Tess dei d'Urberville - Thomas Hardy - copertina

Tess dei d'Urberville

Thomas Hardy

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Traduttore: G. Aldi Pompili
Collana: Grandi classici
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 31 dicembre 2000
Pagine: 449 p., Brossura
  • EAN: 9788817067072
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Tess dei d'Urberville

Thomas Hardy

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Una ragazza tenace e sfortunata, figlia della povertà dei campi, vittima dell'uomo e dell'età industriale: è Tess dei d'Urberville, protagonista di uno dei capolavori del romanzo vittoriano. La tranquilla contea inglese del Wessex, antica denominazione anglosassone del Dorset, è teatro di sordide vicende e di soprusi: l'ingenua Tess, ultima rappresentante di una nobile famiglia decaduta, viene sedotta e abbandonata in giovane età, costretta a seppellire un figlio nato malato, battezzato da lei stessa con il significativo nome di Dolore. Condannata come "donna perduta" dall'opinione comune, non si arrende alla propria condizione: cerca il riscatto attraverso il lavoro e il matrimonio con Angel Clare, figlio di un pastore evangelico, turbato dal passato tormentato della moglie. In un crescendo di vicende drammatiche, Tess troverà riposo solo all'ombra dell'antico tempio pagano di Stonehenge, come una vera vittima sacrificale dei tempi moderni. Introduzione di Pietro Citati.
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    Mar

    10/03/2019 16:53:20

    Non ci sono parole per descrivere quanto ho apprezzato questo libro. Non solo offre tantissimi spunti di riflessione, ma permette al lettore di capire quali fossero le dinamiche di certi eventi che accadevano nel diciannovesimo secolo. La protagonista è Tess, vittima di una serie di sfortunate vicende che la porteranno a soffrire e, soprattutto, a crescere prima del tempo. Ma Tess dei d’Urberville non è solo una storia di soprusi, è anche una storia di lotta contro il male, un’opera di stampo femminista che trasmette un forte messaggio ai lettori e soprattutto alle lettrici: ogni donna possiede una grande forza interiore che può tirare fuori ogni qual volta lo desidera, ed è quella forza che le permette di andare avanti nella vita e di ricominciare in modo indipendente. Un altro importante aspetto del romanzo è l’apparente assenza di una giustizia che porta alla sensibilizzazione del lettore. Consiglio il romanzo a chi ama la letteratura classica inglese, data la splendida ambientazione nelle campagne anglosassoni ottocentesche, e a chi piace prendere consapevolezza delle ingiustizie esistenti da secoli nel mondo.

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    Anna

    08/03/2019 21:56:30

    Il gusto è soggettivo, ma queste sono le pagine di un grande classico imperdibile

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    Michelle

    17/02/2019 09:07:16

    Classicone da non perdere. Tess è un personaggio meraviglioso che compie scelte non sempre condivisibili, atmosfera e personaggi secondari trattati benissimo e nel complesso ho trovato questo libro vero e puro.

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    Kladr85

    22/01/2019 21:30:22

    Una storia appassionata, struggente che racconta la vita di Tess dei D’Urberville, una ragazza ingenua vittima di un susseguirsi di eventi sfortunati con i quali dovrà fare i conti per tutta la vita a cui non potrà opporsi. Un destino crudele che la induce ad una vita solitaria e a vivere la propria sofferenza in silenzio anche se con coraggio e orgoglio. Colpevole della propria bellezza, quasi come fosse un peccato essere tale, Tess viene privata della sua ingenuità a causa di un uomo di nome Alec. Catapultata nel mondo adulto reagisce agli eventi ma inizia a fare i conti con una società con dei valori da rispettare che non giustifica nemmeno gli atti non intenzionali, che contempla distinzioni di classe e di religione. Anche Angel, il ragazzo di cui si innamorerà, e da cui sarà ricambiata, si lascerà influenzare dai principi di questa società, nonostante, inizialmente incarna nel romanzo il personaggio con una visione più aperta, che si distacca dalla propria famiglia per avere valori diversi. La storia di Tess è triste che lascia un senso di amarezza ma consiglio di leggerla, mi ha appassionata immediatamente. Una lettura scorrevole, oltre che piacevole, che proietta il lettore nei luoghi descritti e che permette di vivere le stesse emozioni della protagonista con la stessa intensità.

