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David Allegranti

Editore: Marsilio
Collana: I grilli
Anno edizione: 2014
Pagine: 179 p. , Brossura
  • EAN: 9788831717540
  In tempi di leadership fortemente personalizzate conoscere qualcosa di più della biografia di un capo aiuta a capire. Senza farsi illusioni, perché la carica forgia uno stile e sollecita gesti prima sconosciuti. Allegranti si è trovato in una posizione privilegiata nello stendere questo agile profilo di Matteo Renzi, e non solo perché è fiorentino e ben addentro a segreti e retroscena di un fulminante cursus, ma per la buona ragione che coltiva con il biografato una frequentazione amichevole e al tempo stesso critica. Al punto da aver già pubblicato su di lui, nel 2011 (presso Vallecchi) un libro che annunciava il terremoto, intitolandolo Il rottamatore del Pd. Il giovane giornalista (trentenne in forza al "Corriere Fiorentino") ha un piglio narrativo che mischia ammirazione e riserve senza badare a diplomatici dosaggi. In questo testo inserisce due interviste che, aggiungendo testimonianza (Francesco Rutelli) e politologia (Peter Mandelson), non guastano. La data chiave è quella delle primarie svoltesi a Firenze nel 2009, tutte giocate contro il risentito apparato d'un partito sordo al rinnovamento. Allora "Renzi si propose come un disintermediario fra il palazzo e l'elettorato". Ben detto, anche se quel "disintermediario" (ricalcato dalla terminologia bancaria) è parola astrusa. "Rottamazione" (immessa nel lessico politico nel 2010) ne fu il crudo sinonimo. Ed ecco quindi il ragazzo fiorentino, saccente e linguaiolo, giamburrasca spaccatutto a parole e avvedutissimo in calcolate mosse diplomatiche, nei panni di "leader del post-partito" (Ilvo Diamanti). In effetti è con l'attività di amministratore che Renzi acquista credenziali da proiettare in ambito nazionale: si definisce "sindaco d'Italia", un politico che ascolta e fa, ora e subito, a prescindere da prospettive elaborate e da finalità troppo studiate. Allegranti non fa uso dell'etichetta di post-moderno, ma, a ben vedere, è quella che più si attaglia a definire un'idea di politica non coerente, non organica, non razionale: piuttosto sorretta da martellanti annunci e scandita da tentativi, esplorazioni, sortite di ardua classificazione. E intenzionata a catturare il volatile consenso prodotto da rabbie diffuse e contratte delusioni. Che la sfida sarebbe stata con Beppe Grillo il giornalista l'aveva compreso prima del boom del 40 per cento e oltre delle elezioni europee. Il risultato, imprevisto, è dovuto in realtà anche ad altri fattori. Il fatto è che Renzi ha saputo parlare sia a una sinistra stufa dei soliti noti sia ai conservatori impauriti da attacchi deliranti, ha eccitato speranze e incitato alla fiducia, in questo articolando un discorso che più italiano e persino cattolico non si può. In un acuto editoriale che integra il "boy" del titolo, Ernesto Galli della Loggia (Il cattolicesimo di un boy scout, "Corriere della sera", 3 giugno 2014) ha individuato gli ingredienti antropologici che gli derivano dal cattolicesimo nostrano: un'esperienza "dominata dalla dimensione del giovanilismo, abituata più che al partito al piccolo gruppo, mossa da agonismo irrequieto mirato alla vittoria". I medaglioni che, in chiusa, l'autore dedica ai fedelissimi del "Giglio magico" non rassicurano sulla volontà di selezionare un ceto dirigente all'altezza dell'enorme lavoro cui far fronte anche su scala europea.   Roberto Barzanti  

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    Andrea Fava

    29/12/2014 11.13.19

    Allegranti riporta varie opinioni su Renzi; tra queste, ve n'è una che mi pare particolarmente centrata, quella che il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha espresso nel 2010: "Renzi assomiglia a uno che vuole fare un golpe, non riesce a farlo e però vive di rendita sul messaggio". Ma a parte le opinioni altrui, gli aneddoti, le interviste, le gag e i tweet, l'autore non prende una posizione chiara su Renzi, anzi, credo si possa dire che non prenda posizione alcuna. Nel libro di Allegranti non troverete la risposta alla domanda "chi è davvero Matteo Renzi". Dovrete districarvi tra "la via del napalm sinceramente democratico" (?), le idee "alesinian-giavazziane" (??), i termini usati in senso "avalutativo" (???), e i "ma anche" dell'informatica (????), per arrivare a scoprire di avere tra le mani un testo che sembra scritto da un politico, non da un giornalista. L'unico parere genuino datoci da Allegranti, dal quale è assai arduo dissentire, lo si trova quando scrive che è difficile fare previsioni sugli obiettivi che Renzi riuscirà a centrare, in quanto "nella tecnica del continuo rilancio il presidente del Consiglio è un maestro".

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