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Ho letto tutto d’un fiato "Torneranno le lucciole", un romanzo profondo sulla responsabilità, sulla lealtà e sul peso delle scelte. Silvio Moretti firma una storia intensa che sa far riflettere su come il passato ritorni sempre a chiederci il conto, ricordandoci però che la speranza non è mai del tutto perduta. L’autore riesce a descrivere con grande lucidità la parabola di chi ha abbracciato l'attivismo con la forza e l'ingenuità dei vent'anni, per poi trovarsi disorientato di fronte alla deriva della violenza e ai compromessi dell'età adulta. La trama si dipana scorrevolmente tra ferite private e traumi collettivi seguendo una narrazione dal ritmo introspettivo e psicologico, interrotto qua e là da citazioni musicali che lasciano intravedere una possibile traduzione filmica del romanzo. Consiglio questo libro a tutti coloro che amano le storie di amicizia fraterna, la complessità dei rapporti generazionali, a chi è appassionato di Storia e di storie nell’intreccio tra vita personale e sfondo politico.
Da ragazzi potrebbero essere Huckleberry Finn e Tom Sawyer, crescendo-quando l’impegno civile e l’urgenza di incidere sul sociale si fanno pressanti- potrebbero essere Eurialo e Niso. Sono Roberto e Guido, due ragazzi-uomini del nostro tempo uniti da un’amicizia tanto solida quanto difficile da coltivare e mantenere per la diversità dei caratteri e per i percorsi esistenziali che si distanziano progressivamente. D’altra parte sono tempi difficili quelli in cui la loro amicizia nasce e si sviluppa: gli anni di piombo e la loro tragica appendice (non a caso il romanzo si apre con l’assassinio di Marco Biagi a opera delle Nuove brigate rosse nel 2002). L’amicizia è un tema che ricorre spesso nella letteratura, ben oltre i casi sopra accennati, ma spesso è granitica e inscalfibile, esige fedeltà assoluta, tanto da divenire un tòpos. Silvio Moretti racconta invece un rapporto molto sfaccettato, fatto anche di incomprensioni, di contraddizioni, di lunghi e perduranti silenzi che , pur rimanendo intatto il sostrato affettivo, rendono il rapporto stesso quanto mai tormentato. Guido e Roberto rischiano di perdersi più volte, poi si perdono, forse definitivamente, e il lettore vive con Roberto il vulnus insanabile dell’assenza di Guido, un’assenza che più che figlia di una scelta volontaria, sembra essere figlia della Storia che irrompe attraverso una figura femminile emblematica tratteggiata mirabilmente dall’ autore. Ma poi le lucciole , le pasoliniane lucciole, con la loro sempre stupefacente presenza, aprono un orizzonte di speranza che, nell’intenzione e negli auspici di Moretti, vale non solo per i due amici, ma per tutta un’inquieta generazione che seppure ha avuto il merito di trasformare nel profondo la nostra società, ha spesso pagato, a livello individuale, un pesante prezzo.
Torneranno le lucciole, il secondo romanzo di Silvio Moretti, apre una finestra su un senso corale di speranza, nell'attesa fiduciosa di un cambiamento , a ridosso di eventi dolorosi personali e collettivi. Una dicotomia tra buio e luce ne costituiscono il tessuto . Per Roberto, il protagonista, Buio è la drammatica perdita di un professore stimato, un Maestro, alta personalità giuridica e sindacale ucciso nel 2002 dalle Nuove Brigate Rosse. Buio , la delusione generazionale con un non nascosto senso di colpa. Per Roberto Luce è la genuinità della sua bambina di quattro anni , la premura affettuosa della moglie, la speciale amicizia con Guido, scomparso,poi ritrovato, i ricordi del passato vividi e indelebili. Una narrazione che coinvolge emotivamente il lettore, dandogli spunti di riflessione, attraverso un linguaggio dialogico, che nasce da "dentro". La Metafora delle lucciole che brillano nell'oscurità della notte,- fa comprendere che la vita è questa, ma "uniti" si può diventare migliori, soprattutto guardando, con uno stupore antico, quel luccichio che fa sognare...….Si, le lucciole torneranno. Vera.
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