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    Lidio

    18/09/2018 20:56:59

    Credo che ciò che mi rimarrà di questa lattura, più d'ogni altra cosa, è l'amarissimo sapore di ingiustizia che impernia tutta la storia. Tutto comincia con un errore di distrazione, per poi finire in uno scenario dannunziano e una fuga (che non era del tutto insospettabile, anzi, ma è comunque qualcosa che non ci si aspetterebbe di trovare in un libro simile e in più associata a un personaggio come Tess). "Tess dei D'Urberville" possiede una bellezza di paesaggi lugubri, dalla bellezza incantevole, ammaliante; possiede la verità di una vita campestre, di contestazioni sociali, la tremenda realtà dell'ingiustizia, che tutti colpisce, e più di tutti Tess, vittima del destino. Diventiamo un po' come la nostra eroina, la nostra Tess, e siamo increduli di fronte all'idea di un onnipotente che possa infliggere queste pene e poi castigare la sua creazione per questo. Tess rimane vittima ingenua, munita di poche difese, fino alla fine, anche nel gesto estremo. Le sue sono reazioni naturali, istintive, a un sentimento sconfinato e ossessivo. Ma la verità è anche che le è stata sottratta l'infanzia, che è stata strappata all'innocenza troppo presto, gettata in un mondo di individui che la denigravano e umiliavano per il suo sesso e il suo 'errore'. Quella di Tess è una storia triste, che frantuma il cuore; ma non ho potuto fare a meno di pensare che, almeno in quella dolce fuga verso un luogo sicuro, lontano dalla legge, Tess abbia trovato quella breve felicità coniugale che le è sempre stata preclusa.

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    Michela

    18/09/2018 18:04:59

    Tess dei d’Urbeville è stato il libro che mi ha fatto scoprire e apprezzare Thomas Hardy. La storia è lunga, ma la lettura è scorrevole e viene naturale immedesimarsi nella protagonista, una donna molto sfortunata ma forte e determinata, che viene travolta dalle vicende della vita, cade più volte ma prova sempre a rialzarsi. La scrittura di Hardy ti proietta nell’ambiente e nell’epoca in cui narra la sua storia. Consigliato, particolarmente agli amanti della letteratura inglese.

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    Marcella

    10/02/2018 11:07:44

    Gran bel libro. Triste. Molto realista. Appassionato. Coinvolgente.

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    Marco Scelbo

    24/05/2013 17:06:51

    Thomas Hardy era un appassionato quanto superficiale lettore di Schopenhauer....così riduce il pessimismo ontologico e il determinismo del filosofo tedesco, in un pessimismo meccanicistico da melodramma.....gli inserti meditativo-filosofici, poi, sono inverosimilmente banali....sicuramente meglio la descrizione della natura rurale inglese, che fa da sfondo partecipe agli avvenimenti....poco però per rendere questo libro più di un verboso romanzetto melodrammatico, dallo scarso spessore letterario....

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    Nicole

    02/05/2013 16:58:30

    Ovviamente bisogna leggere questo romanzo tenendo conto dell epoca in cui è stato scritto...altrimenti fa un pò sorridere il fatto che tre esistenze siano distrutte per un "segreto"che al giorno d oggi verrebbe accolto con un alzata di spalle...Detto questo,fino all ultimo ho sperato in una sorta di riscatto(se non di lieto fine)a favore del personaggio di Tess...ma non è avvenuto.Resta comunque un grande classico della letteratura,da leggere.

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    francesca

    14/11/2012 11:20:38

    sinceramente ,lette le critiche e data la fama attribuita al libro,mi aspettavo di piu'. alcune parti mi sono piaciute molteo,altre meno,le ho trovate noiose e a volte scontate. tess poi mi e' sembrato un personaggio ai limiti dell'assurdo

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    Dr Andrea Di Carlo

    14/04/2012 13:46:11

    Scritto nel 1891, Tess dei d'Urberville è uno dei romanzi più intensi di Hardy. La tesi che lo scrittore del Dorset vuole dimostrare è che ognuno non deve sperare di migliorare la propria condizione perché sarebbe vano, ognuno deve stare al suo posto. In un Wessex dominato dal caso, dal destino, dalla natura matrigna e da una serie di indizi che sembrano presagire il finale tragico del romanzo (come il nome della città di Tess, Marlott, che significa 'destino distrutto), si snodano le tristissime vicende di Tess, che culminano con la sua morte a Stonehenge, in un vortice di neopaganeismo e ritualità popolare. Da leggere.

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    Roberta

    12/04/2011 13:25:04

    Tess e' un'ingenua lattaia del Wessex, dall'animo buono e generoso, ma gravata da un'oscuro peccato che non rivelera' mai a nessuno e questo la portera'a compiere un tragico gesto che segnera' la sua vita. E' una donna orgogliosa e tenace, ma vittima degli eventi che la circondono. Tra i racconti che ho letto di Hardy, questo e' il meno favorito. Ci sono troppe fasi descrittive che rendono la lettura poco coinvolgente. Di grande emozione il grande amore di Tess per il marito.

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    stefano

    28/08/2009 16:37:56

    un po’ prolisso in determinate descrizioni. Ripulibile di molte lungagini. La figura di Tess indispone per l'ostinatezza di serbare un segreto che sapeva sarebbe stato scoperto. Una figura da tutti ritenuta molto forte, che in realtà mostra solo debolezze. ci si trascina, un pò a fatica vista la prolissità, fino ad un finale che parzialmente riscatta il molle carattere della protagonista.

