Traduttore: G. Giromonti Greco
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 26 maggio 2010
Pagine: 274 p., Brossura
  • EAN: 9788845924958
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Descrizione
Ottobre 1910: Tolstoj, ottantaduenne, abbandona segretamente la tenuta di Jasnaja Poljana e, in compagnia della figlia Aleksandra e del dottor Makovickij, parte in incognito su un vagone di seconda classe; ma un malore colpisce il grande vecchio, e i tre fuggiaschi sono costretti a fermarsi ad Astapovo. Nel giro di poche ore la stazioncina sperduta "alla periferia dell'impero" diventa "il centro del mondo": l'afflusso di corrispondenti delle maggiori testate russe, di fotografi e cineoperatori è infatti massiccio e tempestivo. E proprio alla stampa spetterà il ruolo principale nella vicenda. Nei decenni successivi alla morte di Tolstoj molti dei suoi discepoli e quasi tutti i suoi figli sentirono il bisogno di pubblicare testi memorialistici e spesso risentitamente polemici, con l'intento di ristabilire la "verità" sulla fine dello scrittore e sulle ragioni della sua fuga. Il libro di Vladimir Pozner taglia di netto il nodo delle contrastanti versioni tornando ai nudi fatti, ricostruiti con precisione maniacale sulla base di un corpus sterminato di documenti inediti (dispacci telegrafici, corrispondenze, bollettini medici), che vengono ampiamente integrati a stralci dalle lettere e dai diari di Tolstoj e della moglie Sofja, nonché da altri testi (memorie, saggi, opere letterarie), con una tecnica combinatoria squisitamente cinematografica.

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    Roberta

    14/10/2010 12:53:34

    Gli ultimi giorni di vita di Lev Tolstoj, attraverso le copie dei dispacci, conservate negli archivi, sono raccolte in questo libro, che mi ha appassionato molto. Ne viene fuori il ritratto di un un'uomo dalla forte personalita', in contrasto con i poteri costituzionali, la chiesa e lo stato, ma amico del popolo e per questo da loro tanto amato. Molto particolare il rapporto con la moglie, sua compagna di vita per quarantotto anni. E' stata una donna che ha profondamente amato il suo uomo e nel capitolo che descrive la morte dello scrittore mi hanno emozionato le sue parole al passaggio del feretro " Anima mia, Amico mio, Amore mio, Vita mia".

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    Rosa Oliverio

    25/06/2010 12:05:52

    Ho letto il libro ' TOLSTOI E' MORTO ' e l'ho trovato interessantissimo. Di Tolstoi ho letto alcune opere , le solite , questo libro mi ha dato la possibilità di conoscere l'uomo con i suoi limiti e la sua grandezza morale. La traduzione dalla lingua originale è dinamica , pone il lettore nella condizione di spettatore presente ad un evento che sta li, li per succedere e ti trasmette addirittura l'ansia. A me è piaciuta molto la descrizione del momento che precede l'alba dell'ultimo giorno di vita di Tolstoi, è un momento di alta èoesia. Complimenti al traduttore.

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