'orfanotrofio, si fa ospitare a casa sua insinuandosi nella sua vita privata. Facendosi passare per la sorella del medico, Teresa affronta l'attrice gelosa e riesce ad allontanarla per poi mandare a monte anche il fidanzamento del dottore.
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    LUIGINA BIGON

    13/04/2007 16:14:09

    Nel 41 avevo solo sei anni, quindi con conosco il film. Tuttavia verso i 14/15 anni ho avuto modo di leggere "Teresa Venerdi". So che mi aveva colpita la sua spregiudicatezza, la sua capigliatura rossa e la pelle bianchissima che lasciava trasparire maliziosamente attraverso la vestaglia. Diciamo che e' stato il primo personaggio incontrato nelle letture di adolescente, a sollecitare la mia curiosita' rivolta alla seduzione femminile, considerando che eravamo nel 1948-49. Penso che il film sia stato ottimo e mi dispiace di non averlo visto. Mi piacerebbe saperne di piu'. Cordialita' Luigina Bigon

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Ripley's Home Video, 2016
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 92 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Full screen
  • Area0
  • Contenuti: cortometraggio: "Anna Magnani" (1953) di Visconti, episodio del film collettivo "Siamo Donne"
  • Anna Magnani Cover

    "Attrice italiana. Frequentata la Scuola di recitazione Eleonora Duse con S. D’Amico, entra giovanissima nel mondo dello spettacolo e tra il 1929 e il 1932 fa parte della compagnia Vergani-Cimara, diretta da D. Niccodemi; nel 1934 passa alla rivista accanto ai fratelli De Rege, lavorando poi, a partire dal 1941, in una fortunatissima serie di spettacoli con Totò (Orlando curioso; Volumineide; Che ti sei messo in testa?), poi con G. Cervi e C. Ninchi (Cantachiaro, 1944; Soffia, so’, 1946), infine con L. Cimara (Chi è di scena, 1954). Torna al teatro di prosa solo nel 1965, dopo rare presenze (Anna Christie, 1945, di ­O’Neill), con una meditata e sofferta interpretazione di La lupa da G. Verga, per la regia di F. Zeffirelli, e l’anno dopo come protagonista di Medea di G. Menotti (da J. Anouilh).... Approfondisci
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