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    gaia

    09/11/2007 00:22:34

    un libro davvero bello, da leggere assolutamente! l'ho trovato coinvolgente in ogni sua parte, la figura di tess mi ha colpito e commosso, come ha scritto qualcun altro vien voglia di entrare nella narrazione per cambiare i fatti, ma cambiarli sarebbe in contrasto con il messaggio che l'autore vuole farci recepire, ossia che è il Fato a determinare il corso degli eventi... ho trovato alec odioso e angel mentalmente ristretto, ma capisco che il suo atteggiamento della prima notte di nozze si adatta al contesto storico (però angel in seguito maturerà invece alec rimane il solito e si merita proprio al 100% la fine che tess gli fa fare!)... le descrizioni sono suggestive così come i commenti del narratore... è vero che il finale lascia con l'amaro in bocca ma in un libro come questo l'happy ending sarebbe stato fuori luogo.... consiglio vivamente di leggere il libro (specie se vi piacciono i romanzi ambientati nel passato ma non amate lo stile sdolcinato!)

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    David

    13/10/2007 09:19:42

    Uno dei più grandi romanzi di sempre. Hardy dipana il filo della condizione femminile, in una visione postromantica che porta alle estreme conseguenze l'oscura previsione di George Eliot (ben simboleggiata dalla protagonista del Mulino sulla Floss, Maggie Tulliver). Non più l'angelo del focolare vittoriano, ma un'esistenza contaminata dalle forze del fato, senza speranza di redenzione. Magnifico.

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    Cristina

    03/09/2007 21:15:47

    Ho trovato questo libro semplicemente stupendo.. Bella l'ambientazione, le descrizioni, i personaggi.. Mi sono emozionata leggendo i sentimenti di Tess e qualche lacrimuccia è scesa leggendo il finale.. Uno di quei libri che quando leggi l'ultima pagina vorresti che non finisse, e cominciano già a mancarti i personaggi..

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    ale bedica

    16/02/2007 17:52:53

    Tess è uno dei molti libri che mi sono ripromesso di leggere,ma se non fossi stato spronato da Beatriz dell'Ombra del vento di Zafon,avrei atteso ancora un po' di tempo;ed avrei fatto bene.Bea,lo rinviene nel 'Cimitero dei Libri Dimenticati':"Sembrava proprio che mi stesse aspettando,sepolto in questo luogo,da ancora prima che nascessi".Forse dobbiamo prima che a qualche attempata insegnante di inglese,chiedere a Zafon,che lo ha citato nel suo travolgente romanzo,cosa celi questo Hardy. Non penso sia per la trama romantica che sottilmente esplora la natura del peccato e le dinamiche della coscienza puritana,perchè con più efficacia ci era già riuscito Hawthorne nella Lettera Scarlatta(1850).Neppure per le obsolete invettive contro la aristocrazia :"Sarei stato contento di apprendere che discendevi unicamente dai ranghi e dalle schiere sofferenti,mute e dimenticate della nazione inglese,e non da quella minoranza egoista,resasi potente a spese altrui";perchè con più ironia ci riuscirà Bram Stoker in Dracula(1897).Forse,allora, per lo studio della potenza del Destino (e quì c'è tutto Zafon),che come un fabbro infaticabile nella sua fucina forgia catene formate da sequenze di fatti assurdi,coincidenze e morti.Tess, Nuria,Carax e Angel Clare,scopriranno "il luogo dove il destino disegna le nostre sorti,sceglie e condanna senza motivo,prepara per l'uno la facile strada che lo condurrà senza fatica tra le folle immemori dei beati e per l'altro,il sentiero che introduce,in vita,tra tormenti più atroci di quelli infernali. Così Hardy ci conduce , attraverso un Wessex immaginario ,sino agli altari di Stonehenge;e Zafon in un itinerario vorticoso di una Barcelona fantastica ci porta sino al Cimitero dei Libri Dimenticati ed all'Ombra del Vento.

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    Federico

    03/02/2007 00:51:24

    Personalmente l'ho trovato abbastanza ben scritto ma troppo melodrammatico per i miei gusti (per non parlare delle fastidiose intromissioni didascaliche pseudo-dissacranti del narratore): vista la lunghezza, ho preferito interrompere e passare a letture piú piacevoli.

  • User Icon

    Camy

    01/03/2005 17:40:57

    Appassionante, i personaggi sono vivi per come vengono analizzati nel profondo. Tess fa tanta tenerezza, Alec è odioso ma non può non affascinare, Angel matura nel corso della soria. L'ineluttabilità del destino che si accanisce su Tess fa venire voglia di entrare nel libro e cambiare il corso degli eventi. Davvero bello. Dò 4 solo per non essere troppo romantica.

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  • Thomas Hardy Cover

    Thomas Hardy nasce in una famiglia di piccoli proprietari terrieri nel Dorsetshire, terra che ritorna nei suoi romanzi come l’idilliaco mondo rurale del Wessex. Vive la sua giovinezza in campagna, appassionandosi agli aspetti semplici e folkloristici della natura e del villaggio rurale. Compie studi di architettura e si trasferisce a Londra. Ben presto inizia a dedicarsi alla letteratura diventando un importante intellettuale. Nel 1871 pubblica Via dalla pazza folla (Far from the Madding Crowd) che dà inizio alla fase più originale della sua opera: romanzo pastorale e melodrammatico che pone in primo piano la storia di contadini consumati dall’asprezza del lavoro e da sogni ingannevoli sulla crescita sociale.Seguono Il ritorno al paese (1878), Il trombettiere... Approfondisci
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