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La traiettoria della neve. Trilogia di Stoccolma. Vol. 1

Jens Lapidus

Traduttore: B. Fagnoni
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Pagine: 607 p., Brossura
  • EAN: 9788804603917
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Recensioni dei clienti

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    nanni

    03/10/2016 17.58.03

    A me il libro è piaciuto, un po' crudo con episodi duri, ma abbastanza logico. Racconto uno spaccato della realtà credibile. Il racconto è stato criticato per l'uso di marchi e nomi di stilisti che effettivamente non è piaciuto molto nemmeno a me, ma è di scarso rilievo. Credo che sia un libro che vale la pena di leggere.

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    Zuckerman

    21/11/2015 17.32.08

    Tutto sommato un romanzo gradevole, ritmo giusto e personaggi ben assortiti; nulla di particolarissimo ma un buon intrattenimento.

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    Ilaria

    24/03/2011 18.52.12

    Personaggi scialbi, lettura scorrevole ma non coinvolgente. Forse il peggiore del genere scandinavo mai letto. Non consigliato.

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    Silvia

    28/02/2011 13.07.01

    Come qualificare un libro che non ti attira ma che quando lo prendi in mano si fa leggere? Senza infamia e senza lode. La trilogia per me si arresta qui.

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    Manuel

    28/01/2011 17.25.10

    Ho deciso di dare una chance a Lapidus, acquistando questo "Traiettoria della neve" un paio di mesi fa. L'ho letto in due settimane, leggendo solo di sera. Si tratta di un libro scorrevole e molto veloce. Descrizioni semplici ma efficaci. I colpi di scena (tanti) e la violenza (idem) sono descritti con molto freddezza: mi è capitato di dover rileggere, spiazzato, alcuni passaggi dove la scena veniva sconvolta da una riga all'altra con un imperturbabilità impressionante. Per quanto riguarda la storia, si può dire che è il classico hardboiled: uomini scaltri e duri (ma solo in apparenza), impegnati in una continua lotta reciproca per arrivare ad essere l re di Stoccolma. Il plot procede lineare fino a poco meno di 100 pagine dalla fine, finché, ad un certo punto, la narrazione si impenna e si susseguono una serie di eventi sconvolgenti, fino ad arrivare all'imprevedibile ma, al tempo stesso, inevitabile finale. Un'immersione in apnea nella sporca e griffata Stoccolma criminale. Da leggere.

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    francesca

    27/01/2011 16.56.54

    Gran bella lettura! Vivamente consigliato: personaggi particolari, controversi e intriganti; un plot ben costruito e articolato; uno stile di scrittura diretto e incisivo. Un libro che svela l'altra faccia della Svezia...

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    Vox

    04/01/2011 18.13.45

    non condivido dei voti così immeritatamente bassi. anche io comprai questo libro attirato dal prezzo promozionale, a scatola chiusa, totalmente all'oscuro dei contenuti. non sono pentito, anzi!! l'incrocio fra le storie dei 3 personaggi è più che intrigante, 3 personalità totalmente differenti che tra incontri e scontri si trovano inseme volenti o nolenti, dando vita a malavitosi affari raccontati in maniera spregiudicatamente realista e moderna. una buona digressione su spaccio di coca, gang mafiose e jet set nell'invitante location di stoccolma.

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    Tina

    31/08/2010 15.09.24

    Ho acquistato il libro durante le vacanze estive, mi aveva un po' stupita il prezzo molto basso... poi ho capito il perchè. Ho fatto fatica ad arrivare alla fine del libro, certo che se avesse riportato meno marche avrebbe ridotto di almeno cinquanta pagine la lettura. Tutto sommato mi è sembrato molto brutto. Se fosse possibile darei come voto zero.

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    Antonio

    30/08/2010 17.14.02

    Non è male. Si lascia leggere, ma non cattura però. La tecnica delle tre storie incrociate è interessante, sfruttata bene, ma manca il phatos, l'emozione, mancano i colpi di scena... comunque rimane un buon libro, e non è vero, almeno secondo me, che lascia poco... anzi! Lapidus è molto bravo nel tratteggiare con poche parole lo squallore e l'abisso dell'animo umano, l'estrema banalità del crimine... tra omicidi e abiti firmati, è davvero un buon libro, forse non capito da molti che si aspettavano un nuovo Larsson.

