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Thomas Hardy

Traduttore: G. Aldi Pompili
Collana: Grandi classici
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 449 p. , Brossura
  • EAN: 9788817067072
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Recensioni dei clienti

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    Marco Scelbo

    24/05/2013 17.06.51

    Thomas Hardy era un appassionato quanto superficiale lettore di Schopenhauer....così riduce il pessimismo ontologico e il determinismo del filosofo tedesco, in un pessimismo meccanicistico da melodramma.....gli inserti meditativo-filosofici, poi, sono inverosimilmente banali....sicuramente meglio la descrizione della natura rurale inglese, che fa da sfondo partecipe agli avvenimenti....poco però per rendere questo libro più di un verboso romanzetto melodrammatico, dallo scarso spessore letterario....

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    Nicole

    02/05/2013 16.58.30

    Ovviamente bisogna leggere questo romanzo tenendo conto dell epoca in cui è stato scritto...altrimenti fa un pò sorridere il fatto che tre esistenze siano distrutte per un "segreto"che al giorno d oggi verrebbe accolto con un alzata di spalle...Detto questo,fino all ultimo ho sperato in una sorta di riscatto(se non di lieto fine)a favore del personaggio di Tess...ma non è avvenuto.Resta comunque un grande classico della letteratura,da leggere.

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    francesca

    14/11/2012 11.20.38

    sinceramente ,lette le critiche e data la fama attribuita al libro,mi aspettavo di piu'. alcune parti mi sono piaciute molteo,altre meno,le ho trovate noiose e a volte scontate. tess poi mi e' sembrato un personaggio ai limiti dell'assurdo

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    Dr Andrea Di Carlo

    14/04/2012 13.46.11

    Scritto nel 1891, Tess dei d'Urberville è uno dei romanzi più intensi di Hardy. La tesi che lo scrittore del Dorset vuole dimostrare è che ognuno non deve sperare di migliorare la propria condizione perché sarebbe vano, ognuno deve stare al suo posto. In un Wessex dominato dal caso, dal destino, dalla natura matrigna e da una serie di indizi che sembrano presagire il finale tragico del romanzo (come il nome della città di Tess, Marlott, che significa 'destino distrutto), si snodano le tristissime vicende di Tess, che culminano con la sua morte a Stonehenge, in un vortice di neopaganeismo e ritualità popolare. Da leggere.

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    Roberta

    12/04/2011 13.25.04

    Tess e' un'ingenua lattaia del Wessex, dall'animo buono e generoso, ma gravata da un'oscuro peccato che non rivelera' mai a nessuno e questo la portera'a compiere un tragico gesto che segnera' la sua vita. E' una donna orgogliosa e tenace, ma vittima degli eventi che la circondono. Tra i racconti che ho letto di Hardy, questo e' il meno favorito. Ci sono troppe fasi descrittive che rendono la lettura poco coinvolgente. Di grande emozione il grande amore di Tess per il marito.

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    stefano

    28/08/2009 16.37.56

    un po’ prolisso in determinate descrizioni. Ripulibile di molte lungagini. La figura di Tess indispone per l'ostinatezza di serbare un segreto che sapeva sarebbe stato scoperto. Una figura da tutti ritenuta molto forte, che in realtà mostra solo debolezze. ci si trascina, un pò a fatica vista la prolissità, fino ad un finale che parzialmente riscatta il molle carattere della protagonista.

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    gaia

    09/11/2007 00.22.34

    un libro davvero bello, da leggere assolutamente! l'ho trovato coinvolgente in ogni sua parte, la figura di tess mi ha colpito e commosso, come ha scritto qualcun altro vien voglia di entrare nella narrazione per cambiare i fatti, ma cambiarli sarebbe in contrasto con il messaggio che l'autore vuole farci recepire, ossia che è il Fato a determinare il corso degli eventi... ho trovato alec odioso e angel mentalmente ristretto, ma capisco che il suo atteggiamento della prima notte di nozze si adatta al contesto storico (però angel in seguito maturerà invece alec rimane il solito e si merita proprio al 100% la fine che tess gli fa fare!)... le descrizioni sono suggestive così come i commenti del narratore... è vero che il finale lascia con l'amaro in bocca ma in un libro come questo l'happy ending sarebbe stato fuori luogo.... consiglio vivamente di leggere il libro (specie se vi piacciono i romanzi ambientati nel passato ma non amate lo stile sdolcinato!)

