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Anno edizione: 2007
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I Soft Machine sono un gruppo inglese nato nei tardi anni '60 a Canterbury, Kent e costituiscono una delle band di punta della Scena di Canterbury. Il loro stile musicale combina elementi tratti dal Pop, dal Rock psichedelico e dal Jazz. Il gruppo nacque dallo scioglimento dei Wilde Flowers, una Band storica nel quale suonarono, negli anni '60, numerosi musicisti (in particolare i Caravan). La prima formazione dei Soft Machine comprendeva Kevin Ayers (basso), Robert Wyatt (batteria e voce), Daevid Allen (chitarra) e Mike Ratledge (tastiere). Allen lasciò la band prima dell'uscita del primo disco (avrebbe in seguito fondato un altro importante gruppo di derivazione Canterbury, i Gong. Ayers fu sostituito da Hugh Hopper. L'apice della notorietà e della fortuna critica giunse con l'acclamato "Third" (1970), un album doppio con soli quattro brani, ciascuno della lunghezza di un'intera facciata. L'ingresso di un sassofonista, Elton Dean, e la collaborazione di altri fiati, avvicinano l'opera al Miles Davis di quel periodo, seppure con numerosi elementi inediti. "Third" è il terzo album del gruppo Progressive dei Soft Machine. Viene considerato uno dei lavori più rappresentativi del sottogenere del Rock progressivo noto come scena di Canterbury. Pubblicato su vinile come disco doppio, con un singolo brano per ogni lato di vinile (la stessa struttura di altri celebri album progressive, come "Tales From Topographic Oceans" degli Yes). Nella versione su CD tutti i brani sono raccolti su un singolo disco. Rappresenta uno degli apici dello stile del gruppo, che in quest'opera iniziò a combinare il Rock psichedelico dei due album precedenti con elementi Fusion e Free Jazz ispirati a Miles Davis (molte sono le analogie con il sound creato da Davis nell'album "Bitches Brew", dello stesso anno). Tre dei brani sono strumentali; l'unico cantato, "Moon In June", prelude chiaramente allo stile unico e indefinibile che il cantante Robert Wyatt avrebbe elaborato nella sua successiva carriera solista. Un classico assoluto e bellissimo
Una musica ostica ai primi ascolti, ma che si rivela come qualcosa di unico alla distanza, e alla fine di accessibile e assolutamente appagante. Robert Wyatt è un indiscusso genio, e tutta la band gira a meraviglia, dando alla luce un capolavoro eccentrico e meraviglioso. Più debole l'ultimo brano.
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