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Trans Europa Express - Paolo Rumiz - copertina
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Descrizione


"Nessuno mi toglierà la certezza che l’Europa era più Europa un secolo fa, quando mia nonna andava in treno in giornata da Trieste alla Transilvania."

2008. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l’Europa occidentale da quella orientale. È una strada, quella di Rumiz, che tra acque e foreste, e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore, con una voce profonda, ricca di intonazioni, per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza. E più avanza, più ha la sensazione di non trovarsi su qualche sperduto confine ma precisamente al centro, nel cuore stesso dell’Europa. Attraversa dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, vive attese interminabili e affronta severissimi controlli, ma come sempre – nel frattempo – conosce anche la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino: un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia. Siamo di fronte a un libro raro, dettato da una scrittura che magnifica il viaggiare e la conoscenza del mondo – di quel mondo – attraverso il viaggiare.
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Dettagli

2012
24 ottobre 2012
231 p., Brossura
9788807019272

Valutazioni e recensioni

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Gaia
Recensioni: 5/5

Magnifico. Forse il migliore di Rumiz. Si viaggia tra le righe con lui e la sua compagna di viaggio. Scorrevole, interessante, divertente. Fa riflettere e fa venire una voglia matta di viaggiare in quelle zone, a chi piacciono!

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LM83
Recensioni: 5/5

Bellissimo ed appassionante. Un bellissimo libro.

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Rigus68
Recensioni: 4/5

Nel 2017 Ezio Mauro, giornalista di Repubblica, ci ha regalato un viaggio straordinario tra le strade di St. Pietroburgo raccontandoci (in diverse puntate, su RAI Storia) la storia della rivoluzione di Ottobre. Così abbiamo conosciuto a fondo Lenin, Trotskij, Kerenskij e tanti altri protagonisti e visitato ogni palazzo, ogni ponte, ogni vicolo in cui si è combattuto. Nel 2008 Paolo Rumiz (pure giornalista di Repubblica) ci ha trascinato in uno straordinario viaggio in verticale dagli estremi confini nord fino a Istanbul lungo la tormentata frontiera UE-Russia, in posti che in gran parte le guide turistiche non menzionano neppure e che abbiamo cancellato dalla memoria collettiva. Due affabulatori di grandissimo valore, Mauro e Rumiz, che è un vero piacere scoprire ed apprezzare. Non sono solo racconti degli orrori lasciati dalle stragi della Seconda Guerra Mondiale in questi territori (comprese le tremende epurazioni delle popolazioni ebree e le migrazioni di massa di milioni di persone tr Est e Ovest) ci sono anche incontri con umili cittadini che comunque mostrano un’umanità e vitalità straordinaria pur vivendo in condizioni di estremo disagio. E ci sono pure spaventosi racconti sulla distruzione del sistema ecologico operata dall’industria moderna. Ecco cosa succede nella penisola di Kola: miniere di estrazione di rame, cobalto e nickel che punteggiano il paesaggio come pustole di acne. “Undicimila operai e venti ciminiere immani, sigillate da filo spinato e torrette di controllo da Gulag”. “Tubazioni nere, enormi, gocciolanti sopra i licheni, camini che sputano zolfo, montagne di residui industriali alte come cordigliere andine … “ Un inferno dantesco che fa sembrare un eden l’ILVA di Taranto! C’è molto di più, ovviamente, e ci sono pagine serene ed idilliache. Comunque un racconto sbrigliato, molto ben annotato, scritto in maniera fluida e scorrevole e una sfida aperta a quanti di noi vogliano scoprire questi luoghi a zig-zag tra due frontiere.

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Paolo Rumiz

1947, Trieste

Paolo Rumiz è scrittore e giornalista triestino, inviato speciale del «Piccolo» di Trieste ed editorialista de «La Repubblica». Esperto del tema delle Heimat e delle identità in Italia e in Europa, dal 1986 segue gli eventi dell’area balcanico-danubiana. Nel 2001 invece segue, prima da Islamabad e poi da Kabul, l'attacco statunitense all'Afghanistan. Vince il premio Hemingway nel 1993 per i suoi servizi dalla Bosnia e il premio Max David nel 1994 come migliore inviato italiano dell’anno. Ha pubblicato, tra l’altro, Danubio. Storie di una nuova Europa (1990), Vento di terra (1994), Maschere per un massacro (1996), La linea dei mirtilli (1993), La secessione leggera (2001), È Oriente (2003), Gerusalemme perduta (2005), La leggenda...

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