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    David

    13/10/2007 09.19.42

    Uno dei più grandi romanzi di sempre. Hardy dipana il filo della condizione femminile, in una visione postromantica che porta alle estreme conseguenze l'oscura previsione di George Eliot (ben simboleggiata dalla protagonista del Mulino sulla Floss, Maggie Tulliver). Non più l'angelo del focolare vittoriano, ma un'esistenza contaminata dalle forze del fato, senza speranza di redenzione. Magnifico.

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    Cristina

    03/09/2007 21.15.47

    Ho trovato questo libro semplicemente stupendo.. Bella l'ambientazione, le descrizioni, i personaggi.. Mi sono emozionata leggendo i sentimenti di Tess e qualche lacrimuccia è scesa leggendo il finale.. Uno di quei libri che quando leggi l'ultima pagina vorresti che non finisse, e cominciano già a mancarti i personaggi..

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    ale bedica

    16/02/2007 17.52.53

    Tess è uno dei molti libri che mi sono ripromesso di leggere,ma se non fossi stato spronato da Beatriz dell'Ombra del vento di Zafon,avrei atteso ancora un po' di tempo;ed avrei fatto bene.Bea,lo rinviene nel 'Cimitero dei Libri Dimenticati':"Sembrava proprio che mi stesse aspettando,sepolto in questo luogo,da ancora prima che nascessi".Forse dobbiamo prima che a qualche attempata insegnante di inglese,chiedere a Zafon,che lo ha citato nel suo travolgente romanzo,cosa celi questo Hardy. Non penso sia per la trama romantica che sottilmente esplora la natura del peccato e le dinamiche della coscienza puritana,perchè con più efficacia ci era già riuscito Hawthorne nella Lettera Scarlatta(1850).Neppure per le obsolete invettive contro la aristocrazia :"Sarei stato contento di apprendere che discendevi unicamente dai ranghi e dalle schiere sofferenti,mute e dimenticate della nazione inglese,e non da quella minoranza egoista,resasi potente a spese altrui";perchè con più ironia ci riuscirà Bram Stoker in Dracula(1897).Forse,allora, per lo studio della potenza del Destino (e quì c'è tutto Zafon),che come un fabbro infaticabile nella sua fucina forgia catene formate da sequenze di fatti assurdi,coincidenze e morti.Tess, Nuria,Carax e Angel Clare,scopriranno "il luogo dove il destino disegna le nostre sorti,sceglie e condanna senza motivo,prepara per l'uno la facile strada che lo condurrà senza fatica tra le folle immemori dei beati e per l'altro,il sentiero che introduce,in vita,tra tormenti più atroci di quelli infernali. Così Hardy ci conduce , attraverso un Wessex immaginario ,sino agli altari di Stonehenge;e Zafon in un itinerario vorticoso di una Barcelona fantastica ci porta sino al Cimitero dei Libri Dimenticati ed all'Ombra del Vento.

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    Federico

    03/02/2007 00.51.24

    Personalmente l'ho trovato abbastanza ben scritto ma troppo melodrammatico per i miei gusti (per non parlare delle fastidiose intromissioni didascaliche pseudo-dissacranti del narratore): vista la lunghezza, ho preferito interrompere e passare a letture piú piacevoli.

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    Camy

    01/03/2005 17.40.57

    Appassionante, i personaggi sono vivi per come vengono analizzati nel profondo. Tess fa tanta tenerezza, Alec è odioso ma non può non affascinare, Angel matura nel corso della soria. L'ineluttabilità del destino che si accanisce su Tess fa venire voglia di entrare nel libro e cambiare il corso degli eventi. Davvero bello. Dò 4 solo per non essere troppo romantica.

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