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    sara

    11/07/2010 10.39.34

    Idiota io a non aver compreso subito che la neve del titolo è la coca, distratta dalla copertina (fuorviante) con il cancello innevato e la sagoma di un uomo. Nulla a che vedere con larsson (stieg o asa) o mankell. storie di droga (coca) e malavita a stoccolma. idiota a non aver compreso che se il prezzo del libro è di 17.50 e te lo rifilano a 5 euro un motivo ci sarà. così come molto sospetta è l'assenza di un qualsivoglia briciolo di trama o di informazioni in quarta di copertina, dove, altresì, campeggia la foto (dark) dell'autore. sigh

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    Mauro

    06/05/2010 19.48.21

    Lettura molto scorrevole, le vicende dei personaggi si intrecciano molto bene e leggendo ci si rende conto che l'autore ha scelto di abbreviare il più possibile i capitoli per non distogliere l'attenzione del lettore. Vecchio trucco che si impara sui banchi di scuola media. Frasi corte e concise per non andare fuori traccia. E non poteva fare altro, visto che l'enfasi è da scuola media. Ritengo che le poche frasi e rarissimamente i paragrafi dedicati alla sorella scomparsa di JW siano stati inseriti solo per trovare un finale a questo racconticello "griffato". Il voto "tre" lo do solo perchè almeno l'ho finito in fretta e posso tornare nella svezia vera: quella di Mankell, Sjöwall Maj e Nesser Håkan.

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    Christian Ferretti

    18/01/2010 14.42.49

    In generale, il giudizio sarebbe "senza infamia e senza lode". L'imbastitura è originale, con le storie raccontate via via in maniera sempre più intersecata, finché coincidono, con un espediente "cinematografico". Originale anche la scelta di protagonisti tutti negativi, pur con le sfumature di personalità: difficile solidarizzare o immedesimarsi in uno di loro, tranne forse il solo Jorge, delinquente per forza e non per scelta. E' la prima volta che mi capita di sperare che vada tutto storto nei piani dei protagonisti... D'altro canto, la narrazione è interrotta dai continui riferimenti alle marche di abiti indossati, di auto guidate, di telefoni utilizzati. Se avesse evitato questi spot, spero per lui retribuiti, Lapidus avrebbe risparmiato un centinaio di pagine. Soporifere anche le minuzie su come si ripulisce il denaro sporco, la descrizione di transazioni quasi fino alle ricevute ed ai numeri di conto corrente. Il finale, rocambolesco il giusto, ha il ritmo giusto, ma stona con il resto della narrazione dove il nostro, come detto, si perde invece in fronzoli. La chiusura, poi, che lascia spazio a seguiti, mi pare infine un po' furbetta. Eccessivo il paragone con Larsson, ma anche con qualsiasi altro autore nordico, qui c'è ben poco di analisi della società svedese, il romanzo è più americano, solo per caso ambientato a Stoccolma, la high society potrebbe essere quella, stereotipata, di qualsiasi metropoli occidentale

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    Patroclo

    06/11/2009 10.32.28

    secondo me un ottimo romanzo noir: certo non ha nulla a che fare con Larsson, e con l´andamento lento e riflessivo di altri romanzi di genere svedesi. il riferimento di Lepidus sembra piú Ellroy e il suo ritmo spezzato, le sue frasi corte, i suoi personaggi ambigui, mai completamente dalla parte sbagliata (o giusta). secondo me divertente e azzeccato, seppur parliamo chiaramente di un prodotto di intrattenimento.

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    pasquale

    02/09/2009 00.54.06

    Decisamente un bel libro d'eesordio ricco di colpi di scena e ben strutturato. Voto 5

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    Hit_Man

    31/08/2009 15.10.40

    Invendibile, stereotipato, cultura all'ammasso, estremamente pedante nel continuo rimandare alle griffe più famose, forse l'hanno sponosorizzato... ha solo il pregio della rapidità, ma non rimane alcuna traccia di sè una volta letto. Meno male che l'ho preso in biblioteca...

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    Bianca

    27/07/2009 16.30.01

    Non so come si abbia avuto l'ardire di paragonarlo a Stieg Larsson (si starà rivoltando nella tomba!). Romanzo prolisso, pieno di luoghi comuni, di violenza gratuita che si poteva leggere tutto nell'epilogo. Penoso:da notare bene che prima di azzardarmi ad un giudizio così lapidario ho cercato di tener duro e leggerlo tutto: mai ho sprecato così male il mio tempo!

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    Lopo

    30/06/2009 16.32.21

    Bellissimo! Ritmo alla James Ellroy, maniaci tipo American Psycho, un'ironia che percorre tutta la narrazione, stemperando gli episodi più truculenti. Mrado, Jorgelito, JW: personaggi che non dimenticheremo facilmente. Attendendo il seguito...

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    beppe

    13/06/2009 23.41.16

    una delusione. a tratti soporifero. sicuramente non è all'altezza nè di mankell o di asa larsson nè tantomeno di waloo e sjowall.

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    Davide

    08/06/2009 08.39.51

    E' vero che ci sono scrittori svedesi bravi ma questo Lapidus non mi sembra all'altezza.

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    valerio

    31/05/2009 00.18.03

    Sarei più prudente prima di paragonarlo a Mankell o Larsson. Sono arrivato a metà in attesa che accadesse qualche cosa. Niente. Ho abbandonato il libro, cosa piuttosto inusuale. Mi è parso forzatamente pulp, privo, per lo meno fino al punto in cui sono arrivato, di suspance , di colpi di scena o, più semplicemente, capace di generare interesse per la storia. Peccato, un neo nel panorama svedese.

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